Ante-post scommesse 2026: 52 concessioni, e poche righe di condizioni
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni e i numeri di concessione sono verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Chi cerca una scommessa ante-post cerca quasi sempre la stessa cosa: un sito su cui puntare in Italia, senza sorprese il giorno del prelievo. La sorpresa, di solito, non arriva dal risultato della partita. Arriva da una riga nelle condizioni che nessuno ha letto prima di premere «registrati» — un limite di ricarica scelto in fretta, una finestra di sette giorni per alzarlo, una procedura di identificazione da chiudere entro trenta giorni.
Vale la pena mettere in chiaro subito la cosa meno divertente della faccenda. Una quota non è un prezzo equo. È un prezzo a cui è già stato tolto qualcosa, e quel qualcosa è il margine del bookmaker: lo pagate su ogni singola giocata, ante-post o live che sia, molto prima che il tema del bonus di benvenuto entri in scena. La ragione per cui vale la pena confrontare dieci operatori non è la creatività delle loro promozioni. È la somma di tutte le condizioni piccole — la concessione, il limite, l’autoesclusione, il margine, l’imposta che qualcun altro paga al posto vostro — che decide quanto costa davvero tenere un conto aperto.
Il termine «ante-post» in Italia non ha una definizione di legge. Nel linguaggio dei concessionari indica la giocata piazzata molto prima dell’evento — il mercato che apre mesi prima, quando una quota è alta perché nessuno sa ancora nulla — e questa pagina la usa in quel senso. Cosa significhi per il palinsesto, per il regolamento e per il rimborso è la parte centrale che segue.
Il mercato autorizzato, per essere chiari sulla scala: il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051. Questi numeri tornano utili più avanti, quando si tratta di capire perché una concessione non basta a dire che un sito accetta scommesse sportive.
- Cosa significa avere una concessione ADM in Italia
- Prevenzione e limiti: cosa vi chiedono prima di farvi giocare
- Calendario, tornei e mercati: dove si gioca l’ante-post
- Ante-post: cosa succede davvero alla vostra giocata
- Valutare un operatore: i criteri che uso
- I dieci concessionari, uno per uno
- Quanto costa un bonus di benvenuto: due conti
- Quando l’operatore non ha la concessione
- Domande frequenti sulle ante-post
Cosa significa avere una concessione ADM in Italia
Il quadro legale italiano parte da un ente che conviene chiamare con il nome giusto. Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — scritto «ADM (ex AAMS)» la prima volta che lo si incontra in un testo, perché il mercato continua a dire «AAMS» per abitudine e per nostalgia. La norma di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

La parola chiave è «concessione». Non è una licenza aperta, come in molte giurisdizioni: è un titolo assegnato con gara pubblica, quindi in numero chiuso e con una scadenza. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo.
Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per non più di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni non sono solo formali. Serve una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5); e durante la concessione le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Tradotto: il costo che pagate in termini di margine e di imposta non è una variabile su cui il concessionario può giocare a metà contratto.
Perché il numero di concessione è l’unica prova che conta
La concessione è legata al sito, non all’azienda. Questo è il punto su cui le pagine di confronto sbagliano più spesso, e vale la pena dirlo in modo netto: un posto in una classifica non è una concessione, e una concessione su un sito non è una concessione sul marchio.
Una società può avere più siti: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tutti con una riga propria nell’Elenco. Il concessionario, poi, quasi mai porta il nome del marchio che vedete sullo schermo — Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited. Il nome della società si legge dalla riga della concessione, non dall’insegna.
C’è un limite informativo che nessun confronto onesto può aggirare, e sta nell’Elenco stesso: non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Il nome sull’elenco non dimostra quindi che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Le dieci righe che seguono più avanti si leggono proprio così — la concessione dice che l’operatore è autorizzato, il resto lo dicono le sue condizioni e la sua app.
Come si verifica una concessione, riga per riga
La verifica è noiosa e richiede cinque minuti. ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», con una riga per ogni sito autorizzato, letta il 25 ottobre 2026 con 52 righe e codici da 16000 a 16051. La sequenza sensata è questa: aprire l’elenco di ADM; cercare il nome del marchio; trovare la riga corrispondente e il codice; leggere il nome della società concessionaria; tornare sul sito e controllare che le condizioni generali rechino lo stesso numero di concessione e la stessa società.
Quell’ultimo passaggio è quello che quasi nessuno fa, ed è l’unico che conta davvero. Sul sito, il numero di concessione vive normalmente in fondo alla pagina, nelle condizioni o nella nota legale. Se il numero non c’è, o se la società indicata non è quella dell’Elenco, la domanda da farsi non è «quale sarà il bonus». È «dove sta andando a finire la puntata».
Attenzione a una cosa che l’Elenco non dice: quali marchi comuni nel resto d’Europa non compaiono fra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Ce ne sono. Il fatto che non ci siano non significa che siano illegali ovunque; significa che in Italia non hanno una concessione per il gioco a distanza, e che quindi operano fuori dal perimetro di tutele che si legge nelle sezioni successive.
La pubblicità vietata, e l’offerta che resta legale
Qui l’editoria italiana incontra un paradosso che vale la pena spiegare perché tocca direttamente cosa si può scrivere e cosa un lettore si sente proporre.
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con queste parole: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che vigila è AGCOM, e la sanzione non è simbolica: 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Il decreto stesso, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il divieto cioè copre la promozione, non l’esistenza del bonus: il «bonus di benvenuto» resta perfettamente legale come offerta, è la sua pubblicità che non si può fare. Chi si chiede perché intorno alle scommesse sia sparita la cartellonistica e siano rimasti i loghi sulle maglie ha qui metà della risposta.
Sul fronte sanzionatorio il quadro si è mosso di recente, e conviene raccontarlo come si raccontano le cose in corso. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea: la causa C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la causa C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Ed è stata proposta, non approvata, una modifica a firma Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data della verifica il divieto è in vigore. Un emendamento proposto non cambia la regola con cui un lettore ha a che fare oggi.
Prevenzione e limiti: cosa vi chiedono prima di farvi giocare
Il momento in cui un operatore vi dice quanto potete permettervi di perdere è, in teoria, il momento più utile che passate su un sito di scommesse. In pratica è il momento in cui quasi tutti scelgono il numero più alto disponibile, perché sembra una domanda retorica. Sul costo di quella distrazione: un limite di ricarica impostato con leggerezza vale poco, ma una finestra di sette giorni per alzarlo vale invece molto, perché è l’unico vero freno di tutto il sistema.

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che devono esistere. Ci sono limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f). La seconda voce è quella che sfugge ai più: il limite che vedete in registrazione non è solo vostro, è il risultato di un protocollo che l’operatore applica e ADM approva. La cifra che ADM fissa nel bando come limite di deposito non è nota.
Il limite di ricarica scelto in fretta costa sette giorni
Una delle condizioni pubblicate più informative fra quelle lette per questa pagina è quella di AdmiralBet, che in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il dettaglio che rende la cosa concreta è l’asimmetria fra i due movimenti: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Quell’asimmetria non è un cavillo tecnico. È l’unica ragione per cui il limite funziona. Se alzarlo fosse istantaneo, il limite verrebbe violato ogni sera alle undici, e non proteggerebbe nessuno. Il costo, per voi, sta nel verso opposto: chi in fase di registrazione ha scelto una ricarica settimanale bassa pensando «tanto la alzo quando voglio» scopre di avere davanti una settimana intera, e quel tempo non è negoziabile con l’assistenza. La lezione pratica è semplice — quel numero si sceglie una volta, e va scelto come se non si potesse cambiare.
Autoesclusione: funziona, ma solo dentro il perimetro
L’autoesclusione è lo strumento più forte del sistema italiano, ed è anche quello che viene spiegato peggio. Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale sul territorio. Non è un blocco per singolo operatore: è un blocco per tutta la rete autorizzata. Chi si autoesclude da una piattaforma si autoesclude da tutte, e questo è esattamente il punto.
Le condizioni di AdmiralBet, fra le più dettagliate lette, prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due cose convivono perché i termini degli operatori precedono l’aggiornamento e vengono adeguati; per il giocatore la durata breve è quella che conta, e le forme parziali di esclusione — per categoria di prodotto, come chiede la lett. e) dell’art. 15 — diventano disponibili con il nuovo regime.
AdmiralBet non è l’unico a pubblicare questi strumenti. bet365 indica fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’auto esclusione, e per i residenti in Italia rinvia al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una riga breve e vale la pena guardarla per quello che è: un canale di contatto indipendente dall’operatore, che è la sola cosa di quella lista a non passare dal rapporto commerciale.
Il buco nel meccanismo è tutto qui, e riguarda direttamente chi gioca fuori dai siti autorizzati. I siti senza concessione non sono collegati al RUA: un giocatore autoescluso che si registra su un sito non autorizzato non è protetto, perché nessun registro lo trattiene. La domanda «e se ci ricasco su un altro sito?» ha una risposta rassicurante solo finché si resta dentro la rete ADM.
Età, identità e i trenta giorni che bloccano il prelievo
L’età minima è 18 anni, e non è una convenzione fra gentiluomini: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e le procedure si sono allargate oltre il modulo con la copia del documento.
BetFlag, per esempio, rimanda per l’apertura del conto alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID e CIE fanno parte dei metodi di identificazione che alcuni operatori offrono, talvolta attraverso un provider SPID. Il dettaglio che morde, e che nessuno legge, sta nella scadenza: senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.
Vale la pena fermarsi un secondo su cosa significa, perché è il caso scolastico di come una condizione apparentemente burocratica diventi un problema di soldi. Un conto sospeso non si limita a impedirvi di giocare: impedisce di prelevare. Chi apre il conto, carica, gioca e vince, e poi lascia scadere il termine, non ha un problema di conformità — ha un saldo fermo e una procedura da completare per liberarlo.
Calendario, tornei e mercati: dove si gioca l’ante-post
La scommessa ante-post italiana non vive in un vuoto commerciale: vive dentro un palinsesto, e il palinsesto è una decisione regolata. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. E una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato.
Questo è il fatto che spiega tutto il resto della sezione, e conviene dirlo in modo diretto: il mercato che aprite sull’app non è l’insieme di tutti gli eventi che accadono nel mondo. È un sottoinsieme approvato evento per evento. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta — nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata entrino nel palinsesto, e con quanto anticipo, non è dato saperlo dall’esterno; il calendario delle competizioni è pubblico, il calendario delle aperture di mercato no.
Il calcio, dalla Serie A alla Serie C
Il calcio è il centro di gravità del prodotto, e lo si vede dalla geografia delle offerte. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
C’è una conseguenza pratica per l’ante-post, ed è di tipo temporale. Una scommessa piazzata in anticipo ha senso se il mercato si apre prima dell’evento; un’app che pubblicizza «tutti i campionati di calcio» vi dice dove troverete il prodotto, non quanto presto. La finestra lunga — quella che nell’uso comune si chiama ante-post — si concentra sui grandi eventi, che sono anche quelli con il calendario più annunciato: la Champions League, i campionati maggiori, i tornei internazionali.
Il peso della vetrina internazionale
Il partner commerciale più riconoscibile del gruppo è quello di bet365, che si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La formula «Official Global Betting Partner» è un accordo di sponsorizzazione, non un titolo regolatorio: nel mercato italiano resta valida solo la concessione, che per bet365 è la n. 16030 a Hillside (New Media Malta) Plc.
Vale comunque la pena osservare dove si sposta l’attenzione quando una competizione del genere apre i mercati mesi prima: sulla profondità del palinsesto, non sul nome del partner. Un bookmaker che sponsorizza la competizione non vi offre per questo una quota migliore su di essa. Offre la stessa quota meno il proprio margine, come tutti gli altri, e la differenza la fa quanto margine, non quanto logo.
Oltre i novanta minuti: la gamma che allarga la scelta
Se il calcio è il centro, la periferia è più ampia di quanto ci si aspetti. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni. È un catalogo che dice una cosa sui tempi: gli eventi non sportivi hanno date note con largo anticipo, ed è lì che una giocata in anticipo ha le finestre più lunghe.
Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Sono elenchi utili per un motivo poco glamour: più tipi di giocata significa più modi di costruire lo stesso pronostico, e più modi significa più occasioni di pagare margine su gambe che non servivano.
Ippica e virtuali: i due mondi che accorpiamo per sbaglio
L’ippica e i virtuali vengono spesso trattati come un’unica voce «altro», ed è un errore che vale un chiarimento normativo. Sono due cose diverse anche nel diritto.
Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a) — quindi dentro la concessione per le scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» sono invece un’altra cosa: l’art. 6, comma 1, lett. c), con la definizione dell’art. 2, lett. h), che comprende giocate di tipo totalizzatore come vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, e richiedono una concessione propria. Se un marchio proponga online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato saperlo; sono due permessi, e il secondo non è detto che ci sia.
I virtuali, dal canto loro, hanno persino una definizione legale. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato. Sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, ed è per questo che i siti portano una sezione «Virtuali». Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; i virtuali di Lottomatica comprendono calcio, corse di cavalli, trotto e galoppo, e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; nella sezione Virtual di Eurobet si scommette su partite di calcio simulate, Campionato, Big Match e Derby, corse di cavalli, Galoppo, corse di cani, Levrieri Reali, e Palline 2.0.
Il punto per chi guarda i costi: un evento virtuale si risolve in pochi minuti, ed è disponibile a ogni ora. Chi gioca per riempire un intervallo tra due partite paga, su quei minuti, lo stesso margine che pagherebbe su una partita vera. Il conteggio delle giocate sale, e con lui il costo complessivo.
Un mercato che il grande pubblico non conosce
C’è poi un’ultima famiglia di prodotti, autorizzata per legge e poco frequentata. Il betting exchange è previsto come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e), con la definizione dell’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima.
Betfair è descritto come il primo operatore di exchange in Italia, con la concessione n. 16028. Le sue condizioni riportate prevedono regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è dato saperlo. È il mercato su cui il margine del bookmaker classico non esiste nella forma consueta — pagate invece una commissione sulla vincita netta — e resta il modo più economico, in teoria, di prendere una posizione lunga mesi prima.
Il calcio virtuale, l’ippica simulata e le partite di palline non sono scommesse sportive nel senso comune del termine, ma stanno nella stessa sezione del palinsesto. Per un lettore che vuole un’antepost lunga su un torneo, la differenza è irrilevante. Per chi guarda i costi, sono il posto dove il margine gira più veloce.
Ante-post: cosa succede davvero alla vostra giocata
La parola «ante-post» non compare in nessuna delle norme citate in questa pagina. È un termine d’uso, e l’uso è questo: si indica così la scommessa piazzata molto prima che l’evento si giochi, su un mercato che resta aperto per settimane o per mesi. Il significato è chiaro a chiunque abbia giocato almeno una volta. Il regolamento, invece, è la parte che nessuno legge e che decide l’esito.
Il «regolamento scommesse antepost» è, nella sostanza, il regolamento dell’operatore sui mercati a lungo termine. Le voci che pesano sono poche e ricorrenti: cosa succede se l’evento viene rinviato, se si gioca a porte chiuse, se l’atleta o la squadra cambia, se il torneo viene annullato, se la competizione si interrompe e viene ripresa mesi dopo. La domanda «scommesse antepost cosa succede» ha quindi una sola risposta possibile, e non sta qui. Sta nelle condizioni generali dell’operatore, alla voce sui mercati a lungo termine.
La sequenza: dalla quota vista mesi prima al saldo
Vale la pena ricostruire il percorso, perché ogni passo ha un costo che non si vede dal di fuori.
Si parte da una quota. Quella quota incorpora una stima dell’operatore — e una parte che non è una stima, il margine. Si sceglie l’importo della puntata. Si paga con uno dei metodi accettati, e su questo l’elenco degli operatori italiani è più tradizionale di quanto il resto d’Europa suggerisca: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria, per esempio SisalPay e Mooney; l’elenco proprio di ogni operatore sta nelle sue condizioni. La puntata entra nella schedina, e da quel momento la quota è congelata: se il mercato si muove nella vostra direzione dopo, non guadagnate nulla di più.
Poi c’è la fase più lunga, che è quella in cui il denaro sta fermo. La puntata è uscita dal conto, il mercato è ancora aperto e il capitale è immobilizzato per settimane o mesi. Questo è un costo economico reale, anche se non compare in nessuna tabella: nessuno paga interessi su una giocata ante-post in attesa di esito. Chi gioca grosse somme in anticipo rinuncia per tutto quel tempo all’uso della liquidità.
Alla fine arriva l’evento, e con esso il regolamento. Se il mercato viene dichiarato nullo, la puntata torna; se la giocata si chiude su un risultato, il saldo si muove; se il biglietto è stato giocato in un punto vendita, le app fanno da ponte — con l’app SNAI si verifica un biglietto giocato in un punto vendita inquadrando il QR Code stampato sul ticket, con il Bet Scanner dell’app Lottomatica si conosce l’esito dei biglietti giocati in negozio — e con l’app Sisal si può scansionare una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente.
Sul conto, la scelta di pagamento è più ampia di quanto molti immaginino. Il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; dall’app Eurobet si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad; con l’app Sisal si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino.
C’è anche un canale di ricarica che conviene conoscere per la sua funzione economica. I «punti vendita ricariche» sono previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — e questi possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. La conseguenza pratica è doppia: una ricarica dal tabaccaio non può portarvi fuori un centesimo, e chi paga in contanti ha un tetto settimanale che il conto non ha.
Il margine: dove finisce il vostro euro
Arriviamo alla parte che nessun operatore pubblicizza e che determina il costo di ogni singola giocata.
La quota è il prezzo al quale il concessionario accetta la scommessa, ma non è il prezzo equo dell’evento. Indicando con q₁, q₂ … qₙ le quote di tutti gli esiti di un mercato, il payout di quel mercato è 1 ÷ (1/q₁ + 1/q₂ + … + 1/qₙ): è la quota di ogni euro puntato su quel mercato che torna complessivamente ai giocatori. Il margine è 100 % meno il payout. Prendete un mercato a due esiti, del tipo over/under su un totale di reti, con entrambe le quote a 1,90. La somma dei reciproci è 1/1,90 + 1/1,90 = 1,0526, il payout è 1 ÷ 1,0526 = 0,95, e il margine è del 5 %. Resta nella fascia del 4-6 % circa, che è quella in cui si colloca il testa a testa di un mercato principale su un grande evento; su un mercato di nicchia, su un campionato minore o su una partita di palline in un pomeriggio di virtuali, la stessa matematica produce un payout più basso e un margine stabilmente più alto, e là dentro il 10 % si supera senza difficoltà.
Il numero da tenere a mente è il 5 %, e non è un dettaglio da appassionati di statistica: significa che su 100 € di puntate, in media, tornano 95 €. Una scommessa da 10 € a quota 1,90, se vince, restituisce 19 €, dei quali 9 € sono utile netto e 10 € la puntata rimborsata. Su cinquanta giocate da 10 € la quota resta la stessa, il risultato no. Il costo non dipende da quanto siete bravi: dipende da quante volte giocate.
Il regolamento: le condizioni che contano davvero
Torniamo al regolamento, perché è lì che sta il vero rischio di una giocata lunga, e il rischio non si chiama margine.
Tre voci vanno cercate prima di puntare, e non sono le stesse per tutti i mercati. La prima è il rinvio: che succede se l’evento slitta di una settimana, di un mese, di una stagione. La seconda è la composizione dell’evento: se cambia la sede, se si gioca a porte chiuse, se il formato muta, la giocata resta valida o torna indietro. La terza è la definizione dell’esito: a seconda del mercato, «vincente» può voler dire vincere la partita nei tempi regolamentari, passare il turno o alzare il trofeo, e sono tre cose diverse che la stessa quota non distingue.
Un consiglio operativo che vale più di qualunque confronto di quote: prima di piazzare un’ante-post su un torneo o su un campionato, aprite la voce del regolamento relativa ai mercati a lungo termine. Se non la trovate, scrivete all’assistenza e mettete la risposta per iscritto. Una giocata in anticipo è un contratto lungo, e conviene sapere con chi lo si firma.
Valutare un operatore: i criteri che uso
Con i criteri si scivola facilmente nella lista generica: sicurezza, quote alte, assistenza. Chiunque scriva quelle tre parole sta descrivendo tutti e nessuno. Vale la pena dire invece cosa guardo davvero, e in che ordine.
Parto dalla riga dell’Elenco. La concessione, il codice, la società concessionaria: senza questi tre dati il resto non conta, perché quello che leggete dopo vale solo se il sito è autorizzato in Italia. Poi guardo una cosa che un confronto tradizionale non menziona mai: la scadenza della concessione. I nove anni non sono rinnovabili e sono stati assegnati con la gara del settembre 2025, quindi ogni operatore di questa lista ha davanti la stessa finestra; la differenza, in prospettiva, la farà chi vive solo di scommesse e chi ha il casinò a pagare i conti.
Poi guardo il margine sul mercato che interessa me, e non quello del titolo promozionale. Un margine basso su un mercato di nicchia vale più di un margine standard su un 1X2 di cartello. Infine le condizioni scritte: limiti di deposito e finestra per alzarli, durata e revoca dell’autoesclusione, tempi di verifica del conto, metodi di prelievo. Sono tutte cose che l’operatore pubblica e che quasi nessuno legge. Le metto sopra qualsiasi considerazione sull’interfaccia, perché un’app gradevole non ha mai restituito un euro a nessuno.
Perché questa non è una classifica
La formula del confronto è semplice: dieci righe, la concessione, la società, ciò che le condizioni e le app pubblicano. Non è una graduatoria e non è una raccomandazione, e vale la pena spiegare perché la struttura stessa lo impedisce.
Una graduatoria seria richiederebbe un metro unico — margine medio, profondità del palinsesto, tempo medio di prelievo — e questi dati non sono pubblici per tutti allo stesso modo. Quello che è pubblico è disomogeneo: per alcuni marchi conosciamo l’elenco dei mercati, per altri una procedura di identificazione, per altri ancora i tempi dell’autoesclusione. Mettere in fila queste cose e chiamarla classifica produrrebbe una gerarchia costruita sulla simmetria delle informazioni disponibili, non sulla qualità dell’esperienza.
Quello che si può fare, e che questa pagina fa, è confrontare ciascun operatore con il proprio metro: cosa dichiara, a quali condizioni, e a chi conviene. Il lettore che vuole una classifica troverà decine di siti pronti a fornirgliela. Il lettore che vuole capire cosa sta accettando firma ha bisogno di quel tipo di lettura.
Per farlo su una base omogenea, il punto di partenza è la tabella qui sotto: per ciascun concessionario della lista, il numero di concessione, la società che lo detiene e quello che le sue condizioni pubblicano sul tema di questa pagina.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore su questo tema |
|---|---|---|
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | App con schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Schedine singole, multiple e sistemi raccolte nella pagina My Bets; depositi e prelievi dall’app |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e Cash Out |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco scelto in registrazione; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per l’Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Copertura di Serie A, Serie B, Champions League e Premier League, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
Un avvertimento sui dati della tabella, perché è il tipo di avvertenza che serve. Le cifre di NetWin valgono per NetWin e per nessun altro: il deposito minimo di 20 € è una condizione di quell’offerta, così come il tetto di 50 €. Il fatto che dieci righe stiano una sotto l’altra non le rende confrontabili: la colonna di destra raccoglie quello che ciascun operatore pubblica, non una misura comune. Dove una casella è scarna, è scarna l’informazione pubblica su quel punto.
Una nota di colore che è anche un dato economico: due marchi diversi, Goldbet e Lottomatica, fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy. Sul mercato delle concessioni questo non è un dettaglio di curiosità: sono due siti distinti che rispondono alla stessa struttura, ciascuno con una propria concessione.
I dieci concessionari, uno per uno
Da qui in avanti la lista segue l’ordine con cui gli operatori si presentano. Per ciascuno: cosa pubblica, a chi serve, e cosa costa. I numeri di concessione sono quelli dell’Elenco letto il 25 ottobre 2026.
Goldbet: due marchi, una sola società dietro le quinte
La concessione di Goldbet è la n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società che compare sulla riga di Lottomatica. È il primo dato da tenere in mente: chi confronta i due marchi come se fossero due strutture indipendenti sta confrontando due insegne dello stesso gruppo.
Sul piano dell’offerta, l’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Una gamma completa, quindi, e una tipologia di giocate che copre tutte le forme classiche — dalla singola alla multipla al sistema, la struttura che distribuisce la puntata su più combinazioni degli stessi pronostici.
La notizia vera, per chi ragiona in termini di costi, è societaria. Chi ha già un conto su Goldbet e apre un conto su Lottomatica non diversifica nulla dal punto di vista dell’autorizzazione: la concessione è per sito, ma il titolare è lo stesso. Un dettaglio del genere, in una tabella ordinata per marchio, sparisce; in una lettura per gruppi, si vede subito.
Eurobet: identificazione digitale e una procedura in meno
La riga di Eurobet è la n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Attenzione al cognome della società: la stessa Eurobet Italia compare su più siti, e questo è il caso più chiaro di quanto la concessione sia legata al sito e non al marchio.
Sul prodotto, l’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets; dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. La pagina Virtual completa il quadro con partite di calcio simulate — Campionato, Big Match, Derby — corse di cavalli, corse di cani e Palline 2.0.
Il profilo che emerge è quello di un operatore che ha investito nella parte amministrativa più che in quella spettacolare. La sezione Virtual non è un marchio di distinzione, è un’appendice. È la gestione del conto dall’app, con depositi e prelievi fatti senza passare dal desktop, a essere il pezzo che cambia l’esperienza quotidiana.
SNAI: la profondità del mercato diventa un costo
Concessione n. 16032, Snaitech Spa. È il marchio con l’offerta più articolata fra quelle lette, e vale la pena elencarla per intero: scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Si aggiungono oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.
C’è un rovescio della medaglia che vale la pena mettere in chiaro, ed è di tipo matematico. Il Cash Out è uno strumento elegante: chiude la posizione prima della fine dell’evento, e in un’ante-post lunga sembra la cosa più rassicurante del mondo. Ma una posizione chiusa in anticipo è una posizione pagata due volte: al margine della quota di apertura si aggiunge quello incorporato nella proposta di chiusura, che l’operatore fissa da solo. Chi usa il Cash Out sistematicamente paga il margine due volte per ogni giocata.
Il secondo elemento è il palinsesto combinato. My Combo costruisce una quota unica a partire da più pronostici sulla stessa partita: comoda, e più cara. Ogni gamba aggiunta porta con sé il proprio margine, e il prodotto delle quote incorpora la somma dei costi. Una combo di quattro selezioni sembra una giocata sola, e in realtà è quattro giocate che pagano quattro volte.
Sisal: eventi a volontà, e una ricarica che non si preleva
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’integrazione con la rete fisica è dichiarata: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. L’app permette inoltre di accedere al conto con Touch ID, e accanto alle scommesse sportive convivono ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster.
Sul bonus di benvenuto, le condizioni pubblicate sono esplicite sui passaggi: bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Tre passaggi, nessuno dei quali aggirabile.
La voce più interessante, però, è quella sulla rete vendita. La ricarica in negozio è comoda, ed è anche il posto dove la copertura normativa è più stretta: le ricariche effettuate dal tabaccaio non possono erogare vincite né saldo, e in contanti hanno un tetto settimanale. Chi sceglie il negozio per comodità dovrebbe sapere che il canale più immediato è anche quello con il corridoio più stretto.
NetWin: prezzo e condizioni dell’unica offerta quantificata
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. È l’unico marchio di questa lista per cui le condizioni pubblicate quantificano il bonus al centesimo, e vale la pena riportarle come stanno.
L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo SPORT-50 inserito al primo versamento. Il bonus è reale, cioè accreditato come saldo, e questa è una differenza che conta: un bonus reale è spendibile come denaro, un bonus giocabile no.
Vale la pena leggere le tre condizioni in fila, perché insieme disegnano il costo reale dell’operazione. Il conto deve essere verificato, quindi l’identificazione va chiusa prima; il deposito minimo è di 20 €, quindi sotto quella soglia l’offerta non esiste; il codice promo va inserito al primo versamento, e l’occasione è unica. Il tetto di 50 € dice anche qualcosa sul profilo dell’offerta: è un bonus pensato per chi comincia con poco, non per chi cerca un pacchetto grosso.
Betsson: mille mercati, un vantaggio difficile da misurare
Concessione n. 16027, Azzurri Limited. La stessa società compare sulla riga di Starcasino, dettaglio utile per collocare il marchio nel mercato italiano: non è una struttura nata intorno al calcio.
L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È un elenco onesto e standard: contiene tutto quello che serve, senza promettere nulla di esotico. Il «migliaia di eventi» è una dichiarazione di volume, e su un’ante-post lunga il volume conta fino a un certo punto — quello che conta è la finestra con cui l’operatore apre i mercati, e quel dato non è quantificato.
Il punto di equilibrio del marchio sta nel fatto di avere due anime sotto la stessa concessione: chi arriva per il casinò non trova in questo elenco una ragione per cambiare, e chi cerca numeri di mercato standard li trova. Il 1X2 e il Goal/NoGoal sono i mercati su cui l’operatore costruisce il margine più basso, ed è lì che conviene giocare, non nelle combo.
AdmiralBet: la regola dei sette giorni, che nessuno legge in registrazione
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Il marchio si distingue, fra le righe lette, per la quantità di condizioni pubblicate — il che non lo rende il migliore, lo rende il più trasparente su un tema su cui gli altri scrivono meno.
In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte dell’autoesclusione, le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Messi insieme, i due elementi fanno un profilo preciso. Il limite di ricarica è la condizione più scomoda che un operatore possa mettere in registrazione, perché la scegliete nel momento in cui sapete meno di voi stessi; ed è anche, dati gli altri operatori, la più concreta. L’autoesclusione con revoca a nove mesi, dal canto suo, dice che il marchio ha una versione breve e una lunga dello stesso strumento, il che è più di quanto molti concorrenti pubblichino.
Betfair: il posto dove il margine vive in un’altra forma
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., e un ruolo che conviene precisare: Betfair è descritto come il primo operatore di exchange in Italia. Non è un dettaglio di storia, è un dettaglio di prodotto.
L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Le regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, riportate dalla documentazione dell’operatore, comprendono una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava alcunché, con il prelievo a carico del concessionario.
Il punto economico è che l’exchange cambia la natura del costo. In un mercato tradizionale pagate il margine su ogni euro puntato, vincente o perdente che sia, e lo pagate sempre. In un exchange la piattaforma mette in contatto puntatore e banco, e il costo tipico è una commissione sulla vincita netta: si paga solo quando si vince. Su una singola giocata vincente questo è un vantaggio; su un volume alto di giocate, la struttura cambia il conto finale. Le regole di commissione praticate oggi dai marchi che gestiscono un exchange non sono quantificate in modo uniforme, ed è una cosa da verificare nel conto prima di puntare, non dopo.
bet365: sponsor della competizione, non sconto sulla quota
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc — una società maltese, il che mostra come la concessione italiana conviva con una struttura societaria europea. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La lista degli sport è ampia e la parte ippica non è un riempitivo, dato che le corse dei cavalli stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a) insieme alle scommesse sportive. bet365 è anche il primo partner indicato per la Setka Cup, l’evento autorizzato da ADM nel settembre 2026.
Sugli strumenti di tutela il marchio pubblica una lista leggibile: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La presenza di un canale nazionale indipendente è il dettaglio che distingue una pagina divulgativa da una pagina di vendita.
Lottomatica: streaming, retail e una scelta di concessione
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Come Goldbet, e vale la pena ripeterlo perché è il dato che una tabella per marchi nasconde: due siti, una società.
L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. I virtuali comprendono calcio, corse di cavalli — trotto e galoppo — e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Sul conto, il marchio pubblica una nota che pochi fanno: accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password, senza sistemi biometrici. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita, e per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco sono previsti bonus, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce e promozioni settimanali.
Il costo nascosto del live è il più facile da raccontare e il più difficile da accettare: una giocata piazzata mentre l’azione scorre, guardando lo streaming, è una giocata presa con il margine più alto del listino e con la quota in movimento, il che significa prendere il prezzo nel momento peggiore della sua traiettoria. Lo streaming gratuito non costa nulla, ma il conto lo paga la quota.
Quanto costa un bonus di benvenuto: due conti
Un bonus di benvenuto è denaro condizionato. Le condizioni che lo vincolano — requisiti di puntata, rigioco, quota minima, tempo — non sono clausole di stile, e su questo margine di manovra la legge italiana non mette paletti: non esiste un tetto di legge né all’importo né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore.
Vale la pena guardare da vicino l’unica offerta di questa lista che è quantificata al centesimo. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo SPORT-50 inserito al primo versamento. Il lettore che deposita il minimo di 20 € riceve 20 € di bonus; chi deposita 50 € riceve 50 €, perché il tetto è lì. Su 20 € di bonus, e assumendo per semplicità che sia il solo importo del bonus a dover essere rigiocato, il conto diventa lineare: con una puntata da 10 € servono 2 giocate per completare il rigioco, con una puntata da 5 € ne servono 4. La quota minima che conta è quella del mercato su cui giocate, ed è il numero che decide se le vostre giocate rientrano nei requisiti: una giocata sotto la quota minima non conta per il rigioco, e quindi il numero di giocate necessarie sale, non scende.
Cosa resta in mano
Qui la matematica aiuta più di qualunque avvertimento. Un bonus di 20 € rigiocato una volta su un mercato a margine del 5 % lascia in media 19 € di valore atteso; se il rigioco richiesto è cinque volte l’importo del bonus, il margine si mangia un quarto del valore iniziale. È una stima, la media su molte situazioni: quanto restituirà quel bonus a voi dipende dal risultato delle partite, non dal bonus.
Per l’offerta NetWin i requisiti di puntata non sono quantificati nelle condizioni lette. Ciò che è quantificato è tutto il resto, e il resto basta a fare il conto: chi deposita il minimo mette in gioco 20 € per un bonus della stessa cifra, e questa è la cifra che determina se l’offerta vale la pena.
Vale la pena dire una cosa più generale, che vale per tutti i bonus e non solo per questo. Il valore di un bonus è il risultato di tre fattori: l’importo, il rigioco richiesto e la quota minima ammessa. Un’offerta da 100 € con rigioco dieci volte e quota minima alta può valere meno di un’offerta da 20 € con rigioco una volta e nessuna quota minima. Il titolo di un’offerta dice l’importo, e l’importo è il fattore meno importante dei tre.
Quando l’operatore non ha la concessione
Il perimetro cambia completamente, e vale la pena dirlo senza giri di parole, perché è il punto in cui una scelta di sito diventa una questione giuridica.
Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali, legati ai concessionari, e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso: entrambi pubblici, sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
L’efficacia del blocco è la parte che i lettori conoscono meglio di quanto credano. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono da decine a centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati». Chi pensa che un sito bloccato sia un sito scomparso sbaglia: è un sito che ha cambiato indirizzo, e che resta raggiungibile da chi lo cerca con un po’ di insistenza.
Perché il conto finale è del giocatore
C’è un elemento che sorprende chi non ha mai letto la norma, e riguarda la posizione del giocatore, non solo dell’operatore. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la riporta ADM il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero» e aggiunge: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Sull’ammenda, l’importo in euro non è quantificato nella fonte, e non risulta un procedimento penale contro un giocatore. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Questa è la regola sul lato del giocatore come ADM stesso la enuncia. Non è un avvertimento di marketing: è la descrizione di una posizione che nel diritto italiano esiste.
Il punto più concreto, però, è economico e sta nella combinazione di due cose. Un sito senza concessione non è collegato al RUA e non è tenuto agli strumenti di autolimitazione previsti dall’art. 15, comma 1: nessun limite di deposito obbligatorio, nessun canale di contatto con orari fissati, nessuna autoesclusione che funzioni davvero. Non ha supervisione ADM e non offre un foro italiano per una controversia. E non è detto che paghi: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione — la cui entrata in vigore non è confermata.
I siti che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze estere, che in Italia non hanno alcuno standing; la zona offshore va descritta per quello che è, un’area non protetta, dove non si applicano né il RUA, né i limiti dell’art. 15, né la giurisdizione italiana.
Le vincite, e perché il fisco cambia con il sito
C’è un ultimo costo, o meglio un ultimo risparmio, che dipende dalla concessione dell’operatore.
Sul gioco autorizzato l’imposta la paga il concessionario, non il giocatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è del 20,5 % se la raccolta è effettuata sulla rete fisica e del 24,5 % se è effettuata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite corrisposte, come riporta la stampa di settore; le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % del raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato saperlo.
Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026. La fonte è la stampa, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: l’affermazione va letta come tale, e per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
La situazione è diversa per le vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. Nella lettura pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è quantificata, e la posizione va riassunta così — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Il conto, in sintesi, è questo: la concessione vi dà un regime fiscale in cui non dovete fare nulla, la mancanza di concessione lascia aperta una dichiarazione che nessuno vi ricorderà di fare.
Domande frequenti sulle ante-post
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, si cerca il marchio e si legge il codice e la società della sua riga. Poi si torna sul sito e si controlla che le condizioni generali indichino lo stesso numero di concessione e la stessa concessionaria.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e l’utile netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con una puntata da 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 €, di cui 9 € di utile. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma dei reciproci è 1,0526, quindi il payout è circa il 95 % e il margine intorno al 5 %. In generale l’eccesso sopra 1 nella somma dei reciproci di tutti gli esiti è il margine di quel mercato.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, oltre ai limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni, come mostrano le condizioni di AdmiralBet.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sul gioco autorizzato l’imposta unica la paga il concessionario, e le vincite non sono tassate in capo al giocatore né dichiarate, secondo quanto riporta la stampa di settore. Per una posizione personale conviene consultare un commercialista, perché la materia dipende dalla singola situazione.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna protezione del RUA, nessun limite obbligatorio, nessun foro italiano e nessuna supervisione ADM. ADM richiama la legge 401/1989, art. 4, secondo cui anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Creato dalla redazione di «Campionatoinglese».
