Cartellini scommesse 2026: un giallo vale 1 punto, un rosso ne vale 2

Updated Novembre 2026
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Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

C’è un mercato in cui il risultato della partita non conta nulla. Puoi prendere il pronostico giusto sulla gara, sbagliare il vincitore, e vincere comunque la schedina. È il mercato dei cartellini, e negli ultimi anni è passato da curiosità da addetti ai lavori a voce fissa nel listino di diversi concessionari italiani.

Il motivo per cui vale la pena fermarcisi è semplice: quasi nessuno che lo gioca sa quanto gli costa. Si guarda la quota, si guarda il nome del giocatore, si gioca. Nessuno apre il regolamento e legge cosa succede a un doppio giallo, se una panchina entra nel conteggio, chi decide se quel fallo era da giallo. E poi nessuno guarda quanta parte di quella quota il bookmaker si tiene prima ancora che la palla rotoli.

Questa pagina prende il mercato dalla parte dei costi. Non ti dice chi si fa ammonire domenica, perché nessuno lo può sapere e chi te lo dice ti sta vendendo qualcosa. Ti dice invece cosa stai comprando quando compri un cartellino: come si costruisce il pronostico, come viene refertato, chi lo controlla, cosa ti trattiene il concessionario su ogni euro giocato, e quanto ti resta davvero in tasca — anche quando hai ragione.

Indice dei contenuti
  1. Perché tutto parte dalla concessione: chi può prendere una scommessa in Italia
  2. Gioco responsabile: gli strumenti che limitano la spesa, e chi li deve pagare
  3. Dentro il mercato: come si costruisce una giocata sui cartellini
  4. Su cosa guardare, prima di scegliere: il metro del confronto
  5. La classifica: dieci concessionari ADM, i loro listini e i loro limiti
  6. Domande frequenti sui cartellini e sulla concessione ADM

Perché tutto parte dalla concessione: chi può prendere una scommessa in Italia

In Italia una scommessa non è un contratto tra te e un’azienda qualunque. È un contratto che può esistere solo dentro un titolo che lo Stato assegna in numero chiuso. La differenza tra il sito dove giochi e quello che ti compare in un banner pubblicitario sta lì, e non ha niente a che vedere con l’interfaccia, le quote o la simpatia del servizio clienti.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

L’autorità è l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS (ex AAMS)» per abitudine e che conviene imparare a riconoscere con la sigla nuova: ADM (ex AAMS) è la stessa cosa, la seconda è semplicemente il nome vecchio. Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola che conta dentro quel testo è «concessione», e non è un dettaglio linguistico: una concessione si vince con una gara pubblica, non si richiede come si richiede un permesso commerciale. Chi entra, entra per un periodo definito. L’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Nove anni e poi si torna a gareggiare, se si vuole restare nel mercato.

La gara di settembre 2025 ha chiuso con 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni. Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it.

Qui arriva il punto che quasi tutte le pagine di confronto sbagliano. La concessione è per sito, non per azienda. Una società può tenerne più d’una: il gruppo che opera su Eurobet.it gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it con la stessa struttura. Quando leggi «operatore con concessione ADM» devi quindi sapere che la concessione è legata a quel dominio preciso, non al marchio in generale e nemmeno al gruppo: se un concessionario apre una vetrina nuova, quella vetrina non eredita nulla se non c’è una riga sua nell’elenco.

E c’è un secondo equivoco, più costoso del primo. L’elenco ADM non ha una colonna dei giochi. Sono 52 nomi, i loro codici e i loro siti. Nient’altro. Un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse con interazione diretta tra giocatori e bingo in qualsiasi combinazione, e l’elenco non te lo dice. Il risultato è che una riga nell’elenco non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il loro listino. E, rovescio della medaglia, un marchio che non compare tra i dieci che trovi in questa pagina non è per questo senza concessione: l’elenco ne ha 52, qui ne recensiamo dieci, e il resto del mercato esiste.

Cosa ti costa concretamente questa distinzione? Ti costa la protezione. Un concessionario dichiara il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale nelle condizioni d’uso, e su quella riga puoi fare la verifica che conta: numero, azienda, sito. Se le tre cose non tornano, non stai parlando con un operatore italiano autorizzato.

Il palinsesto approvato: la scommessa che non puoi fare

Una scommessa in Italia si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippici e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

Tradotto per chi gioca: l’offerta di un concessionario non è «tutto lo sport del mondo», è il sottoinsieme che l’autorità ha approvato. Se un evento che cerchi non è nel palinsesto di nessuno, non lo troverai da nessuna parte, e non è una svista del bookmaker. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto è materia che cambia nel tempo e che non conviene inseguire dalla teoria: quello che conta è la pratica, cioè cosa vedi nel listino quando apri la sezione.

Il palinsesto comprende anche le «scommesse su eventi simulati» — art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e altri, simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale pre-registrato — che trovi nelle sezioni «Virtuali». E l’ippica in legge è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); e i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, di tipo totalizzatore), che richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori dell’ippica nazionale è cosa che non risulta.

Il betting exchange, o «punta e banca», è un gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e), e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato, in cui il giocatore può fare il punter o il banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair — il primo operatore del settore in Italia, con la concessione 16028 — riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passaggi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta da qui.

E le giocate sui minori? Esiste una decisione del direttore dell’ADM su scommesse e minori che richiama il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto. Non è una riga che puoi usare per orientarti, ma è bene sapere che il tema è regolato e non lasciato al caso.

Puntate e vincite: cosa dice la legge su quanto puoi mettere

Un tetto statale in euro alle puntate sulle scommesse sportive non risulta. Il limite non arriva dall’alto, arriva da te: gli strumenti vincolanti sono i tuoi autolimiti e il limite di deposito che scegli in registrazione. Per una pagina che ragiona di costi è una notizia nella notizia, perché significa che il vero freno alla spesa non è una regola dello Stato ma una casella che compili tu, una volta, quando apri il conto.

Il principio che regge l’impianto è l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che prevede: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non risulta.

Quanto alla vincita, la regola è quella che trovi scritta su ogni schedina: la posta è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. La quota si blocca quando confermi, non oscilla più. È il motivo per cui il momento della conferma è il momento in cui il contratto nasce, ed è anche il motivo per cui conviene guardare quella quota con attenzione: dentro c’è già, invisibile, la parte che il bookmaker si tiene.

La mappa dei siti oscurati e cosa rischia chi gioca fuori

L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 disegna il sistema di controllo in modo piuttosto diretto: l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

La parola tecnica è «oscurati», e vale la pena spiegare cosa significa per chi prova a giocare lo stesso. Il blocco agisce a livello di DNS, quindi alcuni provider lo applicano con ritardo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riporta la stampa di settore in riferimento all’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il quadro che ne esce non è «il sito non esiste», è «il sito esiste e ti raggiunge passando per un indirizzo nuovo». Per un giocatore questo vuol dire una sola cosa pratica: la stabilità di quel sito non è garantita da nessuno, e nessuna assistenza ti copre se sparisce.

Sul piano sanzionatorio la legge è esplicita e va riferita così com’è, senza ammorbidirla. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la richiama il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano. Sul versante degli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Messo tutto insieme, il confronto si scrive da sé: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano; un marchio offshore con una licenza straniera non porta niente di tutto questo. Le licenze estere, in Italia, non hanno valore. La zona offshore è un territorio senza protezione, nessun marchio citato e nessun dettaglio su metodi di deposito o bonus che valga la pena di riportare qui.

La concessione non è un giudizio, e il confronto non è un titolo

Un’appartenenza all’elenco non è una pagella. Le 52 righe dell’elenco dicono una cosa sola: quel sito ha titolo per raccogliere gioco a distanza a partire dal codice che gli è assegnato. Non dicono che le quote siano buone, che il servizio clienti risponda, che i prelievi arrivino, che il mercato dei cartellini sia trattato bene. Quelle cose non stanno in nessun registro, e chi ti dice che un operatore è «il migliore» perché ha la concessione ti sta dando una notizia che vale zero per la tua decisione.

Vale anche il contrario, ed è la parte che nessuna pagina di affiliazione scrive: la concessione pone vincoli che costano. Nove anni senza rinnovo automatico, un palinsesto approvato evento per evento, limiti di deposito fissati secondo protocolli ADM, autoesclusione che si estende a tutte le piattaforme autorizzate, un contributo obbligatorio alle campagne di informazione. Un operatore senza concessione non ha nessuno di questi obblighi — il che non lo rende libero, lo rende semplicemente fuori da ogni controllo che ti riguardi.

Gioco responsabile: gli strumenti che limitano la spesa, e chi li deve pagare

La parte noiosa delle guide, di solito. Qui è la parte centrale, perché il tema di questa pagina è quanto costa giocare, e nessuno strumento incide sui costi più di quelli che decidono quanto puoi metterci dentro.

Partiamo da dove il costo nasce davvero: la registrazione. In Italia un conto di gioco richiede identificazione piena. Si può aprire con il modulo classico e una copia di un documento, oppure con SPID, oppure con CIE. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano — è la regola che gli stessi operatori riportano nelle loro pagine. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del sistema.

Perché questa è una questione di soldi e non di burocrazia? Perché il conto senza convalida è un conto in cui puoi versare e non puoi ritirare. Chi rimanda la verifica dell’identità si ritrova un saldo che vede e non tocca, e scopre il problema nel momento peggiore, cioè quando vuole incassare una vincita. La pratica giusta è la più ovvia: convalida prima di giocare.

Sul fronte dei limiti, il gioco si fa interessante. In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di apertura del conto. La meccanica dei tempi è quella che conta davvero: una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. Detta così sembra un cavillo tecnico. È invece la regola che ti protegge da te stesso nella sera sbagliata, quella in cui vuoi alzare il tetto perché stai inseguendo una perdita. Sette giorni sono un’ottima notizia per chiunque stia perdendo il controllo, e una noia per chiunque stia semplicemente cambiando piano con lucidità. Il costo, se lo vuoi chiamare così, è la pazienza.

L’autoesclusione e il Registro Unico: cosa blocca davvero

Qui c’è la differenza più concreta tra un operatore autorizzato e uno che non lo è, e vale la pena leggerla due volte.

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, non è una richiesta al singolo bookmaker: è un blocco che vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e anche sulle sale fisiche. Una volta dentro, il RUA taglia fuori tutto il circuito legale contemporaneamente. L’art. 15, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore.

I siti senza concessione non sono collegati al RUA. La conseguenza è brutale nella sua semplicità: un giocatore autoescluso che apre un conto offshore non è protetto da nulla, perché il registro non lo raggiunge. L’autoesclusione funziona esattamente come la protezione, e la protezione vale solo dove c’è la concessione.

Le durate sono cambiate da poco, e questo è il genere di dettaglio che nessuno legge finché non ne ha bisogno. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi, una data che li separa, e in mezzo la possibilità di escludersi per una settimana — che per molti è la misura giusta e prima non esisteva.

Sul versante della consulenza, l’art. 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un obbligo di spesa, non una promessa di marketing. Nella sostanza significa che una fetta del margine che paghi su ogni giocata torna indietro sotto forma di messaggi di prevenzione. A chi gioca può sembrare poco; è comunque più di quanto restituisca qualunque operatore non autorizzato, che non ha nessun obbligo del genere.

Un ultimo punto, che riguarda i punti di ricarica. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l’ADM tiene un registro di tabaccai e ricevitorie che possono ricaricare il conto di gioco online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti già forniti al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Se ti chiedi perché al tabaccaio ti fanno storie per un rimborso, la risposta è in quella riga: il punto di ricarica non è una cassa, è solo una porta d’ingresso.

Dentro il mercato: come si costruisce una giocata sui cartellini

Arriviamo al meccanismo, che è la ragione per cui la maggior parte dei lettori è qui. E qui conviene essere chiari su una cosa: il mercato dei cartellini ha un conteggio tutto suo, che non ha quasi niente a vedere con quello che l’arbitro ha in mano.

Il regolamento di William Hill è il più esplicito tra quelli che circolano, e vale come caso di studio. Le sue scommesse sui cartellini contano così: un cartellino giallo vale 1 punto, un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Poi ci sono le sfumature, che sono la parte in cui il pronostico si vince o si perde. Per i punti cartellino dello stesso operatore, un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli, William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale.

Fermati un momento su quell’ultima riga, perché è la trappola classica. Due mercati con nomi quasi identici contano lo stesso episodio in due modi diversi. Un giocatore che prende un doppio giallo chiude la partita con due gialli: in un mercato «solo gialli» porta a casa 2 punti, in un mercato «gialli e rossi» ne porta 3. Stessa partita, stesso fallo, due esiti opposti rispetto alla tua schedina. Se non leggi quale mercato hai giocato, non stai giocando un pronostico sul numero dei falli: stai giocando un pronostico sul conteggio di un regolamento che non hai letto.

C’è poi il confine di ciò che entra nel conteggio, ed è un confine che esclude più di quanto un tifoso immagini. Le scommesse sui cartellini di William Hill riguardano soltanto i giocatori in campo: sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, allenatori e altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. Chi ha presente una panchina che si scalda sa quanto materiale si perde in quella riga. Il gesto plateale dell’allenatore non vale niente. Il cartellino all’ultimo secondo, dopo il triplice fischio, non vale niente. Il conteggio finisce con il gioco.

Un tema di cui si parla poco ma che decide i reclami: chi stabilisce cosa. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se non disponibili si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video del match.

Il mercato dentro il mercato: Player Builder e combo sul singolo episodio

Il modo in cui i cartellini si vendono oggi non è quasi mai la singola secca. Si vendono dentro costruzioni, ed è lì che il costo cambia forma.

Il Player Builder di William Hill permette di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. È un prodotto onesto nella sua logica: metti insieme tre cose che riguardano giocatori, non squadre, e le paghi come una giocata sola. La quota cresce con ogni ingrediente, e cresce anche la probabilità che un solo dettaglio mandi all’aria tutto il resto.

Il segnale più interessante arriva però dai marchi che hanno fatto del mercato una questione di catalogo. Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini. SNAI propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal, e la sua funzione Cash Out permette di chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Sempre in casa SNAI, My Combo consente di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Il cartellino, insomma, non è più un mercato di nicchia per scommettitori esperti: è una voce nel catalogo che serve a far salire la quota di una multipla. E questa è esattamente la ragione per cui conviene guardarlo con occhio freddo. Aggiungere una selezione «cartellini» a una multipla alza il prezzo del biglietto e alza anche la probabilità di sbagliare, perché nei cartellini contano le decisioni di un arbitro, la tensione di una partita, la gestione dei minuti finali: variabili su cui non hai nessuna informazione in più rispetto al bookmaker.

Quanto vale davvero il mercato, e chi lo copre

Se un operatore ti offre i cartellini, il mercato esiste nella sua piattaforma. Se non lo offre, nessuna pagina di confronto può inventarlo, e nemmeno questa.

I marchi per cui il mercato è documentato con una riga propria sono Goldbet e SNAI; per William Hill c’è un regolamento dettagliato, che è la prova più solida che esista un prodotto vero con regole scritte. Sugli altri operatori di questa pagina il mercato non risulta, e non è un giudizio sul loro listino: è semplicemente il limite di quello che si può affermare senza inventare. Prima di aprire un conto per giocare sui cartellini, l’unica verifica che conta è aprire la sezione calcio di quel sito e cercare la voce.

C’è poi la questione della copertura sportiva, che è il motivo per cui il mercato vive quasi solo sul calcio: i cartellini appartengono a uno sport con un arbitro che li mostra. Dove il marchio non li copre, la sua offerta resta comunque ampia, ma è un’ampiezza di altro tipo. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Betsson offre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Sisal mette nel listino la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Planetwin365 offre eventi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.

Nota il dettaglio che ricorre: tre di questi elenchi — Sisal, SNAI, William Hill — nominano i cartellini o le espulsioni accanto a tiri in porta e rigori. Sono i mercati «da evento», quelli che si costruiscono su singoli episodi di gioco piuttosto che sul risultato finale. Il cartellino è nato in quel gruppo, e in quel gruppo resta.

Dal giallo al mercato: le schedine in corso e il cash out

Un mercato sui cartellini si gioca come tutti gli altri, ma si segue in modo diverso, perché il conteggio cambia con la partita e non alla fine.

Le forme di giocata di base sono le stesse del resto del listino: singola, multipla e sistema. Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. L’app SNAI Sport offre le stesse tre forme, e l’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con il bonus di benvenuto legato al download e alla registrazione.

Il cash out merita una riga a parte, perché sui cartellini ha un effetto particolare. Sisal lo mette accanto ai suoi mercati in una funzione che chiude la giocata prima che l’evento finisca; SNAI descrive lo stesso strumento per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Su un mercato che vive di episodi, la possibilità di uscire prima ha un valore reale: se il giocatore che hai puntato prende un giallo al ventesimo, il tuo conteggio è già a metà strada e la quota si muove di conseguenza. Il rovescio è che l’offerta di uscita la fa il bookmaker, al prezzo che decide lui, e quella cifra non è mai la tua quota originaria.

Su cosa guardare, prima di scegliere: il metro del confronto

Prima della classifica serve il metro, altrimenti si finisce per confrontare interfacce. Cinque cose contano quando valuti un concessionario per giocare sui cartellini.

La prima è la copertura del mercato, non l’ampiezza del listino. Un sito con mille mercati sul calcio e nessuna riga sui cartellini è, per il tuo scopo, un sito vuoto. L’unica prova che conta è la voce nel listino, e la trovi solo aprendo la sezione.

La seconda è il regolamento, letto prima di giocare. Il conteggio dei punti, il trattamento del doppio giallo, chi entra nel conto e chi no, e soprattutto chi referta: sono quattro righe che cambiano l’esito di una schedina più di qualunque analisi. Non conosciamo nessun operatore che abbia interesse a nasconderle — sono nelle pagine di aiuto — ma sono scritte in un linguaggio da ufficio legale, e la maggior parte dei giocatori le legge dopo la contestazione.

La terza è la quota, ma non nel senso in cui la si guarda di solito: non «è alta?», bensì «quanto contiene?». Una quota alta su un mercato a margine grosso vale meno di una quota media su un mercato a margine stretto, e la differenza non si vede a occhio.

La quarta sono gli strumenti di controllo: limiti di deposito, possibilità di ridurli con effetto immediato, autoesclusione che passa dal RUA. Sono la parte del servizio che si apprezza solo quando serve, e che nessun operatore fuori concessione offre.

La quinta è il referto e la prova. Un mercato che si decide su una decisione arbitrale vive di dati ufficiali e, se serve, di registrazione video. Un operatore che mette per iscritto questa gerarchia ti sta dicendo come risolverà il disaccordo prima che il disaccordo nasca, il che vale più di qualunque promessa di assistenza.

Il margine: la parte di quota che non ti viene mai mostrata

Qui sta il costo vero, quello che non compare in nessuna pagina promozionale.

Il margine del bookmaker è la differenza tra il 100 % e la quota-parte che un mercato restituisce. Il calcolo è elementare: si somma l’inverso di tutte le quote di un mercato e si prende il reciproco di quella somma. Su un mercato a due esiti con quote identiche di 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da qualcuno — la somma degli inversi è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,053. Il reciproco è 0,95, quindi la quota-parte pagata dal mercato è intorno al 95 % e il margine che il concessionario trattiene è intorno al 5 %, con l’assunzione di due esiti equiprobabili e di un mercato a due sole uscite.

Trasformiamolo in euro, che è il modo in cui il costo si sente. Su 100 € ripartiti su quel mercato, il ritorno atteso complessivo è di circa 95 €, e i 5 € che mancano non sono un caso: sono il prezzo dell’operazione, trattenuto prima che il pallone rotoli. È una stima statistica su molte giocate, non un risultato garantito su una singola schedina, e va letta come tale.

Ora la parte che quasi nessuno scrive. Quel 5 % vale per un mercato a due esiti, ed è una banda che si sposta rapidamente verso l’alto quando il mercato cambia forma. I mercati a tre esiti — un 1X2 — hanno una somma degli inversi tipicamente più alta. I mercati sugli episodi, dai cartellini ai tiri in porta, ballano in una banda molto più larga, perché sono più difficili da prezzare: c’è più incertezza, e il concessionario la copre. La quota unica di una combo, che nasce dalla moltiplicazione di più selezioni, porta il margine di ogni gamba dentro il prezzo finale. Una multipla da cinque eventi non ha un margine solo: ne ha cinque, uno per selezione, e lo paga composto.

La conclusione per chi gioca è un ordine di priorità, non una lamentela. Se il mercato dei cartellini ti interessa, la domanda utile non è dove la quota sul singolo giocatore è più alta di due centesimi, ma quanto è largo il margine su quella famiglia di mercati rispetto al 1X2 dello stesso operatore: la differenza tra i due è il sovrapprezzo che paghi per la complessità. E una multipla che include un cartellino paga quel sovrapprezzo una volta in più, senza che nessun riepilogo te lo mostri. Confrontare le quote sui cartellini tra due operatori ha senso solo a parità di mercato e di regolamento, perché un conteggio diverso è un prodotto diverso, e i prodotti diversi si prezzano diversamente.

La classifica: dieci concessionari ADM, i loro listini e i loro limiti

Dieci operatori con concessione ADM, ordinati per come si presentano al lettore italiano: i marchi generalisti che trattano il calcio come prodotto principale, poi quelli cresciuti sul casinò con un book accanto, poi il caso a parte dell’exchange.

Il metro di lettura è questo. La concessione è di tutti, quindi non è un criterio di differenza: elenco ADM, sito proprio, codice assegnato. La differenza sta in cosa c’è dentro il listino, in che regole lo governano e in quali strumenti ti danno per gestirlo. Sotto ogni marchio trovi il numero di concessione e il concessionario — che quasi mai porta il nome del marchio — e la riga delle condizioni che più ti riguarda.

Brand Numero Concessione Concessionario Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore sul tema di questa pagina
Eurobet n. 16012 Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Scommesse singole, multiple e sistemi; schedine in corso e concluse raccolte in My Bets
William Hill n. 16044 William Hill Malta Plc Regolamento scritto dei punti cartellino; referto su dati ufficiali della manifestazione
Lottomatica n. 16010 Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Nessuna voce specifica sul mercato dei cartellini
Sisal n. 16020 Sisal Italia S.p.a. Giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; Cash Out per chiudere prima della fine
AdmiralBet n. 16048 Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione 30/60/90 giorni o indeterminata; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni
Betsson n. 16027 Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi; 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, combo
Planetwin365 n. 16007 Pwo S.p.a. Streaming di eventi in diretta; palinsesto quotidiano con tennis, basket, pallavolo, tennis tavolo
Betfair n. 16028 Betfair Italia S.r.l. Exchange italiano con puntata minima back di 200 centesimi in passaggi da 50 centesimi
StarCasinò n. 16026 Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
NetWin n. 16035 Netwin Italia S.p.a. Bonus Sport-50: giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni, multiple quota minima 2.00 per evento

Tre cose balzano all’occhio in questa lista, e nessuna è una graduatoria. La prima: due righe su dieci — Betsson e StarCasinò — portano la stessa ragione sociale, Azzurri Limited. Un gruppo, due concessioni, due siti, due prodotti diversi. La seconda: William Hill è l’unico dei dieci per cui il conteggio dei cartellini sia scritto nero su bianco in un regolamento, e questo è il motivo per cui l’analisi del mercato in questa pagina si appoggia tanto alle sue regole. La terza: Lottomatica è il caso evidente di un marchio che non ha nessuna voce sul mercato dei cartellini, e sta comunque in una classifica sui cartellini, perché la classifica misura la solidità dell’impianto, non la presenza di ogni singolo prodotto.

Eurobet: l’app dove le schedine si ritrovano

Eurobet è un marchio generalista, con la concessione n. 16012 intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e sul piano operativo si distingue per come organizza il rapporto con il giocatore più che per il catalogo.

Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. È un dettaglio che sembra gestionale e non lo è: su un mercato che si decide al sessantesimo minuto, sapere dove sono le giocate aperte e cosa resta in piedi è metà del lavoro di chi segue più partite in parallelo. My Bets mette tutto in un posto, senza cercare tra le notifiche.

La cosa che colpisce è il contrasto tra la pulizia dello strumento e l’ordine con cui viene presentato: una pagina per tenere insieme il rischio, e nessuna riga che spieghi come si legge. Nessuna informazione sul conteggio dei cartellini in questo listino risulta dalle sue pagine, e non c’è motivo di presupporla.

Il verdetto: sulle tre forme di giocata l’impianto regge, e la pagina My Bets è l’argomento migliore che il marchio possa portare per un giocatore che segue diverse partite contemporaneamente. Resta un book in cui non è documentato il trattamento di un mercato tanto situazionale; chi lo vuole giocare deve partire dalla voce nel listino, non dalla reputazione del marchio.

William Hill: l’unico regolamento che spiega il conteggio dei cartellini

William Hill (concessione n. 16044, William Hill Malta Plc) è il caso più interessante dell’intero gruppo, per una ragione sola: è l’unico dei dieci di cui si possa leggere per intero la meccanica di un mercato tanto specifico. Il suo regolamento sport disciplina punti cartellino, referto e composizione delle giocate, ed è la fonte più dettagliata che esista tra i marchi di questa lista.

Rileggiamo le regole con occhio da contabile. Un giallo vale 1, un rosso diretto 2, un doppio giallo con rosso 3, massimo 3 punti per giocatore. Nei mercati sui soli gialli il doppio giallo vale 2 e il rosso non entra nel conto finale. Contano solo i giocatori in campo: fuori le panchine, gli allenatori e lo staff, e fuori tutto ciò che arriva dopo la fine della partita. Il referto si basa sui dati del sito ufficiale della manifestazione, con OPTA come alternativa e la registrazione video come ultima risorsa in casi particolari.

Il Player Builder di William Hill permette poi di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Sul versante del benvenuto, il pacchetto sport prevede un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Vale la pena fermarsi sulla forma: tranche, selezioni minime, quota minima. Il «100 %» del titolo arriva solo se tutte le condizioni sono rispettate; e i 50 € sono un bonus cash, non un rimborso.

Il verdetto: la trasparenza del regolamento è, da sola, un vantaggio competitivo — su un mercato dove la differenza tra due conteggi decide la schedina, un operatore che scrive le regole per esteso è avanti a chi le lascia intendere. Il pacchetto di benvenuto, però, è un imbuto a cinque selezioni: chi non gioca multiple larghe lo prende solo in parte.

Lottomatica: il listino che si guarda in diretta

Lottomatica, concessione n. 16010 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), è un marchio dalla copertura sportiva ampia e con un’identità tutta orientata al momento della partita.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Per chi gioca dal telefono mentre la partita scorre, è esattamente il pacchetto che serve: dati aggiornati, video, quotazione continua. Sulla composizione del reparto calcio c’è poco da discutere: è ampia, e le competizioni coperte sono quelle che un italiano cerca.

Resta il fatto che nessuna voce sul mercato dei cartellini compare nel suo listino. Chi arriva qui per giocare i punti cartellino sulla Serie A non trova un prodotto documentato, e non c’è modo di dedurre che esista: il regolamento e le pagine del marchio non lo nominano.

Il verdetto: sull’impianto live e sulla copertura delle competizioni è tra i più solidi del gruppo, e un giocatore che vive di pre-match e diretta trova tutto quello che gli serve. Sul tema specifico non offre appiglio; chi punta sui cartellini guarda oltre.

Sisal: il catalogo dove il cartellino convive con la combo

Sisal (concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a.) è il marchio che tratta i mercati da episodio come un reparto, non come una rarità.

Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il dettaglio da notare è la compagnia in cui sta il cartellino: tiri in porta, rigori, espulsioni. È la famiglia dei mercati che si decidono su singoli episodi, ed è lì che il margine è più largo. Sisal non te lo nasconde e non te lo spiega nemmeno: te lo mette in catalogo.

Il Cash Out è il secondo pezzo. Su una giocata che dipende da un episodio, uscire prima della fine ha un valore concreto, e Sisal lo presenta come funzione centrale e non come opzione nascosta. Il prezzo dell’uscita, però, lo decide l’operatore, e non è la tua quota.

Il verdetto: il catalogo è costruito per chi accumula selezioni e vuole uscire in corsa, e su questo terreno Sisal è tra i più attrezzati della lista. La contropartita sta nella composizione: più il biglietto intreccia episodi, più il margine di ogni gamba entra nel prezzo finale, e nessuna schermata te lo separa.

AdmiralBet: il conto che si apre con i limiti già dentro

AdmiralBet (concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l.) si distingue su un terreno che non è il listino: è il marchio di cui si conoscono con precisione le regole sul controllo del giocatore.

In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sulla carta è una schermata; nella pratica è il momento in cui un giocatore decide quanto può perdere. Tre dimensioni — quanto carichi, quanto spendi, quanto tempo stai davanti alla partita — e tre orizzonti temporali: è la granularità più fine tra quelle documentate qui.

Il secondo elemento è l’autoesclusione. Le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure l’indeterminata, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra breve da 7 giorni è la novità più utile del pacchetto: prima chi voleva fermarsi una settimana non aveva un’opzione intermedia, e finiva per escludersi novanta giorni o per non fare nulla.

Il verdetto: sulla gestione del rischio è il marchio che mette più decisioni in mano al giocatore, e la finestra dei sette giorni per l’esclusione breve è una misura che si sente. Il rovescio è nel vincolo dei sette giorni per alzare un limite: è la regola giusta per chi sta perdendo, ma una seccatura reale per chi cambia piano con lucidità.

Betsson: migliaia di eventi, un listino prezzato per volume

Betsson (concessione n. 16027, Azzurri Limited) lavora sull’ampiezza: è l’operatore che vende quantità di eventi come proposta principale.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il catalogo di base è quello che un giocatore italiano si aspetta, senza sorprese e senza buchi evidenti: tutte le forme classiche, in pre-match e in diretta.

Nessuna voce sui cartellini compare nel listino. E qui vale una considerazione di prezzo che riguarda tutta questa lista: su un’offerta costruita sul volume, i mercati marginali non sono il centro dell’attenzione, e i mercati situazionali sono i più costosi da prezzare. Chi gioca il risultato trova tutto; chi cerca punti cartellino su un singolo difensore non trova un prodotto documentato.

Il verdetto: la copertura è la sua forza e la sua cifra, e per chi gioca un po’ di tutto in pre-match e in diretta è una scelta ragionevole. Su un mercato da episodio come i cartellini, però, un listino costruito sulla quantità non offre garanzie: la verifica si fa aprendo la sezione calcio, non leggendo la pagina di presentazione.

Planetwin365: il palinsesto quotidiano tra streaming ed eventi minori

Planetwin365 (concessione n. 16007, Pwo S.p.a.) costruisce la sua proposta attorno a una cosa precisa: far vedere quello su cui si gioca.

Offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Le quattro discipline raccontano il modello meglio di qualunque slogan: sono sport con molti incontri al giorno, calendari fitti e tanti mercati in diretta. Per chi segue tennis o volley e vuole guardare mentre gioca, è un’offerta costruita esattamente per lui.

Il limite è di forma. Nessuna voce sui cartellini compare in questo listino, e la ragione sta nella struttura della proposta: i cartellini vivono nel calcio, e qui il baricentro è altrove. Chi cerca il mercato non trova appiglio, mentre chi cerca un palinsesto quotidiano di dirette trova pane per i suoi denti.

Il verdetto: la parte streaming è la ragione per aprire un conto qui, e per tennis, basket e volley offre un volume quotidiano che pochi marchi italiani replicano. Chi arriva per i cartellini si è sbagliato indirizzo, ed è meglio saperlo prima che dopo la prima ricarica.

Betfair: l’exchange, dove il margine non lo fa il bookmaker

Betfair (concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l.) è il caso a parte. Non è classificabile con gli altri nove marchi, e il motivo non è il catalogo ma il modello di business.

L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Il catalogo classico c’è, insomma, e non è il punto. Il punto è che Betfair è descritto come il primo exchange italiano, con le regole di un gioco ammesso a sé dall’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024: lì l’operatore non fa il banco, mette in contatto anonimo due giocatori, e tu puoi stare da una parte o dall’altra. La sua documentazione riporta regole specifiche per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passaggi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Per chi ragiona di costi, la distinzione non è nominalistica. In un mercato a quota fissa paghi il margine del banco dentro il prezzo, e non lo vedi: sul mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 dell’esempio di prima, circa cinque centesimi di ogni euro. Su un exchange paghi una commissione sulle vincite, che è visibile e dichiarata. Sono due modi diversi di prezzare lo stesso servizio — la copertura del rischio — e hanno effetti diversi a seconda di quanto vinci spesso.

Il verdetto: il modello è quello che ripaga chi ha una frequenza di giocate vincenti sopra la media, perché la commissione si paga solo quando si incassa e il margine incorporato nel prezzo non c’è. La contropartita è la liquidità: senza contro-parti la quota non si forma, e 200 centesimi come puntata minima non è una soglia da schedina da 2 €.

StarCasinò: il book accanto alle slot

StarCasinò (concessione n. 16026, Azzurri Limited) è un casinò online con un’offerta sportiva in coda al prodotto principale, ed è il secondo marchio dello stesso gruppo presente in questa lista.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La parte sportiva è quella che è: copertura dei grandi eventi, tipologie di base. Nessuna voce sui cartellini compare nel listino.

Vale la pena dire una cosa sul rapporto tra il nome e il prodotto, perché qui è particolarmente evidente. Il marchio è casinò, e lo dice; il libro scommesse è un’appendice. Non è un difetto in sé — un giocatore di slot che scommette una partita il sabato non ha nessun problema — ma è esattamente il profilo che non serve a chi cerca profondità su un mercato specialistico.

Il verdetto: il prodotto è chiaramente casinò-centrico, lo sport è un’aggiunta funzionale ai grandi avvenimenti, e per un giocatore che vive lì non c’è nulla di strano. Chi cerca un mercato da episodi come i cartellini sta chiedendo a un’appendice il lavoro di un libro completo: guarda altrove, senza che questo dica niente sulla solidità del marchio.

NetWin: il bonus con le condizioni scritte per esteso

NetWin (concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a.) è il marchio di questa lista su cui si può calcolare con più precisione cosa costa un’offerta.

Per sbloccare il bonus Sport-50 chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Vale la pena scomporre questa riga, perché è un esempio perfetto di quanto il linguaggio dei bonus sia più costoso di come suona. Un «bonus» con giro di 3 volte il deposito significa che la cifra va rigiocata: un deposito da 50 € richiede 150 € di puntate effettive prima che il saldo diventi prelevabile, e le puntate valide devono stare su multiple di almeno tre eventi, ognuno con quota minima 2.00, per un prezzo complessivo di almeno 10.00. Se giochi una singola a 1,85, quella giocata non conta. Se la giochi in live, non conta. Se la chiudi con il cash out, non conta. Ogni esclusione restringe il perimetro dei modi in cui puoi sbloccare la somma.

C’è poi l’effetto di composizione, che è il vero costo di questa struttura. Le giocate valide sono multiple da almeno tre eventi, quindi ogni giocata che contribuisce al requisito paga il margine di tre selezioni, non di una. Il conto finale lo decide il margine dei mercati che scegli. Su un mercato a due esiti prezzato 1,90 e 1,90 la quota-parte è intorno al 95 %, quindi i 150 € di puntate richieste lasciano in media una perdita attesa di circa 7,50 € — sempre in media, sempre sotto l’assunzione che si giochi quel tipo di mercato e con la consapevolezza che su quote più basse il costo sale e su quote più alte scende.

Il verdetto: la condizione è scritta con una chiarezza che molti concorrenti non hanno, e questo è un merito; il perimetro però è stretto, perché esclude live, cash out e sistemi, che sono tre dei modi in cui un giocatore normale usa un bonus. Chi gioca multiple pre-match tranquille sblocca la somma senza soffrire; chi vive di diretta e cash out non ci arriverà mai.

Domande frequenti sui cartellini e sulla concessione ADM

Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, che il 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Poi si confrontano numero, ragione sociale e dominio con quelli dichiarati nelle condizioni d’uso dell’operatore. Se le tre voci non coincidono, la concessione non copre quel sito.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La posta è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la giocata è stata confermata. Puntando 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, di cui 8,50 € sono guadagno netto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, e la quota resta quella del momento della conferma.

Come si vede dalle quote quanto trattiene un bookmaker?

Il margine è la differenza tra il 100 % e la quota-parte che il mercato restituisce. Su un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90 la somma degli inversi è circa 1,053, quindi la restituzione è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. È un esempio illustrativo, non un prezzo quotato.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si scegle un limite di deposito settimanale o mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni. Le condizioni di Admiralbet chiedono inoltre di impostare limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. La cifra del limite fissato dall’ADM nella gara non risulta.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

La legge concentra il prelievo sul concessionario, che versa l’imposta unica: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Il giocatore riceve la somma al netto e, secondo la stampa di settore, non la dichiara. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse privo di concessione?

Il sito non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, e non c’è né vigilanza ADM né foro italiano. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per chi disattende gli ordini di inibizione, e la Legge 401/1989, art. 4, come richiamata dall’ADM, punisce il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Scritto dal team di «Campionatoinglese».

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