Scommesse sui cavalli 2026: l’ippica non ha una concessione a parte

Updated Novembre 2026
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Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sulle condizioni contrattuali pubblicate dagli operatori.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Chi cerca dove giocare sull’ippica in Italia parte da un’idea semplice: esiste un bookmaker dei cavalli, distinto dal bookmaker di calcio. Nel diritto italiano non è così, e la differenza non è un cavillo. Le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa e a totalizzatore stanno dentro la stessa lettera che autorizza le scommesse sugli eventi sportivi — l’articolo 6, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 — mentre i «giochi di ippica nazionale», cioè vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, richiedono una concessione autonoma, la lettera c) dello stesso comma. Tradotto: chi vi vende una singola su un ippodromo lo fa con la stessa concessione con cui vi vende una multipla sulla Serie A, e chi vi dicesse di essere «il bookmaker dell’ippica» non starebbe descrivendo una categoria giuridica, ma uno slogan commerciale.

Il punto di partenza pratico è l’elenco che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tiene pubblico. Al 25 ottobre 2026 quell’elenco conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, e la società concessionaria quasi mai porta il nome del marchio: dietro Betsson e Starcasino c’è Azzurri Limited, dietro Bwin ed Eurobet c’è Eurobet Italia S.r.l.

Qui comincia il primo costo, quello che nessuno mette in vetrina. Nessuno dei concessionari elencati è un operatore specializzato nelle corse: sono bookmaker generalisti che tengono in palinsesto anche l’ippica, e questo ha una conseguenza concreta sulla profondità dei mercati, sui ritardi negli aggiornamenti e sulla qualità dei palinsesti minori. Un appassionato che cercava un Bookmaker dei cavalli, nel senso di una casa con un listino dedicato agli ippodromi, non lo troverà. Troverà un concessionario ADM che accetta anche scommesse sui cavalli.

Indice dei contenuti
  1. Concessione ADM e scommesse sui cavalli esteri: la normativa che decide cosa potete giocare
  2. Prevenzione, tutela e protezione: gli strumenti che costano poco e salvano il conto
  3. Bonus di benvenuto, requisiti di puntata e ricompense: incentivo o trappola?
  4. Pronostici, bankroll e analisi: come si sceglie un cavallo senza illudersi
  5. Tipi di giocata, quote e sistemi: copertura e formato
  6. Corse, calendario e competizioni: cosa si può davvero giocare
  7. Valutazione, criteri e classifica: i dieci concessionari
  8. Bookmaker corse cavalli: dieci schede, un criterio, nessun cavallo da giocare
  9. Quanto costa giocare davvero: il conto finale
  10. Domande frequenti

Concessione ADM e scommesse sui cavalli esteri: la normativa che decide cosa potete giocare

Il quadro normativo italiano parte da un principio che vale la pena enunciare senza addolcirlo: offrire gioco a distanza a giocatori in Italia senza concessione è illegale. Non è una raccomandazione di stile, è una fattispecie sanzionata. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede due elenchi tenuti da ADM con la Guardia di Finanza e Sogei — quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito — e sanziona i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

Che cosa comprende la concessione e che cosa non comprende

L’articolo 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi offribili a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e sulle corse dei cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo.

Ecco il punto che quasi tutte le guide saltano: la concessione è uno dei sei gruppi, e un concessionario può detenerne alcuni in qualunque combinazione. L’elenco pubblico non ha una colonna dei giochi. Un nome su quella lista non dimostra, da solo, che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua app. Vale anche al contrario, ed è la parte che il lettore deve tenere a mente davanti alle comparse: comparire in una classifica non è una concessione, e non tutte le 52 righe dell’elenco hanno un bookmaker sportivo dietro.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.

La durata è l’altro dato da incassare subito. Ai sensi dell’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara gestiscono i giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara, ai sensi dell’articolo 6, comma 5; le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (articolo 4, comma 3 e articolo 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto in soldi del giocatore: nessuno di questi operatori ha un incentivo a lungo termine, perché la sua finestra si chiude e non si rinnova.

Perché il marchio estero conviene al bookmaker e non a voi

Qui l’analisi si fa scomoda, e le guide che vivono di affiliazione la evitano con cura. Un sito .com“ con licenza straniera non ha alcun titolo in Italia: la sua licenza non ha valore nel nostro ordinamento, non è collegato al RUA e non entra nell’elenco ADM, con la conseguenza che è soggetto a oscuramento DNS. Nel 2025 un ordine di ADM ha portato il totale a 11.481 domini inibiti, e i mirror ricompaiono nel giro di ore; il blocco agisce a livello DNS e alcuni fornitori arrivano tardi.

Ma il costo vero non è tecnico, è giuridico, e riguarda il giocatore. ADM, il 28 febbraio 2024, richiama la legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4: la norma «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Fatto salvo l’importo in euro dell’ammenda, che non risulta determinato, la frase è di ADM, non di un concorrente: chi partecipa a una scommessa organizzata da un operatore non concessionario è sanzionabile. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

E il fronte fiscale peggiora, non migliora. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario; il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso vale la pena consultare un commercialista. Su un sito estero o non autorizzato, invece, la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta determinata, e la posizione va letta come interpretazione dell’Agenzia; non è consulenza fiscale.

Due libri contabili, due trattamenti, e la differenza la paga chi sceglie il sito .com convinto di risparmiare.

Palinsesto, eventi simulati e partite di ippica nazionale

L’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Si può giocare solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quello che il palinsesto contiene, per sport e per tipologia di giocata, non risulta noto, ed è una buona ragione per aprire la sezione Ippica del singolo operatore prima di versare.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria: l’articolo 2, lettera v) parla di «scommesse su eventi simulati», cioè eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite dentro una concessione per scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti sono questo, e il fisco le tratta diversamente dalle corse vere: l’imposta unica sulle scommesse virtuali è pari al 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite.

Sull’ippica nazionale il dato è secco: vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté richiedono una concessione dedicata, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera c) e dell’articolo 2, lettera h). Se un concessionario raccolga online i totalizzatori dell’ippica nazionale, non risulta. Non è un dettaglio per chi cerca un tris in rete: significa che quel prodotto potrebbe semplicemente non esserci, e che conviene verificarlo nel palinsesto del singolo operatore invece di darlo per scontato.

Prevenzione, tutela e protezione: gli strumenti che costano poco e salvano il conto

Il gioco responsabile non è la sezione che si scorre in fondo; è la parte della normativa che ha l’effetto più diretto sul conto, ed è anche la meno pubblicizzata. L’articolo 15, comma 1 elenca gli obblighi del concessionario: limiti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore seguendo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni alla settimana, per otto ore al giorno.

Dal limite di deposito al RUA

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. La meccanica è la parte da capire bene: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Chi pensa di alzare il tetto prima di una serata di corse non ci arriva in tempo, ed è esattamente il punto. Il limite non è una punizione, è un airbag, e funziona solo se resta più basso di quello che si vorrebbe spendere alle due di notte.

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è lo strumento più potente della cassetta: un’iscrizione blocca ogni piattaforma di gioco online con concessione ADM e anche le sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riferisce che dal 1° febbraio 2026 le forme parziali di esclusione partono e che le durate vanno da 7 a 270 giorni, oppure sono indeterminate con revoca possibile dopo 9 mesi. È qui che si vede il costo di un sito senza concessione: chi è autoescluso non è protetto là, perché quelle piattaforme non sono collegate al registro.

Vale la pena dire anche dove finisce la tutela, perché un limite che non si conosce non si usa. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non risulta nota, e non esiste, da quanto è dato sapere, un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che mordono sono i limiti scelti dal giocatore e il limite di deposito che si sceglie in registrazione. Chi cerca un numero di legge che lo protegga non lo troverà; troverà la propria firma su un modulo.

Età, identificazione e conto di gioco

L’articolo 3, comma 1, lettera a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è un dato da vetrina: è la ragione per cui l’apertura del conto passa da procedure di identificazione che, per un utente distratto, possono diventare una trappola.

Il conto di gioco richiede identificazione piena. Accanto alla registrazione classica con copia di un documento, gli operatori offrono l’iscrizione con SPID — e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID, il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti. Sono anche esattamente il tempo che passa tra l’entusiasmo dell’iscrizione e la prima richiesta di prelievo, e quella sospensione arriva sempre nel momento peggiore.

Un ultimo dato che riguarda la trasparenza e non il giocatore: ai sensi dell’articolo 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui la pubblicità del gioco responsabile esiste: non è generosità, è una voce di bilancio obbligatoria.

Bonus di benvenuto, requisiti di puntata e ricompense: incentivo o trappola?

Apriamo il capitolo con una premessa di metodo, perché è quella che determina se il bonus sarà un guadagno o una perdita. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori. Il divieto del Decreto Dignità colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: le offerte ci sono, quello che non c’è è un tetto statutario all’importo e ai requisiti di puntata. Quindi ammontare, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni del singolo operatore, e sono lì che va letta la vera cifra dell’offerta.

Quanto vale davvero un bonus, in soldi del giocatore

Il caso più pulito nel panorama italiano è BetFlag: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un accredito su saldo significa soldi giocabili, non un gettone separato, e la differenza conta: si preleva solo dopo aver soddisfatto i requisiti, e i requisiti stanno nelle condizioni dell’operatore, non nel messaggio promozionale.

Sisal chiede un percorso diverso: per ricevere il bonus bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Anche qui la promessa è ampia, la condizione è a monte. Chi non ha un conto già aperto e validato non è a metà strada verso il bonus: è fuori.

Poi ci sono le combinazioni di piattaforma, che è il modo in cui gli operatori italiani costruiscono il pacchetto. Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e indicando l’app e la registrazione si accede al bonus di benvenuto. Per la parte strettamente ippica, che è il tema di questa pagina, il pacchetto si legge sempre nelle condizioni dell’operatore.

C’è un ultimo elemento che a volte sfugge: tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Un conto che si apre per giocare un bonus di benvenuto si aprirà con un catalogo molto più ampio di quello che si pensava, e le regole di utilizzo sono quelle, non le più restrittive.

Il margine scritto dentro la quota

Adesso l’aritmetica, che è l’unica parte onesta della faccenda. Su un mercato a due esiti — vincente e non vincente, per esempio un testa a testa tra due cavalli — ipotizziamo quote di 1,90 e 1,90: un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da un operatore. La quota di pagamento, cioè la parte delle puntate che il mercato restituisce, è data da 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90. Il conto dà un payout compreso tra il 94 % e il 95 %, e quindi un margine compreso all’incirca tra il 5,3 % e il 6 %. Quella forbice è l’esempio, non il mercato: è l’ordine di grandezza di quello che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata, e varia per operatore, per disciplina e per tipo di mercato. Su un listino di cavalli con molti partenti e poco volume la percentuale sale, perché il bookmaker deve coprire un rischio che nessuno gli aiuta a distribuire.

Il lettore deve ora incrociare i due capitoli. Su un margine del 5-6 %, un bonus giocato in singole su corse asciutte perde poco; giocato in multiple costruite per inseguire il volume, brucia quota di valore a ogni gamba aggiunta, e i requisiti di puntata sono scritti per spingere verso il secondo caso. Il bonus di benvenuto non è denaro regalato: è un rimborso parziale su un volume di giocate che, per essere sbloccato, passa attraverso il margine più volte. È il conto che nessun operatore mette in vetrina e che questa pagina si limita a mostrare.

Pronostici, bankroll e analisi: come si sceglie un cavallo senza illudersi

Il titolo di questa sezione va letto con prudenza, perché la parola «pronostici» vende molto e promette poco. Nessuno conosce l’esito di una corsa, e questa pagina non indica un cavallo, una «sicura», un sistema che vince: chi vi dice il contrario vi sta vendendo qualcosa che non possiede. Quello che si può fare è ragionare su come si costruisce una giocata, che è un mestiere diverso.

La base è la lettura della corsa. Un cavallo al galoppo in piano percorre una distanza che va da 440 iarde (400 metri) a più di quattro miglia (6,4 chilometri), con distanze comuni tra i cinque e i dodici furlong, cioè da 1,0 a 2,4 chilometri. È una forbice enorme, e la distanza cambia il tipo di cavallo: chi brilla sui mille metri non resta nella stessa corsa sui duemila. Chi scommette senza guardare la distanza non sta facendo analisi, sta tirando un dado con una quota accanto.

Il secondo elemento è la natura della corsa. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare in base alle sue capacità; nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. È la ragione per cui un ippodromo italiano e un ippodromo britannico offrono due sport diversi sotto lo stesso nome: cambiando il formato cambia il significato del peso e della forma dichiarata, e chi legge un «calendario» senza distinguere handicap e condizioni si perde la metà dell’informazione disponibile.

Sul metodo di gioco, l’ordine di lavoro è sempre lo stesso, e conviene scriverlo perché è la parte che i giocatori saltano. Prima si definisce quanto si è disposti a perdere in una settimana — ed è lo stesso esercizio del limite di deposito, tanto vale farlo insieme. Poi si decide su quali tipi di corsa si ha una lettura, perché la specializzazione è l’unica analitica che non richiede di indovinare. Infine si misura: un banco senza annotazione è un hobby che si crede strategia.

La «scommessa su due cavalli uno vincente» — il titolo che molta gente cerca — merita un chiarimento tecnico che risolve più dubbi di qualunque previsione. In parte è un problema di mercato: su un ippodromo con dodici partenti la copertura costa, e i sistemi non aggirano la matematica. Il modo corretto di ragionare su «due cavalli» non è sommare due giocate vincenti, ma verificare come il mercato prezza il rischio, con l’attenzione al fatto che in certe giurisdizioni esiste un rimborso in caso di ritiro o di non partenza, il DNB, che le condizioni di ogni operatore descrivono a modo proprio. La matematica non cambia: il margine resta dentro ogni quota, e raddoppiare le giocate raddoppia la quota di margine pagata.

Sul «cavalli oggi» c’è poco da promettere. Le corse si corrono e i palinsesti si aggiornano, ma quello che conta per un giocatore è la sequenza: prima guardare quali corse sono in palinsesto, poi controllare il numero dei partenti — che determina anche le condizioni di piazzamento, su cui torniamo più avanti — infine leggere la quota. Chi parte dalla quota e cerca una corsa da metterci sopra non sta valutando, sta razionalizzando una voglia.

Tipi di giocata, quote e sistemi: copertura e formato

Qui si passa dalla teoria alla schedina, e il primo chiarimento riguarda l’unità di misura del costo. Una scommessa each-way non è una scommessa: sono due, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia, e una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline. Chi la trova elegante per il suo bilanciamento non ha sbagliato i calcoli, ha solo appena raddoppiato il prezzo.

Quanto rende una each-way e quando il piazzamento non vale niente

Le condizioni del piazzamento nel Regno Unito sono un manuale di come il costo cambia con il campo dei partenti: negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria. Tradotto: con quattro partenti, la metà piazzamento della vostra giocata non esiste, e la puntata doppia paga esattamente come una singola.

L’esempio svolto rende il meccanismo visibile. Una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 su 3 posti costa 20 sterline. Se il cavallo vince, la parte vincente restituisce 110 sterline e quella piazzata 35, per 145 sterline in totale. Il valore di quella piazzata sta tutto nella frazione: 1/5 invece di 1/4 vale circa un quinto in meno sulla stessa quota, e su un campo di dodici partenti quella differenza si prende metà della parte piazzata. Non è un dettaglio da appassionati: è la ragione per cui la stessa schedina costa uguale in ogni ippodromo e rende in modo diverso in ognuno.

Da questa aritmetica discende la differenza tra i sistemi, che è molto meno mistica di come viene presentata. Una singola espone a un esito. Una multipla espone al prodotto di più esiti, con l’effetto che il margine si applica a ogni gamba e l’incertezza si moltiplica. Con più partenti per corsa, la quota di pagamento del mercato scende rispetto a un testa a testa a due esiti, perché nessun bookmaker offre dodici esiti senza margine più alto. Un sistema non aggira questo fatto: lo redistribuisce.

Quote decimali, formato italiano e punti in cui si perde denaro

Il formato italiano delle quote è decimale con la virgola: 1,85, non 1,85 con il punto. Le vincite non si scrivono come frazioni tipo 10-1, che appartengono alla tradizione britannica; se le incontrate in una guida, state leggendo materiale tradotto. Il calcolo della vincita è lineare: la quota per la puntata. Il calcolo del margine è meno intuitivo, e la formula è la quota di pagamento pari a 1 diviso la somma dell’inverso di tutte le quote dello stesso mercato; il margine è 100 % meno quella quota. Le due cose non sono intercambiabili: una quota di pagamento del 95 % e un margine del 5 % sono lo stesso mercato visto da due lati, e una guida che somma i due numeri ha sbagliato il conto.

Su questo, un avvertimento che vale più di tutta la sezione. Ogni confronto di quote che trovate online invecchia in ore, e una quota senza la sua data è un numero senza significato: quando leggete un prezzo, chiedetevi quando è stato registrato. Il margine, invece, invecchia molto più lentamente, ed è per questo che conviene confrontare i bookmaker sul margine e non sull’ultima quota che compare in una tabella. Il secondo punto in cui si perde denaro è il tipo di mercato: i mercati secondari hanno margini più larghi dei mercati principali, anche sullo stesso evento, e le combinazioni vendute come comode stanno nella fascia peggiore.

Un’ultima nota sul betting exchange, che è merce rara e vale la pena capire. È un gioco autorizzato a sé, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera e) e dell’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima in favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Corse, calendario e competizioni: cosa si può davvero giocare

Un appassionato di ippica arriva su questa pagina convinto di trovare un campionato. Non c’è, e la ragione è strutturale: le corse sono un calendario diffuso, non un torneo unico con una classifica. Questo cambia il modo in cui si cerca un bookmaker cavalli — non si cerca chi copre «la stagione», si cerca chi copre quel singolo ippodromo in quel singolo pomeriggio.

La distinzione che conta è tra le due famiglie di corsa. Le corse al galoppo in piano si corrono direttamente tra due punti lungo una pista rettilinea o ovale; le corse a ostacoli, siepi e steeplechase, in Gran Bretagna e Irlanda si chiamano National Hunt. È una divisione molto più profonda di quanto sembri a chi legge un palinsesto: cambiano il tipo di cavallo, la preparazione, la stagione e il pubblico. Una piattaforma che copre bene il piano può coprire male l’ostacolo, e viceversa.

Poi ci sono gli appuntamenti che danno il ritmo all’anno. La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dallo St Leger: tre corse, tre distanze e tre momenti della stagione, e chi le segue sa che nessuno dei tre è una replica degli altri. In Italia la tradizione ippica si concentra sui palinsesti storici e sui gran premi, e sotto il profilo giuridico sono i «giochi di ippica nazionale» con la loro concessione separata. Chi vuole seguire i grandi appuntamenti internazionali deve mettere in conto che l’offerta dipende dal palinsesto approvato da ADM e dall’evento autorizzato uno per uno: non è una scelta automatica del bookmaker.

Sul versante virtuale, il calendario ha una natura diversa e vale la pena dirlo perché il nome inganna. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Non sono corse: sono eventi simulati, e la tassazione stessa li distingue, con l’imposta unica al 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Un giocatore che cerca l’ippica per competenza sui cavalli trova qui un prodotto veloce, continuo e completamente diverso, che non richiede nessuna lettura della forma.

Valutazione, criteri e classifica: i dieci concessionari

Da qui in avanti il tono cambia. Una classifica ha senso solo se si dichiarano i criteri, e questi sono i criteri che questa pagina usa: la titolarità di una concessione ADM per il gioco a distanza con il numero di concessione verificato sull’elenco pubblico, la presenza di un sito .it proprio, e la descrizione che l’operatore stesso dà della propria offerta nelle proprie condizioni e nelle proprie schede applicative. Non ci sono criteri di simpatia, non ci sono promozioni, e non è una classifica: nessuno di questi dieci marchi paga per starci.

Due avvertenze che valgono per tutta la tabella e per tutto quello che segue. La prima è che la concessione è per sito: un codice, un sito, e società diverse possono detenere più concessioni. La seconda è che l’elenco ADM non ha una colonna dei giochi, quindi il numero di concessione dimostra che quel sito è autorizzato al gioco a distanza, non che offra scommesse sportive: a dimostrarlo è il sito stesso.

Nel gruppo che segue, il quadro è di dieci concessionari con siti italiani, codici di concessione tra 16007 e 16032 e un’offerta sportiva documentata dalle rispettive app. Uno di questi dieci è, per quanto le fonti pubbliche mostrano, l’unico marchio con concessione tra quelli considerati che non si limiti al bookmaker generalista ma affianchi all’offerta un exchange autorizzato, il gioco con interazione diretta tra giocatori — ed è Betfair. Fuori da questo gruppo ci sono altri concessionari: l’elenco è più lungo di questa lista, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione.

Marchio Concessione ADM e concessionario Offerta secondo l’operatore
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto anche con SPID e CIE
SNAI n. 16032, Snaitech Spa singole, multiple e sistemi con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più Cash Out
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con sezione Supercombo a quote maggiorate
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale palinsesto da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. principali campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betsson n. 16027, Azzurri Limited scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; offerta su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; registrazione con app per il bonus di benvenuto
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming

La tabella mostra due cose e ne nasconde una terza. Mostra che il denominatore comune di questi listini è il calcio, non l’ippica: su dieci marchi, due soli nominano esplicitamente le corse tra i propri prodotti, e uno dei due lo fa in una riga che accosta l’ippica alla boxe e alle freccette. Nasconde, o meglio non può mostrare, la profondità reale dei mercati ippici, che è la variabile che conta davvero per chi gioca sui cavalli, e che si legge solo aprendo il palinsesto del giorno sul singolo sito.

Il terzo numero della colonna centrale merita un fermo immagine, perché è il più elegante indizio di come funziona questo mercato: Eurobet Italia S.r.l. è titolare di più concessioni e gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale. La concessione è per sito, non per azienda, e questo spiega anche perché un marchio storico e un marchio nato online possano convivere sotto lo stesso tetto societario con regole di prodotto diverse. Per il lettore il beneficio pratico è semplice: quando confrontate due marchi, verificate il concessionario, non il logo.

Quello che la tabella non fa, e che nessuna tabella può fare al posto vostro, è dire quanta parte di quel listino sia realmente dedicata all’ippica. Un servizio clienti risponde a questa domanda in due minuti; una pagina di comparazione, se risponde, sta indovinando.

Bookmaker corse cavalli: dieci schede, un criterio, nessun cavallo da giocare

BetFlag — i 5.000 € di tetto e l’apertura con SPID

BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008 intestata a Betflag S.p.a. e un proprio sito .it. Il suo bonus di benvenuto sportivo è il più generoso del gruppo per tetto dichiarato: il 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un accredito su saldo, non un gettone separato, e questo è il punto su cui si decide tutto: soldi giocabili, quindi soldi prelevabili solo dopo aver soddisfatto i requisiti dell’operatore.

Sul lato identificazione, il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. CIE compresa significa che l’accesso al conto non passa necessariamente da una copia del documento caricata a mano: un dettaglio che sembra burocratico e che invece è la differenza tra un conto validato in dieci minuti e uno sospeso al primo prelievo.

Il tetto di 5.000 € è anche la sua trappola retorica. Una cifra così alta serve a far sembrare l’offerta più grande di quello che è, perché il bonus è una percentuale del deposito: senza un versamento importante il tetto non si tocca mai, e il valore reale dell’offerta è esattamente la quota che decidete di versare. Con i requisiti di puntata che stanno nelle condizioni, una percentuale nominale alta su un deposito modesto resta una cifra modesta.

Verdetto: BetFlag è la scelta di chi vuole il pacchetto più semplice del gruppo. La combinazione tra accredito su saldo e apertura con SPID o CIE riduce le occasioni di attrito in due punti in cui gli altri le creano, registrazione e validazione, mentre il tetto da 5.000 € va letto come uno specchietto per chi deposita poco.

SNAI — il risultato esatto e il Cash Out come prodotto, non come regalo

SNAI opera con la concessione ADM n. 16032 intestata a Snaitech Spa e un proprio sito .it. La sua app dichiara scommesse singole, multiple e sistemi con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, più la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out merita una riga in più di quanto meriti la parola «funzione», perché è un prodotto con un prezzo. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare la valutazione che il bookmaker dà in quel momento della probabilità residua, e quella valutazione è costruita sul suo margine. Il Cash Out non è una via di fuga gratuita: è un secondo mercato, e il bookmaker ci guadagna due volte, all’apertura e alla chiusura.

Sul versante dell’ippica, la scheda dell’operatore non nomina le corse, e la sua concentrazione dichiarata è sul calcio e sui mercati derivati. Questo non significa che l’ippica non ci sia: significa che il lettore deve verificarlo nel palinsesto, perché la descrizione ufficiale dell’offerta non lo dice.

Verdetto: SNAI va bene a chi cerca varietà di mercati calcistici e vuole la possibilità di uscire da una giocata a metà strada, accettando che quella porta d’uscita si paghi. Su un listino di corse l’argomento non è la copertura ma la disponibilità del singolo evento nel palinsesto approvato.

Betfair — l’exchange, e il margine che non paga il banco

Betfair opera con la concessione ADM n. 16028 intestata a Betfair Italia S.r.l. e un proprio sito .it. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

È però il suo secondo mestiere che lo rende il caso a sé di questo gruppo. Il betting exchange è un gioco autorizzato a sé, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera e) e dell’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è descritta come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima in favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta; Betfair è descritto come il primo.

Due dettagli da non saltare: l’exchange è merce rara e la sua economia non è quella del bookmaker, ma la commissione esiste comunque e va letta nelle condizioni; e le regole sul minimum bet sono una limitazione operativa che pesa su chi gioca piccolo, non su chi gioca grosso.

Verdetto: Betfair è interessante per il giocatore che vuole ragionare da banco, e in quel caso il vantaggio sta nell’assenza di un banco che trattiene il margine su entrambi i lati della giocata. Per le corse, però, la profondità dei mercati dipende da quanti altri giocatori ci sono dall’altra parte: su un ippodromo minore la liquidità può essere il vero limite, non la concessione.

Sisal — 15.000 eventi live e un catalogo che vale più del bonus

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020 intestata a Sisal Italia S.p.a. e un proprio sito .it. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Una cifra così è un argomento di scala, e la scala ha un prezzo: un catalogo enorme non è un catalogo profondo su ogni disciplina, è un catalogo che copre il calcio in modo capillare e le nicchie in modo variabile.

Sul bonus, il percorso è condizionato a monte: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. In palinsesto — quindi non su un listino separato, ma sul catalogo approvato, con le sue regole di evento.

La parte ippica esiste e ha una doppia natura: l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Chi legge «ippica» in quella riga deve distinguere le corse dagli eventi simulati, che sono due prodotti diversi con due trattamenti fiscali diversi.

Verdetto: Sisal è il marchio del catalogo: chi gioca tante discipline e ha bisogno che ci sia sempre qualcosa in palinsesto trova qui il bacino più ampio del gruppo. Chi cerca il singolo ippodromo con una lettura specialistica non trova in questa scala la risposta che cerca, perché la profondità non è la stessa cosa della quantità.

Eurobet — un palinsesto che va dalla politica alle corse, se ci sono

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012 intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale e un proprio sito .it. Il suo palinsesto dichiarato è il più eterogeneo del gruppo: da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Elezioni in un bookmaker. La cosa sorprendente non è che esistano, è che convivano nella stessa riga con il golf e il rugby: segno di un operatore che ha scelto la copertura come identità, e che quindi tende a includere anche quello che gli altri lasciano fuori. Per chi cerca l’ippica questo può essere un vantaggio, perché una politica di palinsesto larga include più ippodromi minori, ma non è una garanzia, e la verifica resta a carico del lettore.

Il marchio è anche la prova più chiara di come funziona la titolarità in Italia: Eurobet Italia S.r.l. è titolare di più concessioni e gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale. Un lettore che confronta due marchi diversi e scopre che il concessionario è lo stesso ha trovato, senza volerlo, la spiegazione di certe somiglianze di prodotto.

Verdetto: Eurobet vale la pena per chi vuole un palinsesto senza confini di disciplina e non si spaventa se accanto alle corse compare il festival della musica. La larghezza è la sua qualità principale, e la sua debolezza: un catalogo che copre tutto raramente è il migliore su qualcosa in particolare.

Planetwin365 — più di 20 sport e la copertura dei campionati minori

Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007 intestata a Pwo S.p.a. e un proprio sito .it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La Serie C nella stessa riga della Champions League è il dato più interessante: indica un operatore che non si limita al prodotto di punta e che quindi ha l’abitudine di tenere in palinsesto anche quello che altri considerano marginale. È un buon segnale per chi cerca le corse di provincia, che nel mondo dell’ippica sono esattamente il corrispettivo della Serie C: poco volume, meno attenzione, e spesso l’unica cosa che conta per un appassionato.

I risultati in diretta sono una funzione di servizio, non un prodotto, e non hanno un costo diretto per il giocatore. Per chi scommette in corsa, però, la qualità e la rapidità di quell’aggiornamento è la differenza tra una quota ancora sensata e una quota già mossa.

Verdetto: Planetwin365 è il marchio di chi guarda i campionati che gli altri trattano come riempitivo, e la sua ampiezza sotto i 20 sport è l’argomento più solido della scheda. Sull’ippica non c’è una dichiarazione esplicita, e la prova va cercata nel palinsesto del giorno.

Betsson — migliaia di eventi e una quota di mercato che non dichiara

Betsson opera con la concessione ADM n. 16027 intestata a Azzurri Limited e un proprio sito .it. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Il nome societario è la notizia più utile della scheda, anche se non è la più visibile: Azzurri Limited non contiene la parola Betsson, e la stessa società è dietro Starcasino. Un lettore attento alla titolarità trova qui una conferma di come il mercato italiano sia organizzato per concessioni e non per marchi, e di quanto poco significhi il logo per capire chi sta dall’altra parte del conto.

I mercati elencati sono quelli mainstream del calcio. Nessuno di essi riguarda l’ippica, e la scheda dell’app non nomina le corse. Per chi gioca sui cavalli questo è un operatore da verificare nel palinsesto, non da scegliere sulla descrizione.

Verdetto: Betsson è un bookmaker generalista con un catalogo ampio e una descrizione prudente, che non promette nulla su cui non si esponga. Per l’ippica non offre argomenti nella propria presentazione, e la scelta si riduce alla disponibilità del singolo evento una volta aperto il palinsesto.

bet365 — il partner UEFA e l’ippica nominata in mezzo agli altri sport

bet365 opera con la concessione ADM n. 16030 intestata a Hillside (New Media Malta) Plc e un proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

L’ippica è nominata. Su dieci marchi è una rarità, e il fatto che compaia in una riga che accosta la boxe alle freccette dice anche qualcosa sul peso relativo: non è un reparto dedicato, è una voce in un elenco. La partnership con la UEFA Champions League è il vero argomento commerciale del marchio e riguarda il calcio, non le corse.

Qui vale la pena ricordare un meccanismo che riguarda l’intero mercato e non questo operatore. Si può giocare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. La copertura ippica di un marchio internazionale, quindi, non si eredita dall’estero: si costruisce evento per evento dentro il palinsesto italiano.

Verdetto: bet365 è il marchio che porta il nome più pesante del gruppo, e sull’ippica è uno dei pochi a mettere le corse tra i propri prodotti dichiarati. Chi cerca un operatore internazionale con l’etichetta delle competizioni maggiori trova qui l’argomento, mentre chi cerca un reparto ippico dedicato troverà una voce, non una sezione.

Goldbet — app, registrazione e lo stesso concessionario di Lottomatica

Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) e un proprio sito .it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; indicando l’app e la registrazione si accede al bonus di benvenuto.

Il percorso «scarica l’app, registrati, ricevi il bonus» ha una conseguenza pratica che vale la pena dire: la registrazione da app non esonera dall’identificazione piena del conto di gioco, e senza SPID o CIE il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi si registra per il bonus e non completa quella parte scopre il problema al primo prelievo, che è il momento peggiore per scoprirlo.

Ci sono poi le categorie di schedina — Live, Pre-match, Singole, Multiple, Sistemi — che sono un elenco di formati di giocata e non di mercati. La differenza conta: il formato decide quanto si spende e quante volte si paga il margine, il mercato decide quanto margine c’è.

Verdetto: Goldbet è la strada più diretta per chi vuole giocare da telefono e riceve il bonus già collegato al gesto di registrazione. Il punto di attenzione non è l’offerta ma il completamento dell’identificazione del conto, che è la fase in cui un conto da bonus si trasforma, o non si trasforma, in un conto che paga.

Lottomatica — concessione condivisa e quote in tempo reale

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) e un proprio sito .it. La sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il marchio ha lo stesso concessionario di Goldbet, la stessa società di capitali e due concessioni distinte. È l’esempio più pulito di una regola che questo mercato ripete da sempre: l’azienda è una, i marchi sono due, e la concessione è per sito. Chi pensa che due classifiche diverse stiano confrontando due aziende diverse sbaglia: sta confrontando due concessioni della stessa.

Lo streaming è la parte dell’offerta che più spesso viene presentata come gratuita e che tale non è nel senso che conta: è una funzione di servizio dentro l’offerta, e la sua presenza è uno degli argomenti con cui si giustifica l’ampiezza del palinsesto. Sui cavalli non c’è una dichiarazione specifica, e la verifica resta nel palinsesto.

Verdetto: Lottomatica compete sull’ampiezza dei campionati maggiori e sulle funzioni live, con due marchi dello stesso gruppo che si sovrappongono in buona parte del catalogo. Per l’ippica non offre una promessa in più di Goldbet, e chi deve scegliere tra i due sta scegliendo un’interfaccia, non un’offerta.

Quanto costa giocare davvero: il conto finale

Tiriamo le fila con l’unica cosa che questa pagina può consegnare senza rischiare di sbagliare: un’idea chiara di quello che si paga. Il prezzo della scommessa non è uno solo, sono tre, e si sommano.

Il primo è il margine, che sta dentro ogni quota e non si vede. Sul mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90 — esempio illustrativo, non prezzo di un operatore — la quota di pagamento calcolata sulla somma degli inversi sta tra il 94 % e il 95 %, e il margine quindi all’incirca tra il 5,3 % e il 6 %, con la precisazione che l’ordine di grandezza cambia per operatore, per disciplina e per tipo di mercato. Chi gioca mille euro di puntate in un anno su quel mercato lascia al banco la parte trattenuta, e non è una tassa: è la struttura del prezzo.

Il secondo è il costo dell’offer, tradotto in comportamento. Un bonus del 100 % del deposito fino a 5.000 € non è un regalo, è un rimborso parziale su un volume di giocate; i requisiti di puntata e la quota minima stanno nelle condizioni dell’operatore e sono lì che il valore si decide. Un conto che si apre per il bonus e gioca cento volte per sbloccarlo ha pagato il margine cento volte, e il bonus, se arriva, arriva dopo.

Il terzo costo è quello giuridico, e non si paga in euro sulla schedina ma in tutele. Un concessionario ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio estero senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto all’oscuramento DNS e, come afferma ADM nel richiamare la legge 401 del 1989, espone il partecipante a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi. Sul fronte fiscale, le vincite pagate da un concessionario non vanno dichiarate dal giocatore perché il prelievo cade sull’operatore — ricostruzione giornalistica, per il proprio caso conviene consultare un commercialista — mentre su un sito estero la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 le considera redditi diversi da dichiarare per l’intero importo ricevuto.

Se il lettore porta via una sola cosa, sia questa: l’ippica italiana non ha un bookmaker dedicato, ha dieci concessionari generalisti che trattano le corse come una voce di listino accanto al calcio. Nessuno dei dieci ha un incentivo commerciale a investire sull’ippica, e questo è il vero motivo per cui la profondità dei mercati sulle corse resta la variabile su cui conviene essere esigenti. Un operatore con 5.000 € di bonus massimo e tre ippodromi in palinsesto vale meno, per chi gioca sulle corse, di un operatore con un bonus modesto e un listino ippico completo: il primo numero lo si legge sul sito in trenta secondi, il secondo si scopre solo confrontando i palinsesti del giorno.

Domande frequenti

Su quali eventi posso scommettere con un operatore in possesso di concessione ADM?

Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che riunisce eventi sportivi — corse dei cavalli comprese — e non sportivi. L’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce così. L’Agenzia autorizza gli eventi uno per uno, quindi la disponibilità dipende da quel programma, non dal bookmaker.

Come faccio a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga è legata a un sito .it con il suo codice. La concessione è per sito, non per azienda, e lo stesso gruppo può averne più di una. Un nome in una classifica, però, non è una concessione: quella la mostra solo l’elenco.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la quota moltiplicata per la puntata: 20 € a quota 1,85 restituiscono 37 €, di cui 17 € di profitto netto. Nella multipla le quote si moltiplicano tra loro e formano un prezzo unico. Attenzione al formato italiano: le quote si scrivono con la virgola, 1,85, non con il punto.

Come si legge dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Il margine non si legge nella singola quota, ma nel mercato intero: la quota di pagamento è 1 diviso la somma dell’inverso di tutte le quote, e il margine è 100 % meno quel valore. Su due esiti a 1,90 e 1,90 il pagamento sta tra il 94 % e il 95 %, quindi il margine all’incirca tra il 5,3 % e il 6 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: l’imposta unica grava sull’operatore, che versa il netto. La ricostruzione viene dalla stampa di settore, non da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e una riduzione ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni di attesa. Si aggiungono i limiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, oltre all’autoesclusione, che blocca tutte le piattaforme con concessione.

Preparato dagli editori di «Campionatoinglese».

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