Siti di scommesse esteri: la concessione manca, il costo resta
Data di riferimento: 3 Novembre 2026 — verificato contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Un sito di scommesse estero non è una versione più libera di un bookmaker italiano. È un conto aperto presso un’azienda che non ha la concessione ADM, cioè che non è stata ammessa al regime italiano del gioco a distanza e che quindi non deve nulla alle regole che quel regime impone a chi ci opera dentro. Il lettore che arriva su questa pagina cerca quasi sempre la stessa cosa: una quota più alta, un mercato che il bookmaker italiano non apre, un’offerta di benvenuto che sembra più generosa. È una ricerca legittima, e la risposta onesta non è una predica. È un conto.
Facciamo il conto subito, perché è il modo più onesto di cominciare. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel mercato tutti continuano a chiamare AAMS, vieta dal 2007 l’offerta di gioco a distanza a chi non ha la concessione. La concessione è attribuita per sito e per singola tipologia di gioco, quindi il nome di un concessionario non basta a dire che quel sito accetta scommesse sportive: l’elenco ufficiale non ha una colonna per i giochi. Un dominio privo di concessione che accetta puntate italiane non offre un servizio alternativo; offre un servizio non autorizzato, e il partecipante alle scommesse di un operatore non concessionario è sanzionato, secondo quanto ADM stessa ha scritto il 28 febbraio 2024, con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi. Che l’ammenda sia di cento euro o di migliaia non cambia la sostanza: la regola non è un avviso per il gestore, è una regola che arriva al giocatore.
Qui non troverete il nome di un solo bookmaker estero e nemmeno un metodo di deposito o un bonus di uno di essi. Non è una scelta timida né una svista. Ogni riga che pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero ricade nell’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, che prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda; ADM ricorda inoltre che la pubblicità di operatori privi di concessione espone i media anche a provvedimenti specifici di AGCOM. Descrivere il fenomeno e nominare i brand sono due atti diversi, e questo articolo fa il primo.
- Il quadro normativo: quale giurisdizione si applica quando il dominio è estero
- Che cosa può essere messo in gioco: palinsesto, virtuali, ippica, live
- Quanto costa un’offerta fuori dal sistema: limiti, controlli, imposte
- Criteri con cui guardare un bookmaker con concessione
- I dieci concessionari, uno per uno
- Quando il conto si fa stretto
- Che cos’è un «sito estero», detto in modo comprensibile
- Domande frequenti
Il quadro normativo: quale giurisdizione si applica quando il dominio è estero
Il punto di partenza è il riordino approvato con il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non è un testo che liberalizza: è un testo che riorganizza il settore dei giochi pubblici a distanza attorno a un numero piccolo di concessioni, assegnate per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza da un concessionario — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; concorsi pronostici sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Nessuno di questi è offerto da chi non ha vinto la gara.

La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Il vincolo temporale conta più di quanto sembri: l’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Chi entra nel mercato italiano compra una finestra, non una posizione permanente. La concessione impone una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara; e l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 tengono ferme per tutta la durata sia le condizioni della concessione sia il regime fiscale. Tradotto per il lettore: il quadro che decide quanto paghi sul gioco non è contrattabile, ed è la ragione per cui l’offerta italiana si muove poco di anno in anno.
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito «.it». Una società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e questo dice l’essenziale: la concessione è del sito, non del gruppo. Il lettore che verifica un brand deve verificare il dominio su cui sta per giocare, non la solidità del gruppo che lo controlla. E poiché l’elenco non distingue i giochi, una doppia verifica è d’obbligo: il nome nell’elenco stabilisce che l’operatore è ammesso a raccogliere gioco in Italia, non che quel sito prenda scommesse sportive. Lo mostrano il sito e l’app dell’operatore, che indicano la propria concessione e la propria società nelle condizioni d’uso. Al 25 ottobre 2026 un certo numero di marchi noti al pubblico italiano non compare fra le 52 righe; per quei marchi, in Italia, non c’è concessione.
Un ultimo dettaglio che sfugge a chi legge in fretta: gli emendamenti successivi al decreto del 2024 non sono noti. Chi si regola su una versione vecchia del testo sta leggendo qualcosa che potrebbe non essere più la regola vigente, ed è un buon motivo per controllare sempre il numero del decreto e l’articolo, non solo il titolo.
Che cosa può essere messo in gioco: palinsesto, virtuali, ippica, live
La parola chiave è «palinsesto». L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM; una puntata può essere raccolta solo su un evento che sta dentro quel palinsesto approvato. Non è un elenco unico per tutti, perché ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, come riporta la stampa di settore, con un operatore come primo partner. Il palinsesto è quindi un documento amministrato, non una vetrina libera, e questo spiega perché il mercato italiano sembri più lento di quello internazionale su sport minori: non è timidezza commerciale, è una lista che si allunga per approvazione.

Quali sport e quali tipologie di giocata stiano nel palinsesto di un singolo concessionario, però, non è dato sapere in modo uniforme. Quello che si può dire è che la scommessa a quota fissa è il prodotto centrale, e che la legge prevede anche il totalizzatore; se un brand online offra concorsi a totalizzatore sportivi è questione aperta.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria nell’art. 2, lett. v): scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati attraverso un’animazione oppure un evento reale pre-registrato. Sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali». Chi ha in mente il vecchio concetto di videogioco da bar sbaglia bersaglio: qui l’evento è costruito per essere giocato, e la quota è il prodotto.
L’ippica, invece, va spezzata in due. Le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), insieme alle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e le altre giocate a totalizzatore elencate nell’art. 2, lett. h) — hanno una lettera propria, la lett. c), e richiedono una concessione specifica. Se un brand porti online i totalizzatori di ippica nazionale è, ancora una volta, un punto che solo il suo sito chiarisce.
Il live, infine, è presente presso ogni operatore di dimensione grande, ma le regole di ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Il betting exchange è un gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono, con il giocatore che può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario che si limita a mettere in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia da verificare caso per caso.
Le scommesse su eventi che coinvolgono minorenni hanno un provvedimento dirigenziale di ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto. Gli esport sono una voce che il palinsesto può contenere o no: dipende dall’approvazione. E un tetto di legge in euro sulle puntate sportive non esiste; gli strumenti che limitano davvero il giocatore sono i suoi auto-limiti e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Inibizione, «oscurati» e chi paga la multa
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è una raccomandazione: è un obbligo con un prezzo attaccato. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, secondo l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. La soglia bassa è già alta, e la parola «ciascuna» è quella che fa la differenza: non è una multa per l’elenco, è una multa per ogni violazione accertata.
ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Il meccanismo tecnico è cambiato di recente: dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione, e l’ultimo elenco dei siti inibiti risulta aggiornato al 13 ottobre 2026. Una nota pratica per il lettore che vede una pagina di avviso: quella pagina non è un errore di rete, è l’esito di un ordine amministrativo.
Quanto funzioni, poi, è un’altra storia. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i cloni riappaiono nel giro di ore. In italiano il risultato si chiama «oscurati», e la parola è più onesta di «bloccati»: il dominio originario sparisce dalla vista, l’offerta no. Per chi cerca un sito estero questo è il primo costo concreto, ed è un costo di tempo: ogni volta che il dominio cambia, cambia l’indirizzo che si è salvato, e chi ha depositato un saldo su un dominio oscurato scopre che il saldo non è presso un’azienda autorizzata a rispondergli in Italia.
RUA, autoesclusione e quello che resta scoperto
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è la parte del sistema italiano che un sito estero non può replicare per costruzione. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Chi si è escluso da un bookmaker ADM si è escluso da tutti, e dalle sale fisiche. È un interruttore unico, e questa è precisamente la ragione per cui vale la pena di pagare il prezzo dell’offerta italiana: il momento in cui un giocatore ha più bisogno che qualcosa gli chiuda la porta è il momento in cui un conto estero resta aperto.
L’art. 15, comma 1, lett. e) del decreto 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; una fonte di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, mentre periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina ADM indicano. Le condizioni di AdmiralBet, per esempio, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
E i siti senza concessione? Non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto presso un operatore non autorizzato non incontra alcun blocco, e questa non è una clausola nascosta: è l’assenza del registro. La stessa assenza vale per i limiti di deposito imposti dal sistema e per la vigilanza di ADM sulla condotta dell’operatore. Sono tre cose che non si comprano con una quota più alta.
Quanto costa un’offerta fuori dal sistema: limiti, controlli, imposte
Il costo di un sito estero non è il deposito. È tutto quello che non c’è intorno al deposito. Partiamo dai presidi che il regime italiano impone e che un dominio senza concessione non deve a nessuno.
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare il limite. AdmiralBet, per esempio, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo 7 giorni. La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota, e non è la cosa che conta per il lettore: ciò che conta è l’asimmetria. Chi vuole limitarsi viene assecondato all’istante, chi vuole allargarsi aspetta una settimana. È una macchina costruita contro la decisione presa di impulso, ed è il contrario esatto della logica con cui un sito senza concessione progetta la registrazione.
L’identificazione è il secondo presidio. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet anche con la CIE tramite un fornitore SPID. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il dettaglio che costa, ed è quello che raramente finisce in vetrina: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Chi si iscrive la sera prima di una partita e non carica i documenti scopre il limite quando prova a incassare, non quando prova a puntare. L’art. 3, comma 1, lett. a), del decreto 41/2024 mette la tutela dei minori di età fra i principi del sistema, le condizioni di concessione prevedono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni: è il motivo per cui la verifica non è un’opzione dell’operatore, ma un passaggio.
Sul gioco responsabile, l’art. 15, comma 1 prevede auto-limiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, gli strumenti di autoesclusione e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un dovere di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che raramente si vede citata, e vale la pena di guardarla per quello che è: un obbligo di spesa, non una donazione.
Il capitolo pagamenti ha un pezzo normativo che vale la pena di conoscere. I «punti vendita ricariche» — tabaccai, ricevitorie — stanno nell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro di questi punti, che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Notate la doppia asimmetria: il contante entra con un tetto settimanale, il saldo non esce mai da lì. Nelle pagine di confronto si vedono, presso operatori ADM, carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non esiste una norma che elenchi i canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Margine e quota: il calcolatore, il prezzo sul palinsesto
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.
Ogni quota contiene una fetta che non appartiene al giocatore, e il conto si può fare a mano. Prendiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90. La somma delle probabilità implicite è 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, cioè 1,0526. La quota di ritorno è 1 diviso 1,0526, che fa circa 0,95, quindi il margine del bookmaker è circa il 5 % di ogni unità puntata. Non serve sapere chi vincerà: la fetta è già dentro il prezzo, e vale su ogni partita.
Ora metteteci il limite di deposito. L’esempio è un giocatore che fissa 100 € di ricarica a settimana e li punta una volta sola; il tetto è illustrativo, una scelta del giocatore, non una misura di legge, perché un tetto di legge in euro sulle puntate sportive non esiste. Su quella singola giocata il margine del 5 % vale circa 5 € di valore atteso, ed è un valore atteso, non una perdita garantita. Nessuno perde 5 € su una puntata da 100 €: si perdono 100 € o se ne incassano 90. Il numero descrive la media su molte giocate ripetute, e su una sola settimana non dice nulla di preciso.
Il punto è cosa succede se quella cifra diventa il ritmo. Cento euro a settimana per un anno fanno circa 5.200 € di turnover, e al margine del 5 % il conto medio è di circa 260 € l’anno. È una stima statistica, condizionata a un presupposto che va detto chiaramente: che il gioco resti sui mercati da due esiti a quota 1,90 — cioè i mercati più leggeri del palinsesto. La multipla e il live costano di più, non di meno, perché ogni esito aggiunto moltiplica il margine e il live aggiunge un prelievo ulteriore. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 nessuno pubblica il margine reale, e in Italia un sito non può sbandierarlo: la pubblicità di gioco con vincite in denaro è vietata, quindi il silenzio sul margine non è cortesia, è la regola.
C’è un costo che non sta in nessuna tabella, e riguarda il saldo. Presso un concessionario ADM, le vincite pagate non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è la lettura «tassate alla fonte», riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026 e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi su questo conviene consultare un commercialista. Il concessionario versa un’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — 20,5 % se raccolte sulla rete fisica e 24,5 % se raccolte a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite, come riporta la stampa specializzata, con le stesse aliquote per le scommesse ippiche a quota fissa; prima erano il 43 % e il 47 %. Gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite, e una proposta del «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Su un sito senza concessione questa architettura cambia in peggio, e la fonte è l’Agenzia delle Entrate. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto senza detrazioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va presa per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Il lettore che confronta due quote uguali su due siti diversi deve quindi mettere nella colonna del sito estero anche il commercialista, e non solo il margine.
Criteri con cui guardare un bookmaker con concessione
Una classifica di siti esteri è un esercizio che non si può fare, e vale la pena dire perché invece di riempirla lo stesso. Non si confrontano due offerte quando una delle due non è autorizzata a raccogliere gioco in Italia: non c’è un metro comune. Quello che si può fare è confrontare i concessionari fra loro, e per farlo servono criteri, non impressioni.
Il primo metro è l’elenco. Un brand con concessione ADM ha un codice, ha un dominio italiano e ha una società identificabile; le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026 con i codici da 16000 a 16051 sono il punto di partenza, e chiunque può consultarlo. Il secondo è la verifica dei giochi: poiché l’elenco non ha una colonna per le tipologie, l’unico modo di sapere se un concessionario prende scommesse sportive è leggere il suo sito e la sua app, che portano la concessione nelle condizioni. Il terzo sono i termini dell’offerta: importo, tipo di bonus, requisiti di puntata, quota minima, scadenza. Nessuna di queste voci ha un tetto di legge — non è noto né un tetto statutario sui bonus né un tetto sui requisiti di puntata — quindi tutto viene dalle condizioni di ciascun operatore, ed è lì che va letto.
Il quarto metro è il comportamento nei confronti del giocatore che vuole fermarsi: limiti modificabili in un senso in una settimana e nell’altro in un istante, autoesclusione registrata, canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il quinto è la trasparenza dell’offerta: un bonus con requisiti di puntata alti e una quota minima che esclude le giocate più comuni è un bonus che l’operatore si aspetta di non pagare, e il lettore può stimarlo prima di accettarlo.
Un criterio da non usare, infine, sono le dimensioni del gruppo o la notorietà del marchio fuori dall’Italia. La concessione è per sito: un gruppo con una licenza in un’altra giurisdizione non porta nulla su un dominio italiano, e un marchio celebre nel Regno Unito o a Malta non ha per questo un posto nell’elenco ADM.
Come leggere la tabella dei dieci profili
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sul tema di questa pagina |
|---|---|---|
| Lottomatica | 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta |
| AdmiralBet | 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo giornalieri, settimanali e mensili |
| William Hill | 16044 — William Hill Malta Plc | Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport di 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica di 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | 16026 — Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | 16007 — Pwo S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| NetWin | 16035 — Netwin Italia S.p.a. | L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € |
| Betfair | 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate |
| Eurobet | 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| Sisal | 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal e Multigoal, più Cash Out |
| bet365 | 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
Il numero di concessione è la sola colonna che si legge come un fatto duro, ed è utile proprio perché è noiosa: dice che il dominio su cui state per depositare è dentro il sistema, non che l’offerta sia buona. La colonna che vale la pena di leggere due volte è la terza, perché mescola cose di peso diverso. Un’interfaccia con streaming e quote in tempo reale è comodità. Un limite di ricarica, di spesa e di tempo impostato in registrazione, con la finestra di sette giorni per alzarlo, è una protezione, e le due non si compensano a vicenda.
Due assenze nella tabella dicono qualcosa di preciso. Non c’è una colonna con i requisiti di puntata dei bonus, e non è una dimenticanza: quei requisiti stanno nelle condizioni di ciascun operatore e non in un elenco pubblico confrontabile, quindi metterli in una griglia significherebbe inventarli. Non c’è nemmeno una colonna con le quote, per la stessa ragione, e per una in più: una quota è vera per una partita e un istante, e invecchia mentre la si legge.
I dieci concessionari, uno per uno
Lottomatica: il palinsesto più largo del gruppo, e un codice da verificare
Lottomatica compare nell’elenco con il codice 16010 e con la società Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — un dettaglio che sorprende chi associa il marchio a un altro gruppo e che vale la pena di tenere a mente quando si legge una pagina che promette «Lottomatica»: la società che risponde in Italia è quella scritta nella concessione.
Sul prodotto, l’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La combinazione di streaming e quote in tempo reale è il cuore dell’offerta live, ed è il tipo di funzione che rende concreto il costo del margine: più si gioca in diretta, più si gioca su mercati dove il prelievo del bookmaker è più spesso sopra il 5 % del mercato a due esiti, perché il live incorpora il rischio che l’operatore si assume muovendo la quota mentre l’evento cambia.
La comodità, però, non è un presidio. Chi sceglie un operatore per la profondità del palinsesto e poi trova che il limite di ricarica che ha fissato gli sta stretto dovrà aspettare una settimana per alzarlo: è la stessa asimmetria prevista dalle condizioni di ogni concessionario, e vale anche qui. In un confronto fra brand, Lottomatica sta nella fascia di chi vende varietà di eventi; chi cerca invece una macchina di controllo del proprio budget la trova nei numeri della concessione, non nella vetrina.
AdmiralBet: l’unico profilo del gruppo che mette nero su bianco come ci si ferma
AdmiralBet ha la concessione 16048 con Admiral Bet S.r.l., ed è l’unica scheda di questo gruppo con fatti che riguardano direttamente il gioco responsabile. Vale la pena di guardarli con precisione, perché sono la parte dell’offerta che nessuna quota racconta.
Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il conto chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e qui la meccanica si stringe: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
Guardiamo la scala delle durate di esclusione, perché è l’unica parte di questa pagina in cui un numero dice davvero qualcosa sulla vita di una persona. Sette giorni sono una pausa decisa a caldo; 270 giorni sono la rinuncia a una stagione intera; la revoca dopo 9 mesi sull’esclusione indeterminata è una via d’uscita che l’operatore stesso mette per iscritto. Chi ha bisogno di un blocco che duri lo trova scritto nelle condizioni, e chi lo trova scritto lo trova anche applicato altrove: la registrazione nel RUA vale su tutte le piattaforme autorizzate, non solo su questa. È il tipo di dettaglio che costa all’operatore e che per questo merita di essere detto: qui la parte scomoda dell’offerta è documentata meglio della parte comoda.
William Hill: un bonus legato al modo in cui ti identifichi
William Hill ha la concessione 16044 con William Hill Malta Plc, e la sua particolarità in questo gruppo sta nel legame fra bonus e identità. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Chi legge «benvenuto» e pensa a un importo uguale per tutti sbaglia: la differenza fra 10 e 5 € è il prezzo che l’operatore attribuisce alla propria tranquillità documentale, e la finestra di 96 ore è il termine che il giocatore deve rispettare per non perderla.
Il confronto fra le due strade è più interessante della cifra. Con SPID l’identificazione è già fatta e l’accredito è immediato, quindi il giocatore non deve gestire né documenti né attese, e il conto non rischia la sospensione dei prelievi che la mancata validazione entro 30 giorni comporta per gli altri percorsi. Con la registrazione manuale la strada è più lenta per definizione: caricare un documento, attendere l’invio, poi aspettare il bonus di verifica. Nessuno dei due importi è una somma che cambia una settimana di gioco, e non è lì che sta il valore: sta nel fatto che il percorso con SPID elimina il passaggio in cui un conto resta bloccato in attesa dei documenti. Se il lettore ha già SPID, questa è la ragione concreta per usarlo, più del bonus.
StarCasinò: identità da casinò, sport come secondo prodotto
StarCasinò ha la concessione 16026 con Azzurri Limited, ed è uno dei profili in cui la parola «scommesse» convive con una struttura nata altrove. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il lettore che arriva dal calcio e legge «slot» come una sezione qualsiasi troverà invece una gerarchia: qui lo sport non è il perno dell’interfaccia.
Questo non significa che il prodotto sportivo manchi, significa che va ordinato nella testa di chi lo usa. Chi punta poche volte al mese e vuole tenere il conto sotto controllo ha davanti un ambiente progettato per un altro tipo di sessione, più lunga e meno legata a un evento con un inizio e una fine; chi invece cerca una piattaforma unica per sport e casinò ci si trova a casa. Il registro italiano fa una distinzione precisa fra gioco e casinò quanto a permessi e a limiti, e la presenza della concessione 16026 dice che la società è ammessa al sistema, non che l’esperienza sia cucita addosso a chi scommette.
Planetwin365: il calendario come argomento di vendita
Planetwin365 ha la concessione 16007 con Pwo S.p.a., e quello che porta sul tavolo è un calendario. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. C’è una Serie C in mezzo a una Premier League, e per un certo tipo di giocatore italiano è esattamente il motivo per cui apre quel sito invece di un altro.
La copertura di un palinsesto, però, non è la copertura di un prezzo. Più campionati significa più occasioni di puntare, e poiché ogni puntata porta con sé il margine del mercato su cui cade, un’offerta che invita a giocare spesso su mercati minori è anche un’offerta in cui la fetta del bookmaker tende a essere più larga, perché su un evento poco liquido l’operatore si protegge di più. Il valore qui è la scelta, non la convenienza. Chi punta su Serie C e su un campionato estero di nicchia trova una casa; chi punta su un solo grande campionato non guadagna nulla da un elenco lungo, se poi il mercato su cui vuole giocare ha lo stesso prezzo che troverebbe altrove.
NetWin: un bonus che dichiara il proprio tetto
NetWin ha la concessione 16035 con Netwin Italia S.p.a., e in questo gruppo è il profilo che espone l’offerta con i numeri più espliciti. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Leggiamo la struttura invece della cifra. È un bonus reale — quindi un credito che entra nel conto, non una scommessa rimborsata — con un tetto dichiarato a 50 €, una soglia di ingresso di 20 € e una condizione di conto verificato che riporta il discorso all’identificazione: il bonus non è disponibile su un conto che non ha ancora completato la verifica. Per chi ha in mente un budget piccolo, il 100 % fino a 50 € con 20 € di deposito minimo è un’offerta dimensionata su quel budget, e questo è un pregio concreto. La parte che resta da leggere sta nelle condizioni dell’operatore: nessun tetto di legge disciplina i requisiti di puntata, quindi il credito è tanto più utile quanto più bassa è la quota minima accettata per liberarlo. Il tipo di offerta qui è chiaro; il costo per incassarla dipende da righe che non stanno in nessuna tabella.
Betfair: il mercato costruito dai giocatori
Betfair ha la concessione 16028 con Betfair Italia S.r.l., ed è il profilo che in Italia si porta dietro la parola «exchange». L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
L’exchange è un gioco a sé anche nella legge: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) del decreto 41/2024 lo ammettono, con il giocatore che può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario che si limita a metterli in contatto in forma anonima. È una differenza strutturale, non una sfumatura: in un mercato normale il bookmaker è la controparte e il margine è nel prezzo; in un exchange il prezzo lo fanno gli altri giocatori e il costo si sposta sulla commissione. Qui però la funzione non è il prodotto principale dell’app, che resta costruita su mercati classici e combo, e chi cerca l’esperienza dell’exchange puro deve sapere che ciò che ha davanti è un listino di mercati con una sezione dedicata. Sulle commissioni dell’exchange italiano non si trovano qui regole complete: la documentazione dell’operatore è indicata come contenente regole ulteriori per i conti italiani, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Sono dettagli da verificare nella documentazione dell’operatore prima di aprire un conto destinato all’exchange.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet ha la concessione 16012 con Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, ed è anche la società che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale: tre concessioni, tre siti, un solo concessionario. È l’esempio più chiaro del fatto che la concessione è per sito, e che la forza di un gruppo non si trasferisce automaticamente al dominio che si sta guardando.
Sul prodotto, l’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È una lista che a molti lettori sembrerà strana, e non lo è: la legge definisce il palinsesto come programma di eventi sportivi e non sportivi approvato da ADM, quindi il confine di ciò su cui si può scommettere non lo traccia il gusto dell’operatore, lo traccia l’autorizzazione evento per evento. Il pregio di un palinsesto così è la varietà; il limite è che su eventi di spettacolo e di politica il mercato è sottile, e su un mercato sottile il margine tende a essere più largo che su una partita di Serie A. Chi punta su una finale di un reality sta comprando una quota che incorpora una protezione dell’operatore più alta del solito, e nessuna vetrina lo dice.
Sisal: volumi, mercati e una funzione che chiude la giocata
Sisal ha la concessione 16020 con Sisal Italia S.p.a., e i numeri che porta sono i più grandi del gruppo. L’operatore indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Sul catalogo, tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Cash Out è la voce su cui vale la pena di ragionare, perché è l’unica funzione di questa tabella che cambia il profilo di rischio di una puntata: chiuderla prima significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, e quel prezzo incorpora a sua volta un margine. Non è una via d’uscita regalata; è una seconda compravendita, con il suo costo. Chi la usa per paura tende a pagarla più volte di quanto creda.
La profondità del catalogo e lo streaming hanno un costo per l’operatore che non si vede nel prezzo ma esiste, e il modo in cui lo recupera è il margine. Con oltre 15.000 eventi live, il live è la parte dell’offerta su cui l’operatore costruisce il proprio risultato, e il lettore che gioca quasi soltanto in diretta dovrebbe darsi una regola: decidere prima quanto vale la giocata, non guardare la quota e poi decidere.
bet365: un profilo internazionale dentro un dominio italiano
bet365 ha la concessione 16030 con Hillside (New Media Malta) Plc, e questa riga è la risposta più utile a una domanda che molti lettori si fanno: che rapporto c’è fra il marchio internazionale e il dominio italiano. La società è maltese e la concessione è italiana. Le due cose convivono perché la concessione ADM è ciò che autorizza quel sito a raccogliere gioco in Italia; un’altra licenza, in un’altra giurisdizione, non aggiunge né toglie nulla sotto questo profilo. Chi pensa «è un brand estero, quindi è un sito estero» confonde il domicilio societario con la giurisdizione dell’offerta, e sono due cose diverse.
Sul prodotto, bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Che un operatore indichi un numero nazionale di aiuto non è una concessione di marketing: è un obbligo del sistema, e va preso come tale. La combinazione più solida di questo profilo è la ricchezza del calendario internazionale con la presenza nell’elenco ADM; quella più fragile è la tentazione di trattarlo come un sito estero, e non lo è — è un sito italiano con una società maltese dietro.
Quando il conto si fa stretto
Il problema del deposito limitato non è il deposito: è quello che accade quando il gioco supera ciò che si è deciso di spendere. Prendete un conto con 100 € di ricarica settimanale e una multipla da 30 € che va bene; la settimana dopo l’importo disponibile è più basso e la tentazione è di alzare il limite. Su un sito con concessione ADM l’alzamento arriva dopo una settimana, un tempo che vale più di qualunque avviso: nella maggior parte dei casi la voglia è passata prima che il limite nuovo sia attivo. Su un sito senza concessione quel passaggio non esiste, non perché l’operatore sia più generoso, ma perché non ha un registro di autoesclusione a cui rispondere e nessun obbligo di far attendere chi vuole alzare. La differenza fra due siti non sta nella quota: sta in quanti clic separano un giocatore dalla propria decisione di fermarsi.
La seconda strozzatura è il prelievo. La mancata validazione del conto entro 30 giorni sospende il conto e blocca i prelievi, quindi il giocatore scopre il problema quando prova a incassare, non quando vuole puntare. Chi apre un conto nuovo per una partita specifica ha una probabilità concreta di arrivare al giorno della partita con il deposito disponibile e il prelievo chiuso. La sequenza che funziona è meno eccitante: aprire il conto in anticipo, completare la verifica, fissare i limiti, e solo dopo pensare alla prima puntata.
Che cos’è un «sito estero», detto in modo comprensibile
La parola «estero» in questo mercato non indica una giurisdizione: indica l’assenza di una concessione italiana. Un sito con sede in un altro paese e concessione ADM è italiano per tutto ciò che conta — regole, limiti, tutele, fisco. Un sito con sede ovunque e nessuna concessione è estero per lo stesso motivo. La licenza estera, che sia di Curaçao, di Malta o di Anjouan, non ha alcun valore in Italia: non autorizza a raccogliere gioco nel paese, non apre nessun canale di reclamo davanti a un’autorità italiana e non connette il conto al registro di autoesclusione. È un pezzo di carta valido nel paese che l’ha rilasciato, e questo è tutto.
Il nome corretto per l’offerta di un dominio senza concessione che accetta giocatori italiani è gioco non autorizzato, e gli strumenti che il sistema italiano ha costruito contro di essa sono due elenchi pubblici: quello dei siti legali, legato ai concessionari, e quello dei siti con accesso inibito, tenuti da ADM con la Guardia di Finanza e Sogei e consultabili sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Un elenco dice dove si può giocare, l’altro dice dove non si può; consultarli è gratis, e in un mercato in cui la pubblicità è vietata sono l’unica informazione promozionale al contrario che esista.
Le condizioni per entrare nell’elenco dei concessari valgono la pena di essere riassunte in una riga, perché spiegano il prezzo dell’offerta italiana: società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti, i limiti di deposito imposti dalla gara e un regime fiscale congelato per nove anni. Chi vuole stare in quel sistema paga per entrarci, e chi sta fuori non paga nulla perché non riceve nulla in cambio.
Domande frequenti
Che rischi ci sono su un sito di scommesse non AAMS?
Il rischio più concreto non è il mancato pagamento, è la mancanza di rete sotto il giocatore. Un dominio senza concessione non è collegato al RUA, non ha obblighi di auto-limite e non risponde a un’autorità italiana; vi si aggiungono il blocco DNS e la sanzione che, secondo ADM, colpisce anche il partecipante alle scommesse di un operatore non concessionario.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. Al 25 ottobre 2026 contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito «.it». La presenza del nome, però, non dimostra che quel sito accetti scommesse sportive: l’elenco non distingue le tipologie di gioco.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi è il registro istituito nel 2018 che raccoglie le richieste di autoesclusione dei giocatori. L’iscrizione vale sull’intero circuito nazionale e sulle sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata chiesta. I siti privi di concessione non vi sono collegati.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
L’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive compresi. AGCOM lo applica con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile in registrazione, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già all’iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Oltre al deposito si impostano limiti su spesa e tempo di gioco, giornalieri, settimanali e mensili.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è la lettura riportata dalla stampa di settore, quindi su questo conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Scritto dal team di «Campionatoinglese».
