Siti di scommesse affidabile 2026: la concessione ADM è la prova che conta

Updated Novembre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

Un bookmaker che accetta giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. È la prima cosa da guardare, ed è anche l’unica che si può verificare in trenta secondi. Tutto il resto — il bonus di benvenuto, la quota gonfiata, la pubblicità che promette «gioco sicuro» — arriva dopo, e costa qualcosa. Questa pagina mette in fila le due cose: chi ha davvero il titolo per operare in Italia, e quanto costa al portafoglio di chi ci gioca.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con i titoli di concessione verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Indice dei contenuti
  1. Che cosa dice la normativa italiana sul gioco a distanza
  2. Il costo di giocare senza concessione: RUA, inibizioni e sanzioni
  3. Prevenzione e tutela: gli strumenti che il giocatore sceglie
  4. I nostri criteri per valutare un bookmaker affidabile
  5. La classifica: dieci siti di scommesse con concessione ADM a confronto
  6. I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno
  7. Dove si ferma l’elenco e come controllare da soli
  8. Domande frequenti su siti di scommesse affidabili

Che cosa dice la normativa italiana sul gioco a distanza

Il quadro legale italiano non ammette zone grigie. Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto la materia: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione dell’ADM, e la concessione si assegna per gara pubblica, non a sportello. Non è una licenza che si compra e si rinnova quando si vuole: si vince, dura al massimo nove anni e non è rinnovabile.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con la concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — quelli simulati compresi — e su corse di cavalli; alla lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. Un concessionario può gestirne uno o più di uno, in qualsiasi combinazione, e l’art. 6, comma 3 fissa il tetto dei nove anni senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Qui sta il primo punto che quasi nessuna pagina di confronto dice: la concessione è per sito, non per azienda. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it; una stessa società può tenere più siti — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. E la lista non ha una colonna per i giochi: chi ha il diritto di offrire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito prenda scommesse sportive; lo dimostra il palinsesto del sito o dell’app dell’operatore.

Elenco ADM, concessione straniera e conto di gioco: come si verifica un operatore

La verifica è un’operazione da manuale, e il manuale è pubblico. Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia, si cerca il nome del sito, e si confronta il codice con quello che l’operatore scrive nei propri termini del conto di gioco. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo lì: AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite la propria piattaforma dedicata. Il numero, non lo slogan, è la prova.

La ragione per cui gli operatori con concessione girano su domini .it non è estetica: il titolo è legato a quel sito e la lista ADM è costruita riga per riga su di essi. Un marchio che accetta italiani da un dominio estero con licenza straniera quella licenza non ha alcun valore in Italia. Non è un dettaglio da burocrati: significa che il conto aperto lì non entra in nessuno dei meccanismi di tutela previsti per il mercato regolato, dal registro degli autoesclusi alla supervisione dell’Agenzia. Nella lista dei 52 siti letti il 25 ottobre 2026 non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet: sono nomi che ricorrono nelle ricerche di chi cerca un bookmaker, e sono anche i nomi che in Italia non hanno un titolo per operare.

L’apertura del conto di gioco completa il quadro. Il conto richiede identificazione piena; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure con SPID. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi della materia, e le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, come dichiarano le pagine degli operatori: passata la scadenza il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi registra con SPID di livello 2 salta il passaggio dei documenti: il conto di gioco di AdmiralBet si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

Palinsesto, eventi approvati e cosa si può giocare davvero

Il palinsesto è la parte della normativa che il giocatore incontra ogni volta che apre l’app senza saperlo. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi — sportivi, corse di cavalli comprese, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può accettare scommessa solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano dentro un singolo palinsesto è materia che si legge sul sito dell’operatore, non in una tabella generale.

Il prodotto centrale restano le scommesse sportive a quota fissa, ma il diritto prevede anche il totalizzatore, e se un marchio online offra davvero totalizzatori sportivi è un’altra questione. Gli eventi simulati sono un gioco a sé nella definizione: l’art. 2, lett. v) li chiama «scommesse su eventi simulati» — sport, cavalli e altre competizioni simulate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato — e stanno dentro la concessione per le scommesse sportive; nei siti degli operatori c’è una sezione «Virtuali». L’ippica nel diritto è due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c), che l’art. 2, lett. h) descrive come scommesse di tipo totalizzatore — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — e che richiedono una concessione propria.

Le scommesse live le offre ogni grande operatore; le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono qui note, e nessun elenco di mercati live esiste in questa pagina. Il betting exchange è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e), e l’art. 2, lett. u) lo descrive così: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che sta nei loro termini. Sui minori esiste una determinazione dirigenziale ADM in materia di scommesse e minori che cita il DM 111/2006, di contenuto qui non noto. Gli esports, per il palinsesto, non si sa se ci stiano. E un tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti che stringono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Il costo di giocare senza concessione: RUA, inibizioni e sanzioni

Il conto da pagare per un sito senza concessione non è teorico, e non lo paga l’operatore. Art. 22, D.Lgs. 41/2024: l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, tiene la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti la cui accessibilità è inibita, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Chi rompe un ordine dell’ADM paga: fornitori di accesso a internet e prestatori di servizi di pagamento sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini — il rapporto di settore lo cita con l’ordinanza del 24 settembre 2025 — e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a volta, mentre i mirror riappaiono nel giro di ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati», e non descrive una sparizione pulita.

Poi c’è la parte che riguarda il giocatore in prima persona. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore, scritta dall’autorità che la applica. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse sono accettate all’estero.

Il confronto onesto è presto fatto. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la supervisione dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come scrive l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è descritta come non protetta, senza nomi di marchio e senza dettagli su metodi di deposito o bonus.

Pubblicità vietata, bonus e le condizioni che nessuno legge

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 nella sua forma integrale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A far rispettare il divieto è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il filo è questo: il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m, e art. 15, comma 3). Tradotto: il bookmaker non può dirti di giocare di più, ma può dirti di giocare con giudizio. Sul fronte sanzionatorio, la stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, tipo le sponsorizzazioni — esito non rinvenuto, il divieto resta in vigore alla data della verifica.

I bonus non sono vietati dal decreto, che colpisce la pubblicità e non l’esistenza dell’offerta. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non esiste un tetto statale né sul bonus né sul rigioco: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Un vincolo però c’è ed è concreto: sulle scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Quel tetto cambia il calcolo di chi pensa di usare un bonus grosso su una multipla: il credito si spezza, non si concentra.

La tassa sulle scommesse: chi paga, e chi dichiara

Qui la confusione è quasi generale, e vale la pena metterla in ordine. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è pagata dall’operatore e si calcola sulla differenza tra le puntate e le vincite: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica, 24,5 % se avviene a distanza. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %), e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile, non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza pratica è semplice: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — la formula che circola è «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria; chi vuole certezza sul proprio caso consulta un commercialista.

Il discorso cambia del tutto se il conto è fuori dal perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota. Il modo corretto di dirlo è questo: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale. Chi cerca un bookmaker «affidabile» dovrebbe leggere anche questa riga, perché è il secondo costo di un dominio estero, dopo il blocco.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che il giocatore sceglie

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 mette nero su bianco la cassetta degli attrezzi: alla lett. a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lett. b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; alla lett. c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È una lista di obblighi, non di cortesie.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il limite di deposito è quello che si incontra per primo. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. AdmiralBet, in registrazione, chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota. Nella vita di un conto la cosa conta in un modo preciso: abbassare il tetto è una decisione che si prende in un minuto, rialzarlo è una decisione che si prende una settimana dopo, quando il momento di slancio è passato. La legge ha scelto quella asimmetria, e non è una scelta neutra.

La pubblicità del gioco responsabile ha anche un prezzo, e lo pagano gli operatori: l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Una somma piccola se la si confronta con il volume del settore, abbastanza da finanziare un canale istituzionale.

Autoesclusione e RUA: quanto dura e come si chiede

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e anche le sale sul territorio. L’autoesclusione dal gioco a distanza, come la descrive l’ADM, può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure riguardare un singolo concessionario o una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. È una distinzione che conta per chi vuole togliersi dal tavolo solo un pezzo di offerta, e non tutto.

Le durate le conoscono in pochi. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. Le condizioni di AdmiralBet, dal canto loro, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il quadro formale è quello dell’ADM: forme parziali di esclusione sono entrate in vigore il 1° febbraio 2026, secondo la stampa di settore, e periodi e forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina dell’Agenzia descrivono.

Che cosa succede nel frattempo è la parte che nessun giocatore immagina. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il denaro che è rimasto sul conto non si perde: si ritira. Ed è esattamente la ragione per cui un sito senza concessione non è collegato al RUA — un giocatore autoescluso lì resta senza protezione, e può continuare a versare come se nulla fosse.

Limiti, pause e autoesclusione presso i dieci operatori

Gli strumenti concreti che un giocatore trova nell’area riservata variano, e su questo le schede degli operatori sono la fonte. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero da salvare prima di aprire un conto, non dopo: offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, ed è lo stesso che l’ADM indica accanto alla procedura di autoesclusione, insieme al numero verde nazionale 800 558822.

La richiesta formale si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Due strade, un solo registro: chi passa dal portale non deve ripetere la procedura brand per brand, chi passa dal singolo operatore ottiene lo stesso effetto dentro il perimetro delle piattaforme autorizzate.

I nostri criteri per valutare un bookmaker affidabile

Un elenco di dieci nomi non è un giudizio, e la parola «affidabile» è troppo comoda per restare senza definizione. I criteri di questa pagina sono quattro, e sono nell’ordine in cui un problema si presenta.

Primo: la concessione. Il numero dichiarato nei termini del conto di gioco deve corrispondere a una riga dell’elenco ADM, e il sito su cui si gioca deve essere quello legato a quel numero. È l’unico criterio che si verifica senza giocare un euro.

Secondo: la coerenza tra sito e offerta. Un nome sull’elenco non dice che giochi ci sono; il palinsesto approvato, la sezione Virtuali, l’eventuale exchange e il cash out lo dicono. Un marchio casinò-first con uno sportsbook sottile è una scelta legittima, ma non è la stessa cosa di un bookmaker di scommesse.

Terzo: gli strumenti di limite e autoesclusione, come li descrive l’operatore. Qui si misura quanto è facile ridurre un tetto e quanto è chiaro il percorso verso il RUA.

Quarto: il costo dell’offerta di benvenuto. Il bonus di benvenuto è la voce di spesa che l’operatore mette in vetrina e l’unica che il giocatore paga in tempo e in vincoli. Requisiti di giocata, deposito minimo, tetto di utilizzo per scommessa e scadenze vanno letti prima di versare, non dopo.

Meccanismo del margine e il costo di un’offerta

Ogni quota contiene il compenso del bookmaker, e non c’è modo di giocare senza pagarlo. Il meccanismo è aritmetico: su un mercato a due esiti, la quota 1,90 su entrambe le parti significa che nessuno dei due prezzi è un prezzo «giusto» — la somma delle probabilità implicite supera il 100 %. Il margine del bookmaker si ricava dalla quota di payout del mercato, cioè 1 diviso la somma di 1/quota per tutti gli esiti: con 1,90 e 1,90, il payout è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), ossia il 95 %, e il margine è il restante 5 %. Tradotto in denaro: ogni volta che si punta 100 € su un mercato con quel margine, il bookmaker ne trattiene in media 5 € e ne restituisce 95 € sotto forma di vincite. La quota di payout del 95 % e il margine del 5 % sono lo stesso mercato guardato da due lati.

Perché quell’esempio, e non un altro? Perché è il metro con cui si legge il costo di un’offerta. Un bonus di benvenuto non è un regalo: è credito che va giocato, e ogni giro di giocate su un mercato con margine lascia una parte del valore nelle mani dell’operatore. Se l’offerta richiede un rigioco multiplo, il margine si paga tante volte quante sono le giocate necessarie.

Quanto costa davvero giocare 100 €: un calcolo con le condizioni

Ecco il conto, con i numeri messi in chiaro, e sono numeri illustrativi: una puntata settimanale di 100 € — l’esempio pratico del limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione — su un mercato a due esiti a quota decimale 1,90 / 1,90, quindi con un payout del 95 % e un margine del 5 %. Su quella singola giocata, 100 € di puntata corrispondono a 100 € di turnover, e il costo medio atteso è di circa 5 €: tanto lascia sul tavolo, in media, un giocatore che ripete quella giocata ogni settimana con quel margine. In un anno di 52 settimane, sempre con la stessa puntata e sempre sullo stesso tipo di mercato, il turnover arriva a 5.200 € e il costo medio atteso si aggira sui 260 €. È una stima statistica sotto le condizioni dette, un valore medio su molte giocate, non una previsione su ciò che accadrà a chi gioca: la singola settimana si chiude in vincita o in perdita, e questo conto non lo sa.

La banda del risultato merita di essere letta con attenzione, perché non è un numero solo. Il costo settimanale si muove all’incirca tra 4 € e 6 € a seconda che il mercato scelto abbia un margine tra il 4 % e il 6 %, e ogni rigioco di un bonus aggiunge un passaggio sullo stesso pedaggio. Quel che resta fermo è il meccanismo: più alto il margine del mercato e più alta la frequenza delle giocate, più alta la spesa; più basso il turnover, più bassa la spesa. Chi punta 100 € una volta a settimana e chi li punta cinque volte al giorno pagano lo stesso margine su basi di turnover molto diverse, e il conto in fondo all’anno non è lo stesso conto.

Il valore informativo del calcolo sta qui, e conviene dirlo senza giri di parole: su questa scala la parte che pesa non è il bonus di benvenuto, è il margine che si paga ogni volta che si gioca. Un’offerta di benvenuto da qualche decina di euro è piccola se la si confronta con un costo medio atteso di circa 260 € su un anno di giocate da 100 € a settimana. Chi sceglie un operatore solo per l’entità del bonus sta guardando la voce più piccola del conto.

La classifica: dieci siti di scommesse con concessione ADM a confronto

I dieci marchi che seguono sono tutti concessionari presenti nell’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza, ognuno con il proprio codice e la propria società titolare. L’ordine è quello che vedi sotto, e non è una graduatoria: è un elenco ragionato, con i numeri di concessione in chiaro — che è la prima cosa da controllare e l’unica che un cliente può verificare prima di versare — e con quello che i termini di ciascun operatore dichiarano sul titolo.

L’elenco non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione. E vale la pena ripetere la regola che governa tutta la tabella: la concessione è per sito, e una presenza in un confronto non è una concessione.

Marchio Numero di concessione e società Che cosa dichiarano i termini dell’operatore
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson.it L’app Sportsbook & Casinò copre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet.it Il palinsesto dell’app va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited, sito Starcasino.it L’app permette di scommettere sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito Netwin.it L’offerta Sport-50 è un bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito Admiralbet.it I termini dichiarano la concessione n. 16048 e il servizio sul sito Admiralbet.it; in registrazione si impostano limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill Il Benvenuto Sport accredita 10 € di Bonus Sport a chi si registra con SPID; con registrazione manuale un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore; sui bonus sport il massimo utilizzabile per scommessa è 100 €
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito Bet365.it Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa, sito Snai.it L’app offre singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito Betfair.it L’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Goldbet.it L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport

Una nota sulla terza colonna, perché due righe su dieci non sono come le altre. Sette dei dieci marchi non pubblicano una dichiarazione aggiuntiva sul titolo oltre al numero di concessione e alla società: quel titolo resta quello che ADM certifica, e il numero in tabella è la parte verificabile. Le due righe con i dettagli più lunchi — AdmiralBet e William Hill — sono anche le uniche per cui esistono termini pubblici che parlano di limiti e di bonus: sono le uniche su cui questa pagina può dire qualcosa di specifico, e le altre restano valutabili sul prodotto. La colonna non dice nulla sulla solidità di un marchio: dice solo quanta parte dei propri termini l’operatore rende leggibile.

I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno

Betsson: lo sportsbook dentro l’app del casinò

Betsson opera in Italia con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul sito Betsson.it. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il catalogo dei mercati è la parte dichiarata con più precisione: chi cerca varietà sul calcio, dai marcatori alle combo, trova una struttura ampia, dichiarata sul canale dell’app.

Il nome Azzurri Limited come titolare è la cosa che salta all’occhio, ed è un promemoria di come funziona questo mercato: il concessionario raramente porta il nome del marchio. Chi cerca «Betsson» nell’elenco ADM deve sapere che il titolo sta sotto un’altra ragione sociale, e la corrispondenza si fa con il numero, non con l’insegna. Il marchio nasce dal mondo del casinò e la sezione scommesse convive con il resto dell’offerta: per chi scommette solo sul calcio e vuole un’interfaccia costruita intorno alle scommesse, questa convivenza è un dato da mettere nel conto; per chi alterna, è comodità. Il prodotto sportivo dichiarato è ampio, e la concessione è regolare: la differenza rispetto a un bookmaker puro la fa l’ambiente in cui il palinsesto vive.

Eurobet: un palinsesto che esce dai confini dello sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale tiene la concessione ADM n. 16012 sul sito Eurobet.it, e la stessa società gestisce più siti .it nell’elenco — un dettaglio che vale la pena conoscere quando si confronta un marchio con un altro dello stesso gruppo. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Il palinsesto, in questa casa, è la vera firma. Chi scommette su un GP di Formula 1 o su un torneo di scacchi di alto livello trova una copertura che molti operatori concentrati sul calcio non hanno; chi vuole solo le partite di Serie A non perde nulla, ma paga la stessa quota di margine su un catalogo enorme che non userà. Ed è il punto in cui una concessione per sito conta: il titolo è intestato alla società, ma il gioco si fa sul sito legato a quel titolo, e il marchio del gruppo non è il nome del concessionario. La varietà dichiarata ha un costo di adozione: più categorie, più mercati, più superfici su cui districarsi la prima volta.

StarCasinò: il marchio da casinò che prende anche scommesse

StarCasinò è un altro marchio di Azzurri Limited: concessione ADM n. 16026, sito Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Detto in modo diretto: le scommesse ci sono, ma non sono il centro della casa.

Per chi arriva da una ricerca su bookmaker affidabili, questo è il caso da capire prima di aprire un conto. Il titolo ADM è pieno, il sito è quello legato alla concessione, e un concessionario può tenere scommesse, casinò e altro in qualsiasi combinazione — la lista ADM non distingue, e distingue invece il palinsesto del sito. Un giocatore che punta su calcio e tennis con continuità e vuole un bookmaker come strumento principale troverà qui un’offerta sportiva dichiarata in termini generali, senza la profondità di un operatore specializzato; chi gioca in modo occasionale, o chi già usa il casinò dello stesso gruppo, ha un conto in più che copre gli eventi principali. Vale anche la pena notare che due nomi di questa lista, Betsson e StarCasinò, riportano lo stesso titolare: Azzurri Limited. Non sono lo stesso sito — la concessione è per sito — ma sono la stessa casa, e chi confronta i due pensando a due aziende indipendenti si sbaglia.

NetWin: il bonus sport che arriva subito

NetWin Italia S.p.a. è titolare della concessione ADM n. 16035 sul sito Netwin.it. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il bonus è di tipo cash, come lo descrive la pagina dell’operatore: si accredita sul primo deposito, non su un rigioco condizionato a un numero di puntate.

Qui il costo del bonus si legge in modo diverso dal solito. Il deposito minimo di 20 € è la soglia sotto la quale l’offerta non esiste, e chi ha in mente un primo versamento più basso non ha problemi di bonus: non ne ha. Il conto verificato è la condizione di accesso, e la verifica richiede l’identificazione piena, come per ogni conto di gioco. La vera domanda — quanti soldi vanno giocati e a quali quote prima che il bonus diventi prelevabile — non è in questa pagina: sta nei termini dell’operatore, che vanno letti riga per riga prima di versare, perché è lì che il credito sportivo guadagna i requisiti che lo rendono incassabile. Un’offerta sul deposito è più facile da leggere di un bonus con rigioco multiplo, e questo va a credito di chi la propone: la trasparenza sta nel numero di condizioni da verificare.

AdmiralBet: limiti impostati al momento della registrazione

AdmiralBet è la riga dell’elenco che si controlla più in fretta: concessione ADM n. 16048, società Admiral Bet S.r.l., sito Admiralbet.it, e i termini lo dicono esplicitamente. Il conto di gioco si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

Il passaggio interessante non è l’apertura, è ciò che viene chiesto subito dopo. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sono tre limiti e tre orizzonti temporali, imposti mentre il conto nasce, quando nessuno vede ancora quanto giocherà: e la stessa asimmetria dei sette giorni che vale in tutta la disciplina italiana vale qui, dentro il singolo operatore. Il limite di tempo, in particolare, è quello che altri non chiedono con la stessa evidenza.

Sul fronte dell’autoesclusione la casa dettaglia i propri percorsi: le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Su un conto AdmiralBet, chi vuole fermarsi trova una procedura scritta, con i termini dell’attesa — nove mesi per la revoca dell’esclusione a tempo indeterminato — messi nero su bianco. Il limite di ricarica, la spesa e il tempo si impostano in tre passaggi e si alzano con una settimana di ritardo: è la versione dichiarata dell’asimmetria su cui è costruita la tutela, e non un dettaglio da foglio illustrativo.

William Hill: bonus di benvenuto legato a come ti registri

William Hill Malta Plc opera con la concessione ADM n. 16044 sul sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra i due canali è di 5 € di credito e di qualche giorno di attesa, e la scelta del metodo di apertura determina entrambi.

Sui bonus sport vale un tetto che conviene tenere a mente in questo capitolo e in tutti gli altri: l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e l’operatore precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un bonus da 10 €, con quel limite, si gioca in una volta; il tetto comincia a mordere sui crediti grandi, quelli che sembrano un capitale e su una singola giocata non possono essere usati interamente. Chi punta sull’offerta di benvenuto per costruire una multipla da puntata alta si troverà il credito spezzato in più giocate, ognuna con il proprio passaggio dal banco.

Sul versante del gioco responsabile, i materiali dell’app di bet365 elencano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indicano il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il riferimento nazionale che riguarda tutti i concessionari e vale la pena averlo presente anche aprendo un conto William Hill: la differenza tra i marchi sta in quanto è facile trovare il percorso, non nell’esistenza di un canale di aiuto, che il sistema predispone per tutti.

bet365: la copertura premium, e il prezzo che porta con sé

bet365 è titolare della concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito Bet365.it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L’ADM, a settembre 2026, ha autorizzato la Setka Cup con bet365 primo partner secondo quanto riporta la stampa di settore: un segno del peso che l’operatore ha nel palinsesto approvato.

La partnership con la competizione europea più seguita è la carta che la casa gioca da anni, e il catalogo di sport dichiarato è ampio e trasversale, dall’ippica alle freccette. Chi punta su eventi di nicchia — una partita di boxe o un torneo di freccette — trova qui una copertura che i marchi più piccoli non offrono, e chi punta il fine settimana sui grandi campionati non perde nulla. La domanda da farsi non è se la copertura sia buona, ma se una copertura larga valga il margine che si paga per usarla: la disponibilità di un mercato non è un vantaggio finché non lo si gioca, e ogni mercato in più è anche una superficie in più su cui lasciare qualcosa al banco. Sui limiti e sull’autoesclusione, i materiali della sua app indicano i principali strumenti, come per ogni concessionario con un percorso di tutela dichiarato.

SNAI: il Cash Out come strumento, non come slogan

Snaitech Spa tiene la concessione ADM n. 16032 sul sito Snai.it. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. È una delle case con una tradizione italiana lunga nel gioco, e la forma dello strumento lo riflette: sistemi, mercati granulari, chiusura anticipata.

Il Cash Out merita una riga in più di quanto gliene dedichi la vetrina di un operatore. Chiudere una schedina prima della fine significa incassare una cifra che il bookmaker calcola al momento, e quella cifra incorpora il margine del mercato: non è una via d’uscita gratuita dal rischio, è una seconda negoziazione con il banco sul prezzo. Il valore pratico sta nella gestione, non nella promessa — chi ha una multipla ancora aperta e vuole proteggere il risultato ha uno strumento in più di chi non ce l’ha — e il costo sta nel fatto che il prezzo di chiusura lo fa l’operatore. I mercati granulari, dal numero di goal ai tiri in porta, sono la parte più interessante del palinsesto per chi costruisce le proprie scommesse con criterio; per chi punta l’1X2 della domenica, sono superficie inutile.

Betfair: due modi di giocare nello stesso conto

Betfair Italia S.r.l. è titolare della concessione ADM n. 16028 sul sito Betfair.it. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione, secondo la descrizione di settore, è anche quella del primo exchange italiano.

Qui c’è un doppio registro che vale la pena spiegare, perché è la ragione per cui Betfair non è un bookmaker come gli altri. Il betting exchange è un gioco separato nel diritto italiano (art. 6, comma 1, lett. e), e l’art. 2, lett. u) lo definisce così: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. Sul conto italiano dell’exchange la documentazione dell’operatore è descritta come contenente regole ulteriori, tra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava alcunché sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Al contempo il sito vende una parte di offerta costruita come quella di un bookmaker, con un listino di mercati e la sezione Supercombo a quote dichiarate maggiorate. Sono due prodotti con due economie diverse: nell’uno si paga un margine incorporato nel prezzo, nell’altro una commissione sulle vincite, e i tassi di commissione sono materia dei termini dell’operatore. Chi apre il conto pensando solo alla quota sbaglia di grosso; chi cerca qualcosa che un bookmaker non può offrire ha una ragione per guardare qui.

Goldbet: la schedina classica, anche con SPID e CIE

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) opera con la concessione ADM n. 16009 sul sito Goldbet.it. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sul fronte dell’identificazione, il gruppo è tra quelli che offrono anche il CIE attraverso un fornitore SPID, accanto a SPID e alla registrazione tradizionale con documento.

Il profilo che ne esce è quello dell’operatore generalista con la schedina al centro: tutti i campionati di calcio, i formati classici della scommessa italiana, il live accanto al pre-match. Non c’è una specializzazione dichiarata, e questo può essere un pregio o un difetto a seconda di come si gioca: chi vuole varietà di mercati granulari troverà altrove superfici più fini, chi vuole una schedina chiara su una partita di Serie A gioca a casa sua. La concessione n. 16009 è tra i codici più bassi della lista, e questo racconta una presenza nel mercato regolato che viene da lontano. Sul bonus di benvenuto, come sempre, la parte che conta sta nei termini dell’operatore: importo, requisito di giocata e quote minime.

Dove si ferma l’elenco e come controllare da soli

Un elenco di dieci marchi non chiude la questione, e non pretende di farlo. I concessionari autorizzati in Italia sono altri, e questa pagina non li enumera: chi cerca un operatore che non compare qui deve andare all’elenco ADM e cercarlo per nome, sapendo che il titolo è legato al sito e che la società intestataria porta spesso un nome diverso da quello dell’insegna. È il controllo che un lettore può fare in autonomia, ed è un lavoro di pochi minuti.

Tre cose vale la pena verificare ogni volta, nell’ordine. La corrispondenza tra il numero di concessione dichiarato nei termini del conto di gioco e la riga dell’elenco. La presenza di un palinsesto che effettivamente copra lo sport su cui si vuole giocare, perché la lista ADM non distingue tra scommesse, poker, casinò ed exchange. E la propria posizione rispetto al RUA, se si è già stati autoesclusi: in quel caso nessun conto nuovo si apre su una piattaforma autorizzata, e nessun operatore serio può aggirare il registro.

Sul versante del costo, la conclusione è la stessa per tutti i dieci nomi: il margine del mercato si paga a ogni giocata, il tetto di 100 € di bonus utilizzabile per scommessa limita la parte di offerta che sembra più generosa, e il requisito di giocata di ogni bonus va letto nei termini dell’operatore prima del primo versamento. La concessione non rende un’offerta conveniente — rende il gioco legale, vigilato e reversibile con gli strumenti di tutela. La convenienza si giudica sul prezzo del mercato e sul costo dei vincoli, che sono le due voci che nessuna vetrina di benvenuto mostra.

Domande frequenti su siti di scommesse affidabili

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il sito nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si confronta il codice con quello dichiarato nei termini del conto di gioco. AdmiralBet, per esempio, scrive di essere concessionaria in virtù della concessione n. 16048. Il numero, non il marchio né lo slogan, è la prova da controllare.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è legata a quel sito specifico: l’elenco ADM è costruito riga per riga su 52 siti .it, codici da 16000 a 16051. Un marchio che accetta italiani da un dominio estero con licenza straniera non ha alcun titolo in Italia, e quel conto resta fuori dalle tutele del mercato regolato.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, che blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. L’autoesclusione può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco, dura fino a 270 giorni o a tempo indeterminato, con revoca solo dopo almeno nove mesi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; AdmiralBet chiede anche limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Ridurre un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. Nel periodo di esclusione non si deposita, ma il saldo prelevabile si ritira.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Nessuno degli strumenti del mercato regolato funziona lì: il RUA non copre i siti senza concessione, il dominio è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM citando la legge 401 del 1989, anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata dall’amministrazione finanziaria. Su un sito estero l’Agenzia delle Entrate le considera redditi diversi da dichiarare. Non è consulenza fiscale.

Scritto dal team di «Campionatoinglese».

AAMS scommesse in Italia 2026: concessione ADM, limiti e costi reali
AAMS scommesse in Italia 2026: concessione ADM, limiti e costi reali

Concessione ADM, numero di concessione nei termini, RUA, limiti di deposito e costo medio di…