Scommesse sportive sicuri 2026: 52 concessioni, e nessuna è un marchio
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Un bookmaker che accetta scommesse in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, e quella concessione è legata a un sito, non a un marchio. È la prima cosa che sfugge a chi cerca «scommesse sportive sicure»: si confrontano loghi, si confrontano bonus, e nessuno guarda la riga che conta, cioè il numero di concessione che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Admiralbet, per dirne uno, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Quella riga, letta sul sito, vale più di mezza pagina di recensioni.
Il resto di questa guida sta in un’idea sola: la sicurezza ha un prezzo, e il prezzo si paga in condizioni. Un limite di deposito che sceglie il giocatore, un’autorizzazione che copre un sito e non un gruppo, un prelievo che passa da un conto identificato, una tassa che trattiene il concessionario al posto del giocatore: ogni elemento che rende un’offerta legale toglie qualcosa alla libertà di chi scommette e aggiunge qualcosa alla sua tutela. Fuori da quel perimetro non si paga nulla di tutto questo, e infatti non si riceve nulla di tutto questo. Le pagine che promettono «vincite sicure» vendono l’opposto: la certezza non esiste in nessuna scommessa, esiste solo la certezza delle regole con cui viene presa.
- La normativa che decide chi può accettare una scommessa in Italia
- Normativa e vigilanza: come si smonta un marchio in tre minuti
- Prevenzione e tutela: il limite di deposito è una scelta, non una concessione
- Valutazione e classifica: dieci operatori con concessione a confronto
- Fondamenti: cosa cambia tra una scommessa, un mercato e un palinsesto
- Gli operatori con concessione ADM, uno per uno
- Le imposte sulle scommesse: chi le paga e chi le dichiara
- Domande frequenti
- Il conto finale: cosa resta al giocatore e cosa resta al sistema
La normativa che decide chi può accettare una scommessa in Italia
Il quadro è cambiato nel 2024 e conviene partire da lì, perché quasi tutto quello che si legge in giro sul mercato regolato italiano risale a un’epoca precedente. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto le regole del gioco a distanza: chi vuole offrire scommesse con vincite in denaro in Italia deve avere una concessione dell’ADM, e le concessioni non si comprano a sportello. Si assegnano con gara pubblica.
L’art. 6, comma 1 del decreto elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: alle lettere a) e b) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange. L’art. 6, comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. L’art. 6, comma 5 mette tra i requisiti del bando un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara stessa, mentre gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 tengono fermi per tutta la durata della concessione le condizioni del rapporto e il regime fiscale. Tradotto: un operatore con concessione italiana non può cambiare le regole a metà partita, né alzare le trattenute quando vuole. È un vincolo che gli costa, e glielo è costato anche all’ingresso: la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.
Quel numero, 52, è la misura reale del mercato legale italiano. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con i codici da 16000 a 16051, e ognuna è legata a un sito .it. Il punto che quasi nessuno mette in evidenza è questo: la concessione è per sito, non per società. Una stessa impresa può tenerne diverse, e un nome sull’elenco non dice da solo che quel sito offra scommesse sportive, perché la lista non ha una colonna per i giochi e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casino, all’exchange e al bingo. Che un sito prenda scommesse lo mostra il suo palinsesto, non l’elenco.
La stessa fonte pubblica anche l’altra metà della fotografia: l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due liste, quindi, e non una: l’elenco dei titolari e l’elenco di chi è stato oscurato. Per il lettore questo significa che la verifica non richiede fiducia in nessuno, richiede due ricerche.
Normativa e vigilanza: come si smonta un marchio in tre minuti
La verifica comincia dal sito su cui si sta per giocare, e non dalla pubblicità che lo ha portato lì. La domanda giusta non è se il marchio è famoso, ma se quel preciso dominio sta nell’elenco di ADM. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: numero di concessione, denominazione della società concessionaria, e l’indirizzo del sito che quella concessione copre. È una dichiarazione che l’operatore fa per obbligo, ed è verificabile riga per riga perché il numero compare nell’elenco pubblico. Chi non la fa, o la fa in modo da non far capire quale sito copre, ha già risposto alla domanda.
Il secondo passaggio riguarda il dominio. Il gioco a distanza autorizzato in Italia passa da siti .it intestati ai concessionari: Planetwin365, Eurobet, BetFlag, NetWin, William Hill, StarCasinò, Goldbet, Betsson, SNAI e Lottomatica, per restare alle dieci insegne esaminate qui, hanno tutte il proprio sito .it con un codice di concessione distinto, da 16007 a 16044 nella lettura del 25 ottobre 2026. La concessione è per sito, ed è questo che rende il dominio un’informazione e non un dettaglio tecnico: un marchio noto che accetta giocatori italiani da un dominio estero sta operando fuori dal perimetro, indipendentemente da quanta pubblicità abbia comprato. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026.
Concessione, società concessionaria e marchio: tre cose diverse
La confusione più costosa nasce qui. Il concessionario spesso non porta il nome del marchio: Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited, Bwin a Eurobet Italia. Il marchio è un’insegna commerciale, il concessionario è la società che risponde ad ADM, e il sito è l’unità su cui la concessione è rilasciata. Chi apre un conto su un .it regolato ha come controparte la società indicata nei termini, non il logo che ha visto in televisione, e in caso di contestazione è quella la controparte con cui discute. Non è una formalità: è la ragione per cui conviene leggere la riga del concessionario prima di versare, e non dopo.
C’è poi il tema dei requisiti di ingresso, perché la concessione non è una licenza che si concede a chiunque abbia un ufficio. L’art. 6, comma 5 richiede una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nel bando. Sono condizioni pensate per rendere l’operatore rintracciabile e solvibile; per il giocatore significano che dietro un sito .it c’è quasi sempre un gruppo strutturato, con una sede che esiste e un’autorità che la vigila. La sicurezza, qui, non è una promessa: è una conseguenza del fatto che qualcuno ha dovuto prima pagare 7 milioni e poi rispettare le condizioni del bando.
Perché la lista di ADM ha un limite che va detto
L’elenco dei concessionari autorizzati è il test più solido che esista, e non è un test completo. La lista non dice quali giochi un certo sito offra. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive e non esercitarlo, o esercitarlo su un dominio diverso da quello che il giocatore ha davanti. Non esiste una colonna «calcio sì, calcio no»: la verifica dei giochi si fa sul palinsesto, cioè sul programma di eventi e tipi di scommessa che il concessionario prepara e che ADM approva. L’art. 2, lett. s) del decreto definisce esattamente così il palinsesto, e aggiunge un vincolo che vale la pena conoscere: una scommessa si può prendere solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, come mostra il caso di settembre 2026 in cui ha autorizzato la Setka Cup. Nessun elenco pubblico riporta però quali sport e quali tipi di scommessa stiano dentro il palinsesto di un singolo operatore: quella parte si legge sul sito dell’operatore, nella sezione del programma di gioco.
Un secondo limite riguarda la pubblicità. Il Decreto Dignità, all’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, comprese le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa e internet. ADM lo ha ricordato il 28 febbraio 2024, aggiungendo che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato e che le misure possono colpire anche i mezzi che ospitano la pubblicità. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il quadro, però, si muove: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, il TAR Lazio con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali sono pendenti davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è noto e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge un annuncio di scommesse con l’aria di essere appena diventato legale sta leggendo, con ogni probabilità, una proposta e non una norma.
Prevenzione e tutela: il limite di deposito è una scelta, non una concessione
Qui il tema smette di essere giuridico e diventa pratico, perché gli strumenti di tutela non sono decorazioni nei termini: sono i vincoli che determinano quanto si può perdere, e quanto tempo ci vuole per rimediare a una decisione presa male. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila quello che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il punto operativo sta nella scelta del limite di deposito, che si fa in registrazione e su base settimanale o mensile. Admiralbet mostra bene la meccanica: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e precisa che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato vale dopo 7 giorni. Sette giorni sono la parte che conta. La riduzione è una decisione che si prende sul momento e produce effetti sul momento; l’aumento è una decisione che viene fatta raffreddare. Chi si trova davanti a una serata storta e vuole alzare il tetto per recuperare scopre che il meccanismo non glielo consente in tempo reale, ed è esattamente il suo scopo.
Fondamenti dei limiti di gioco: cosa si sceglie e cosa resta fuori
Un tetto di 100 € a settimana scelto in registrazione non è una restrizione imposta da ADM: è una cifra che il giocatore ha indicato di persona. La differenza è sostanziale, perché un limite autoimposto si può cambiare, mentre la cifra che ADM fissa nel bando di gara come limite di deposito obbligatorio per i concessionari non è qui nota; quello che si sa è che l’impegno a rispettarla è uno dei requisiti di partecipazione alla gara. Trattare i due piani come se fossero lo stesso piano porta a conclusioni sbagliate, tipo immaginare che il limite settimanale visto in registrazione sia un massimale di legge.

Un tetto agli importi giocati esiste, ma è di altra natura. Il decreto non prevede un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive, e nemmeno il regolamento sui bonus ne stabilisce uno. Esiste invece un tetto all’uso del bonus: sulle scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, come precisato da William Hill, che aggiunge come i bonus non siano subito prelevabili ma vadano giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Quello non è un limite alla puntata in denaro: è un limite a quanto credito promozionale entra in una giocata. La differenza spiega perché un giocatore può mettere 200 € di saldo reale su una singola e non 200 € di bonus.
Gli strumenti poi si assomigliano tra operatori, ma non sono identici, e i dettagli sono quelli che il giocatore incontra nel momento peggiore. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde non è una formalità di facciata: è l’unico canale che risponde anche a chi ha già un problema e non vuole lasciare tracce nel proprio conto di gioco.
Autoesclusione e RUA: l’interruttore che spegne tutte le piattaforme
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è l’unico strumento del sistema che ha effetto oltre il singolo operatore. L’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA blocca tutti gli operatori con concessione ADM, e durante quel periodo non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. È un dettaglio che vale la pena leggere due volte: il blocco non congela il denaro, consente di ritirarlo. Un giocatore che si autoesclude non resta con il saldo sequestrato in un conto che non può più usare.
Le forme sono più flessibili di quanto si immagini. L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale, cioè rivolta a tutti i concessionari con blocco di nuovi conti, oppure riferita a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Chi vuole solo smettere di giocare alle slot ma continuare a seguire il calcio ha una strada prevista dalla norma: l’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto.
Sulla durata la regola è cambiata di recente, e i termini contrattuali di alcuni operatori non sono ancora allineati. Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. ADM conferma la finestra lunga: l’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi, e quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza.
Quel «non può essere revocata prima della scadenza» è il cuore del meccanismo e la ragione per cui è meglio pensarci prima. La scelta è irreversibile nella finestra che il giocatore stesso ha fissato: chi sceglie 270 giorni lo fa sapendo che per 270 giorni non potrà depositare su nessun concessionario ADM, e chi sceglie la forma indeterminata si mette in attesa di almeno nove mesi. Per un giocatore che vuole solo una pausa breve, il minimo di 7 giorni è la misura più ragionevole; per chi ha perso il controllo della spesa, la forma indeterminata è quella che regge. Non è un giudizio morale, è una questione di quanto a lungo dura una decisione presa in un momento in cui si decide male.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e resta il canale da usare quando il problema non è ancora una decisione presa ma una preoccupazione da chiarire.
Cosa si perde, davvero, fuori dal circuito autorizzato
Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Questa singola frase contiene il costo più alto dell’intero articolo: un giocatore che si autoesclude e poi apre un conto su un operatore non autorizzato non solo non è protetto, ma vede vanificata la protezione che aveva chiesto. Il registro non estende il blocco a chi non partecipa al sistema.
Il secondo costo è quello della repressione, e ha due lati. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che il blocco passi dai fornitori di accesso a internet e dai prestatori di servizi di pagamento, con sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione a chi non rispetta un ordine di ADM; ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello DNS e qualche operatore di rete è più lento di altri, un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati secondo la stampa di settore, e le copie dei siti bloccati ricompaiono nel giro di ore. Nessuno deve immaginare un muro invalicabile: deve immaginare una porta che si sposta, e un giocatore che ogni volta deve cercarla altrove.
Il terzo costo riguarda il giocatore stesso, e qui la fonte è ADM. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’Agenzia la cita nel comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, e vale la pena dirlo con chiarezza: la norma c’è, l’applicazione su un giocatore è un altro capitolo. Ma chi sostiene che giocare su un sito estero sia privo di conseguenze giuridiche sta citando il mercato, non la legge.
Fondamenti del conto di gioco: l’identificazione prima del deposito
Il conto di gioco richiede un’identificazione piena, e questo è il punto in cui il percorso regolato diventa più lento di quello offshore e insieme più solido. Admiralbet apre il conto con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Un operatore più recente come Sisal Matchpoint consente l’accesso al conto gioco anche con Touch ID, e questo dice qualcosa sulla direzione: l’identificazione resta obbligatoria, ma il modo di farla si sta spostando verso strumenti che il giocatore ha già nello smartphone.
Chi non usa SPID deve sapere come funziona la scadenza. Il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Non è una regola punitiva, è la conseguenza logica di un sistema che ammette il conto di gioco solo con l’identità verificata: un conto a metà del percorso è un conto che non può movimentare denaro verso l’esterno. Se il giocatore non ha intenzione di usare SPID, conviene preparare il documento prima di iniziare la registrazione invece di cercarlo dopo il primo deposito, perché il blocco dei prelievi arriva quando il denaro è già dentro.
Sui pagamenti il sistema ha una sua architettura, e vale la pena capirla perché tocca le abitudini di chi versa contante. I punti vendita ricariche, previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024, fanno capo a un registro tenuto da ADM che comprende tabaccai e ricevitorie; un punto vendita accredita sull’account online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti per un massimo di 100 € a settimana complessivi. Non può pagare vincite né erogare prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Il contante, quindi, entra e non esce: chi vuole prelevare deve passare dallo strumento registrato sul conto. È un limite reale per chi ragiona in contanti e non vuole legare il gioco a una carta, e va conosciuto prima di scegliere, non dopo la prima vincita.
Le rotaie di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM comprendono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco del singolo operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute la posizione presso i concessionari ADM non è definita, e non è nota una norma che elenchi le rotaie approvate.
Valutazione e classifica: dieci operatori con concessione a confronto
La tabella che segue riporta dieci insegne con concessione ADM e sito .it, con il numero di concessione e la società concessionaria. È materiale di verifica, non una classifica delle offerte: i numeri di concessione sono l’unica riga della tabella che non ha bisogno di interpretazione, e il resto del giudizio arriva nelle schede che seguono, dove ogni operatore viene letto su quello che le sue stesse condizioni e le sue schede negli store dichiarano.
| Insegna | Concessione ADM | Società concessionaria | Cosa dichiarano i termini o la scheda dell’app sul gioco | Strumenti di tutela presenti nei termini |
|---|---|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007 | Pwo S.p.a. | Palinsesto sui principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), coppe europee e oltre 20 sport con risultati in diretta | — |
| Eurobet | n. 16012 | Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica | — |
| BetFlag | n. 16008 | Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni | Identificazione con SPID o CIE |
| NetWin | n. 16035 | Netwin Italia S.p.a. | Bonus Sport-50 pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € per i nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € | — |
| William Hill | n. 16044 | William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € ai registrati con SPID; 5 € di bonus di verifica con registrazione manuale dopo invio documenti entro 96 ore | Concessione dichiarata nei termini |
| StarCasinò | n. 16026 | Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò | — |
| Goldbet | n. 16009 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Gioco su schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport | — |
| Betsson | n. 16027 | Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo | — |
| SNAI | n. 16032 | Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out | Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| Lottomatica | n. 16010 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming | Streaming per seguire la partita in diretta |
La prima cosa che la tabella mostra è che i numeri di concessione non seguono l’ordine alfabetico né quello di notorietà, e non potrebbe essere altrimenti: sono assegnati per gara, e la gara li ha distribuiti tra 46 società. La seconda è che due righe fanno capo alla stessa persona giuridica, Goldbet Better Organization Italy, che compare sia per Goldbet sia per Lottomatica, e due righe fanno capo ad Azzurri Limited, che compare per StarCasinò e per Betsson. Chi sceglie tra questi marchi sceglie tra siti diversi di concessionari diversi solo in parte: la concessione è per sito, quindi la tutela resta piena su ciascuno, ma la controparte contrattuale è meno varia di quanto i loghi suggeriscano.
La colonna sugli strumenti di tutela è la più vuota, e la ragione merita una spiegazione onesta: gli strumenti di gioco responsabile di un operatore vivono nelle sue pagine interne e nelle schede degli store, e non tutte le schede li elencano. Il limite di deposito in registrazione è invece un obbligo di sistema che riguarda ogni concessionario, perché deriva dai protocolli approvati da ADM e dalle condizioni di gara, ed è quello che il lettore troverà comunque sul sito che sceglie, anche quando la tabella non lo riporta per nome.
I criteri con cui questi dieci sono stati letti
I criteri sono quattro e vale la pena dichiararli, perché sono gli stessi che un lettore può applicare da solo. Primo: la concessione esiste, è dichiarata e il sito che il giocatore sta guardando è quello che copre. Secondo: il palinsesto regge, cioè la scheda dell’operatore dichiara una copertura ampia su calcio e altri sport, e dichiara anche i tipi di scommessa disponibili. Terzo: il percorso di apertura del conto è chiarito, con SPID o con documento, e le scadenze di validazione sono indicate. Quarto: quello che l’operatore dice di dare in più — un Cash Out, uno streaming, un bonus di benvenuto — è tradotto in quello che costa al giocatore, non ripetuto come lo scrive l’operatore.
Nessuno di questi criteri riguarda la probabilità di vincere, e non è una omissione: nessun operatore regolato offre un vantaggio sulla probabilità, e chi lo promette sta vendendo un’altra cosa. Il margine del bookmaker è incorporato in ogni quota, e resta l’unico dato che il giocatore può misurare prima di puntare.
Quanto costa davvero una puntata: il margine dentro la quota
Prima di passare agli operatori conviene fissare la misura, perché è quella che rende confrontabili le quote. Un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 non è un mercato equo, e non lo è mai, per costruzione. Prendiamo il caso illustrativo di una quota 1,90 su ciascuno dei due esiti dello stesso mercato, con 100 € di giro settimanale che il giocatore ha scelto come proprio limite di deposito al momento della registrazione. La somma degli inversi delle quote dà 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,053: il mercato restituisce ai giocatori circa il 95 % di quanto raccoglie, e il bookmaker trattiene la differenza, attorno al 5 %, su ogni unità puntata. Sui 100 € di giro immessi in un mercato con quel margine, il costo medio atteso è di circa 5 € a settimana, e vale la pena dire con precisione che cosa significa: è il costo medio di far girare quella somma su quel tipo di mercato, non una previsione sulla singola settimana, ed è una stima, non un risultato garantito. Su cinquanta settimane di giro costante allo stesso margine, la stima si colloca intorno ai 260 €; se il margine praticato fosse dell’ordine del 3 %, la stessa cifra scenderebbe a circa 3 € a settimana, e la banda che separa i due scenari è esattamente la differenza tra un operatore che comprime il proprio margine e uno che non lo fa. Il margine non è una tassa nascosta: è la ragione per cui una quota 1,90 non è 2,00, ed è l’unica voce di costo che il giocatore paga in ogni singola giocata, vincente o perdente che sia.
Fondamenti: cosa cambia tra una scommessa, un mercato e un palinsesto
Le parole che gli operatori usano non sono sinonimi, e usare quella sbagliata porta a leggere un’offerta per quello che non è. La singola è una giocata su un esito; la multipla mette insieme più esiti e moltiplica le quote, così come moltiplica il rischio; il sistema è un insieme di multiple costruite su una selezione più ampia, con un costo di ingresso più alto e una distribuzione dei risultati più articolata. Nessuna delle tre cambia la natura del problema, che resta il margine incorporato nella quota.
Sul lato dei mercati la varietà è più ricca di quanto un occhio non allenato percepisca. L’1X2 è il mercato base sul calcio, con tre esiti; Under/Over conta i goal rispetto a una soglia; Goal/NoGoal riguarda il fatto che entrambe le squadre segnino; il mercato dei marcatori chiede chi segna. Poi c’è il versante che molti non considerano un mercato e che invece lo è: il Cash Out, cioè la possibilità di chiudere una schedina prima della fine dell’evento, è un servizio con un prezzo, perché la cifra offerta riflette l’andamento del match e incorpora il margine dell’operatore. SNAI fra i dieci lo dichiara nella propria scheda, accanto ai mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori. Un lettore che usa il Cash Out come strumento di controllo del rischio dovrebbe sapere che quella comodità si paga, e che il prezzo non è lo stesso in tutti i momenti della partita: quando il risultato si muove a favore della propria giocata il valore offerto cresce, quando si muove contro si contrae, e in entrambi i casi l’operatore applica il proprio margine sulla cifra.
Il palinsesto, infine, è la cornice che contiene tutto il resto. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi, sportivi e non sportivi, e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM, e su un evento fuori da quel programma non si può prendere una scommessa. La conseguenza pratica è che la profondità di un palinsesto non è una scelta marketing: è un elenco approvato, e questo spiega perché due operatori con concessione possano avere coperture diverse pur rispondendo alle stesse regole. ADM autorizza gli eventi uno per uno, come nel caso della Setka Cup autorizzata a settembre 2026, e nessun elenco pubblico riporta quali sport stiano nel palinsesto di un singolo operatore: quella parte si verifica sul sito dell’operatore, sezione per sezione.
Sul versante dei giochi simulati la legge ha una sua definizione. L’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, di cavalli e altri, generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale registrato in precedenza, e le ammette all’interno di una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali» proprio per questo. Per il giocatore la differenza da tenere a mente è che l’esito di un evento simulato non dipende da nessuna partita che si sta giocando davvero nel mondo, e quindi nessuna conoscenza sportiva aiuta: è un prodotto con margine, e basta.
Sul versante dell’ippica la struttura legale è più complicata di quanto il nome suggerisca. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a) insieme alle scommesse sportive; i «giochi di ippica nazionale», definiti dall’art. 2, lett. h) come i totalizzatori del tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, richiedono invece una concessione propria ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. c). Che un determinato marchio prenda online il totalizzatore dell’ippica nazionale non è noto, e la distinzione conta perché un conto aperto per le corse dei cavalli non è automaticamente un conto per ogni prodotto dell’ippica.
Il betting exchange è un capitolo a sé, ed è la parte più interessante del quadro legale italiano. L’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) lo definisce come il gioco a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla in quanto l’imposta ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è noto, ma il modello è concettualmente diverso da quello del bookmaker, perché in un mercato tra pari il margine è la commissione dichiarata invece di un prezzo incorporato nella quota. Chi ha una cultura da exchange lo riconosce subito; chi non l’ha mai visto rischia di leggere una quota 1,85 uguale a tutte le altre senza accorgersi che sotto c’è un meccanismo diverso.
Gli operatori con concessione ADM, uno per uno
Planetwin365: il palinsesto largo, la scheda dell’app come unico argomento
Planetwin365 opera su Planetwin365 con concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. La sua scheda descrive un palinsesto che copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Ventidue tipologie di sport è un numero che dice una cosa precisa: l’operatore ha scelto la larghezza di catalogo come proprio terreno. È una strategia che conviene a chi cerca un mercato di nicchia — un campionato minore, uno sport che le altre insegne trattano di sfuggita — e che pesa poco su chi gioca sempre Serie A. Il punto di attenzione non è nella lista ma nella profondità: che un palinsesto includa venti sport non dice quanto scava su ciascuno, e la profondità reale si vede solo aprendo il singolo evento e contando i mercati disponibili. I risultati in diretta, presenti nella scheda, sono la parte che serve a chi segue la partita e decide in corsa: senza un aggiornamento credibile dei punteggi, il live diventa un esercizio alla cieca.
La copertura delle coppe europee insieme alla Serie C è l’elemento più interessante del pacchetto, perché mette sullo stesso piano un torneo continentale e il terzo livello del calcio italiano, due mondi che di solito hanno pubblici diversi e quote con margini diversi. Per chi scommette in modo occasionale su campionati minori, Planetwin365 è una scelta ragionevole proprio per la ragione meno appariscente: la quantità di eventi riduce il rischio di non trovare il mercato che si cercava, che è un modo silenzioso di perdere un’occasione di puntata senza perdere denaro.
Eurobet: dal calcio alle elezioni, il palinsesto che non ha un centro
Eurobet opera su Eurobet con concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La scheda della sua app descrive un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show, e di politica, come le elezioni.
Il reality show e le elezioni sono la parte che fa alzare il sopracciglio, e vale la pena spiegare perché restano nella lista senza imbarazzo. Non sono scommesse sportive, ma passano dallo stesso conto di gioco, dalla stessa concessione e dallo stesso requisito di identificazione: cambiano l’oggetto, non la tutela. Per il giocatore questo significa due cose opposte. La prima è che chi cerca mercati non sportivi trova un catalogo che altri concessionari non offrono. La seconda è che questi mercati hanno margini in genere più larghi di un 1X2 su Serie A, perché il bookmaker ha meno dati storici su cui prezzare un esito televisivo e si copre con un margine più alto. Nessuno lo scrive nei termini, ed è il tipo di differenza che si misura confrontando le quote dello stesso evento su più operatori.
Il tennis, il basket e il ciclismo accanto alla Formula 1 compongono un catalogo da sportivo generalista, che è la categoria più affollata del mercato italiano. In un confronto tra questi dieci, Eurobet non si distingue per la specializzazione ma per l’ampiezza degli eventi non sportivi. Chi guarda il calcio e poco altro non trova qui un vantaggio rispetto a SNAI o Lottomatica; chi vuole coprire un evento televisivo o una tornata elettorale trova una copertura che nel mercato regolato non è affatto scontata.
BetFlag: l’identificazione come proposta di valore
BetFlag opera su BetFlag con concessione n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. La sua pagina di apertura conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Che un operatore metta SPID e CIE in evidenza non è solo comodità. Le due modalità evitano il caricamento del documento e, soprattutto, evitano la finestra dei 30 giorni entro cui un conto non validato viene sospeso con i prelievi bloccati. Chi ha SPID di livello 2 si iscrive in pochi minuti e ha un conto pienamente operativo; chi sceglie la registrazione classica si assume un compito che deve completare entro una scadenza, e che tocca proprio il momento in cui vuole ritirare. Il punto è che il costo non è il tempo della registrazione, è la sospensione dei prelievi se la registrazione resta a metà.
Sul lato dell’offerta sportiva, quello che le pagine pubbliche dichiarano riguarda il percorso di apertura del conto e non il palinsesto. È un profilo in cui la solidità si valuta sul processo, non sul catalogo: identificazione chiara, scadenze dichiarate, nessuna promessa di vantaggio. Per chi apre un conto e non vuole sorprese amministrative sulla propria vincita, questo modo di presentarsi vale più di una lista di campionati.
NetWin: un bonus con un tetto basso e un tempo di gioco da fare
NetWin opera su NetWin con concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Due condizioni meritano attenzione più del tetto. La prima è il conto verificato: un giocatore con registrazione ancora da validare non è nella condizione di accedere al bonus, il che significa che il percorso di identificazione e quello promozionale sono intrecciati. La seconda è il deposito minimo di 20 €, che rispetto a un tetto di 50 € è una soglia alta in proporzione: chi versa 20 € prende un bonus di 20 €, e la cifra è modesta in assoluto.
Il profilo che si adatta a questa offerta è quello di chi ha già deciso di depositare una somma contenuta e vuole un raddoppio piccolo e leggibile. Chi punta a sfruttare un bonus di benvenuto come innesco di un giro di giocate non trova qui la scala: 50 € di bonus sono un importo da trattare con i requisiti di giocata, cioè con l’obbligo di giocare il credito un certo numero di volte prima di poterlo prelevare, e con il tetto dei 100 € di bonus per singola scommessa che vale su tutte le scommesse sportive. Su un bonus di 50 € quel tetto non morde; su una somma più alta sì, e questo è il momento in cui la generosità apparente del 100 % comincia a somigliare a un tappo.
William Hill: il bonus da 10 € e il tetto che decide chi lo usa
William Hill opera su William Hill con concessione n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. Il suo Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
La struttura dice che l’operatore prezza il proprio percorso di identificazione, e lo prezza nel modo più diretto possibile: chi arriva con SPID riceve subito una cifra doppia rispetto a chi carica un documento. Non è una preferenza arbitraria, è il costo amministrativo della verifica manuale trasformato in una differenza di benvenuto. Il bonus di verifica arriva dopo l’invio dei documenti, entro 96 ore: chi carica i documenti e aspetta con il conto non ancora pronto sta seguendo esattamente il percorso che l’operatore ha prezzato meno.
Il limite che riguarda l’uso della promozione è più importante della promozione stessa. Sulle scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Applicato a un benvenuto da 10 €, quel tetto è del tutto ininfluente: significa che la promozione di William Hill è pensata per un giocatore che vuole assaggiare la piattaforma, non per chi cerca volume promozionale. La verifica del titolo, nel suo caso, sta nella riga di apertura: l’operatore che dichiara la concessione n. 16044 è la società maltese William Hill Malta Plc, e questo è il nome con cui si discute in caso di contestazione.
StarCasinò: il casino in vetrina, il bookmaker dietro
StarCasinò opera su StarCasinò con concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società che risponde per Betsson. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò.
L’ordine in cui la scheda presenta i prodotti non è casuale, e nemmeno la ragione sociale aiuta: il marchio dichiara nel nome stesso da dove viene. Per il giocatore questo ha un effetto concreto sulla prima impressione e sull’interfaccia, meno sul conto: la concessione copre il gioco a distanza e le scommesse stanno dentro, ma chi apre il sito per una schedina e si trova davanti un casinò deve orientarsi in un ambiente pensato per un altro pubblico.
Vale la pena notare che Azzurri Limited compare due volte in questa lista, su StarCasinò e su Betsson. Non è una coincidenza da ignorare, è una struttura di gruppo: due marchi diversi, due siti diversi, una sola controparte contrattuale. Chi pensa di distribuire il proprio gioco tra due operatori per ridurre l’esposizione verso un unico soggetto dovrebbe sapere che in questo caso l’esposizione resta una sola.
Goldbet: schedine di ogni tipo e un bonus che si prende dopo
Goldbet opera su Goldbet con concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la stessa società dietro Lottomatica. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
L’elenco dei tipi di scommessa è la parte informativa: Live e Pre-match definiscono quando si gioca, Singole, Multiple e Sistemi definiscono come si combina. Chi è nuovo al mercato tende a trattare il Sistema come una multipla più sicura, e non lo è: è un insieme di combinazioni con un costo di ingresso più alto, costruito per distribuire i risultati su più esiti possibili. Un sistema su quattro eventi con tre esiti richiesti costa più di una multipla secca sugli stessi quattro eventi, e questa è la sola cosa che il giocatore deve sapere prima di decidere. Quanto al bonus di benvenuto, la condizione che conta è che si accede scaricando l’app e registrandosi: la promozione è legata al canale, e i requisiti di giocata con cui il credito va convertito in saldo prelevabile vanno letti nei termini dell’operatore prima di puntare, non dopo la prima scommessa vincente.
Betsson: la copertura ampia e i mercati che contano
Betsson opera su Betsson con concessione n. 16027, intestata ad Azzurri Limited. La sua scheda dichiara scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Migliaia di eventi è una misura di larghezza, e il dettaglio interessante sta nella lista dei mercati, che è la stessa famiglia di mercati che il lettore trova in questa guida: 1X2 sul calcio, Under/Over sulla soglia dei goal, Goal/NoGoal sulla doppia segnatura, marcatori su chi segna, combo sulle combinazioni. Sono i mercati da giocatore abituale, non quelli da occasionale. Il mercato dei marcatori, in particolare, è quello in cui il margine del bookmaker si allarga visibilmente rispetto a un 1X2, perché il numero di esiti possibili è molto più alto e la probabilità di ciascuno molto più bassa.
C’è una coincidenza da segnalare, perché incide sul confronto: Betsson divide la stessa società concessionaria con StarCasinò. Chi sta valutando i due siti come alternative separate sta valutando due insegne dentro lo stesso perimetro giuridico. Le differenze che troverà sono di prodotto e di interfaccia, non di tutele: le condizioni di gara, l’obbligo sui limiti di deposito e la connessione al RUA sono le stesse per entrambi, perché dipendono dalla concessione e dalla legge, non dal marchio.
SNAI: il Cash Out dichiarato e i mercati tecnici
SNAI opera su SNAI con concessione n. 16032, intestata a Snaitech Spa. La sua scheda dichiara scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
I tiri in porta e i cartellini non sono mercati da principiante, e questo posiziona SNAI come operatore per chi guarda la partita e non solo il risultato. Su un mercato dei cartellini il prezzo dipende dal metro dell’arbitro e dal tipo di gara, fattori che nessuna statistica cattura bene; il bookmaker lo sa e prezza di conseguenza, con un margine che tende a essere più generoso per lui di quello di un mercato sull’esito finale. È una considerazione che non toglie nulla al piacere di giocare un mercato tecnico, ma che va messa accanto alla quota prima di puntare.
Il Cash Out è la funzione su cui vale la pena essere più precisi, perché viene presentata come una via d’uscita e funziona come servizio a pagamento. La cifra offerta riflette l’andamento dell’evento e incorpora il margine dell’operatore: quando la giocata è in vantaggio l’offerta sale, quando è in svantaggio scende, e in entrambi i casi il prezzo pagato per uscire è la differenza tra il valore teorico della scommessa in quel momento e la somma incassata. Non è un trucco né una trappola, è un prezzo applicato a una comodità reale, e chi la usa spesso dovrebbe guardare al netto di quelle uscite invece che al lordo delle vincite.
Lottomatica: il live come prodotto, la concessione come vincolo
Lottomatica opera su Lottomatica con concessione n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming cambia il modo in cui si scommette live, e vale la pena dire come. Vedere la partita mentre si punta significa reagire a quello che succede in campo, cioè scommettere più spesso e su intervalli più brevi. L’effetto sul costo è aritmetico: più giocate sullo stesso capitale significa più volte il margine applicato, e il costo medio atteso di un giro di puntate cresce con il numero di giocate in cui lo si spezza, non con la somma complessivamente messa in gioco. Uno streaming ben fatto è un prodotto piacevole e un acceleratore del costo.
Sulla concessione, la nota di sostanza è che Lottomatica e Goldbet fanno capo alla stessa società. Due siti, due interfacce, una controparte. Per chi sceglie il sito su cui apre il conto di gioco la conseguenza è che le tutele sono identiche, mentre la differenza sta nel palinsesto e negli strumenti: lo streaming live è il tratto di Lottomatica, la varietà delle tipologie di schedina è il tratto di Goldbet.
Le imposte sulle scommesse: chi le paga e chi le dichiara
Il fisco è la parte di questa materia che il giocatore conosce meno, e la parte in cui un errore di quadro costa più di un errore di puntata. La regola di base va detta per come funziona, non per come la si immagina.
Sulle scommesse a quota fissa l’operatore paga l’imposta unica prevista dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Lo stesso trattamento vale per le scommesse a quota fissa sui cavalli, che prima dell’intervento pagavano aliquote molto più alte, 43 % e 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se il credito di bonus entri nella base imponibile non è noto.
Che la base sia la differenza tra giocate e vincite e non la somma giocata è la cosa da capire, perché cambia il senso del numero. Un’aliquota del 24,5 % sulla raccolta lorda sarebbe incompatibile con qualunque margine di bookmaker; applicata alla differenza tra giocate e vincite – cioè, di fatto, alla parte che resta dopo aver pagato chi ha vinto – è una imposta che intacca il margine dell’operatore e non la quota del giocatore.
Sul giocatore la regola generalmente ripetuta è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le riceve e non vanno dichiarate, perché il prelievo è alla fonte e il giocatore incassa la somma netta. È una affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene trattarla per quello che è: la lettura corrente, da verificare con un commercialista per il proprio caso specifico.
Il quadro cambia radicalmente se la vincita arriva da un sito senza concessione o estero. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e c’è una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. Chi legge questa pagina per decidere dove giocare deve tenerne conto: quello che risparmia sul margine di un bookmaker estero può ritrovarsi, in proporzione, in una dichiarazione da fare su una somma intera. Le posizioni qui riportate vanno intese come interpretazione, e su questo terreno l’unica figura da consultare è un commercialista.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il sito su cui si intende giocare, non il marchio in generale: la concessione è per sito. A riprova, l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco il proprio numero di concessione e la società concessionaria.
Perché un operatore con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è rilasciata su un sito determinato, e il dominio .it è quello che l’elenco collega al titolo. Un marchio noto che accetta giocatori italiani da un dominio estero sta quindi operando fuori dal perimetro regolato, a prescindere dalla sua notorietà sul mercato.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e blocca tutte le piattaforme di gioco online con concessione ADM oltre alle sale sul territorio. Durante il periodo registrato non si depositano né si giocano somme, né si aprono nuovi conti, ma si può prelevare il saldo disponibile.
Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile in registrazione, e gli operatori chiedono anche limiti di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni: la pausa è la parte che conta.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Su un sito senza concessione mancano il collegamento al RUA, la vigilanza di ADM e gli obblighi sui limiti, e il dominio può essere oscurato a livello DNS con copie che ricompaiono altrove. ADM ricorda che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta unica è trattenuta alla fonte dall’operatore: sui mezzi a distanza l’aliquota è del 24,5 %, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite. Per vincite da siti esteri o non autorizzati la lettura è diversa e va verificata con un commercialista.
Il conto finale: cosa resta al giocatore e cosa resta al sistema
Messo in fila tutto quello che questa guida ha attraversato, la sicurezza di un bookmaker non è un attributo del marchio: è una somma di condizioni verificabili. Una concessione dichiarata e rintracciabile nell’elenco di ADM, un sito .it che quella concessione copre, un conto di gioco identificato con SPID o con documento, un limite di deposito scelto in registrazione con sette giorni di attesa per alzarlo e nessuna attesa per abbassarlo, un RUA che spegne tutte le piattaforme insieme e consente comunque di prelevare, un’imposta che il concessionario trattiene al posto del giocatore. Sono tutti elementi che costano qualcosa a qualcuno, e nella maggior parte dei casi costano all’operatore: la gara da 7 milioni per nove anni, i protocolli sui limiti approvati da ADM, il 24,5 % di imposta unica sulla raccolta a distanza, lo 0,2 % del fatturato netto che ogni concessionario deve spendere in informazione e comunicazione responsabile, con un tetto di 1.000.000 € l’anno.
Il costo che tocca al giocatore è di natura diversa e va detto per quello che è. È il tempo dell’identificazione. È la rinuncia ad alzare il tetto di deposito quando la serata è andata male. È il margine incorporato in ogni quota, quel 5 % circa che su 100 € di giro settimanale si traduce in circa 5 € di costo medio atteso, una stima e non una previsione, che sale se le giocate sono più numerose o i mercati più stretti e scende se l’operatore comprime il proprio margine. Ed è, per chi scegliesse di giocare fuori dal circuito, il rischio di un prelievo che nessuno garantisce, un dominio che sparisce il giorno dopo, una vincita da dichiarare per intero senza ritenuta. Il confronto tra queste due colonne di costi non è complicato: da una parte si paga in comodità, dall’altra in diritti.
La tabella dei dieci operatori lascia due cose in mano al lettore. La prima è che la concessione non è una medaglia che distingue il migliore: è il requisito minimo senza il quale tutto il resto non conta, e chi non ce l’ha non sta giocando la stessa partita. La seconda è che i dieci nomi non esauriscono il mercato, perché le concessioni sono 52 e le altre esistono senza per questo essere migliori o peggiori: sono fuori dal confronto perché fuori da questa pagina, non perché fuori dal sistema.
Resta la domanda con cui si apre qualunque ricerca di scommesse sicure, e la risposta onesta è che nessuna scommessa è sicura nel senso in cui lo intende chi cerca «vincite sicure». Un esito non si conosce, e nessuna concessione lo cambia: quel che la concessione cambia è ciò che succede prima e dopo la puntata. Prima, un conto identificato e un tetto di deposito che il giocatore ha scelto da solo. Dopo, una vincita incassabile, un’imposta già trattenuta e la possibilità di spegnere tutto, su ogni piattaforma insieme, il giorno in cui il gioco smette di essere un passatempo. Chi legge il mercato italiano come una questione di loghi sta guardando la vetrina; il contenuto sta nella riga con il numero di concessione, e quella riga la può leggere chiunque.
Creato dalla redazione di «Campionatoinglese».
