AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione ADM si dichiara nei termini del conto

Updated Novembre 2026
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Se il marchio che avete davanti non sa dirvi il numero di concessione, il confronto finisce lì.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

Quella riga, e nient’altro, separa un bookmaker che opera in Italia con una concessione ADM da un sito che accetta scommesse italiane senza averne titolo. Chi legge la parola «AAMS» cerca una garanzia: la trova solo dove c’è un numero, un’intestataria e un sito .it. Il resto è pubblicità che in Italia il Decreto Dignità non permette nemmeno di fare.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni sono state verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Indice dei contenuti
  1. La normativa che decide chi può accettare una scommessa in Italia
  2. La vigilanza quotidiana: chi controlla le scommesse e come si verifica una concessione
  3. Prevenzione e tutela: gli strumenti che ADM impone, e quanto costano al giocatore
  4. La classifica: come sono giudicati i dieci concessionari
  5. Che cosa cambia per chi punta: il costo nascosto in ogni quota
  6. Un libro di testo in dieci schede: i concessionari, uno per uno
  7. Domande frequenti su AAMS e le scommesse in Italia

La normativa che decide chi può accettare una scommessa in Italia

Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi ha una concessione dell’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. La verifica non richiede competenze particolari: si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Chi non compare in quell’elenco, per il giocatore italiano, semplicemente non esiste come operatore legale.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Il quadro è fissato dal decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Qui sta la prima differenza che quasi nessuno legge: le licenze italiane sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte che un operatore compra quando vuole. Non si «ottiene» una concessione ADM: si vince una gara bandita dall’agenzia, si paga per essa e la si tiene per un tempo definito.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza dentro una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Un concessionario può gestirne uno o più, per un massimo di nove anni e senza rinnovo automatico, come stabilisce l’articolo 6, comma 3.

Che cosa ha prodotto la gara e perché il numero di righe conta

Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può detenere più concessioni: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La concessione appartiene al sito, non alla società, e questo dettaglio spiega perché due marchi con lo stesso proprietario possano avere regole di bonus diverse.

Un numero non è una prova di prodotto. L’elenco non ha una colonna che dica quali giochi il concessionario possa offrire, e lo stesso concessionario può avere in combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo. Un nome nella lista, da solo, non dimostra che quel marchio accetti scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il palinsesto che espone. Chi legge un elenco di 52 righe e ne deduce dieci bookmaker li ha contati, non verificati.

Per le concessioni di settembre 2025 i requisiti comprendono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5); condizioni di concessione e regime fiscale restano fermi per tutta la durata del titolo (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Sulle modifiche successive al decreto del 2024 non c’è nulla di definito, e questo è un punto su cui nessun confronto serio può costruire una promessa.

Il numero di concessione nei termini del conto

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, ed è lì che va cercato. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito ufficiale del marchio.

Quella frase è il modello di tutte le altre. Numero, intestataria, sito. Se manca uno dei tre, siete davanti a un testo che non ha voluto dire chi è. Nessuno vi chiederà mai di fidarvi di un marchio: il numero è verificabile in trenta secondi sull’elenco dell’agenzia, e confrontarlo con quello scritto nei termini è l’unico controllo che un lettore può fare da solo prima di depositare un euro.

I quattro marchi noti che non stavano nell’elenco

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026.

Sono nomi che in Italia si incontrano continuamente nei risultati di ricerca, spesso con una licenza estera ben visibile in fondo alla pagina. Una licenza straniera, per il giocatore italiano, non ha alcun valore: non porta né la vigilanza ADM né gli strumenti di tutela previsti dalla concessione italiana, e non è uno dei titoli che l’agenzia pubblica. Chi scommette lì non sta scegliendo un’offerta diversa; sta uscendo dal perimetro in cui l’Italia riconosce qualcosa a chi gioca.

Che cosa si può scommettere dentro una concessione

Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa, e la legge prevede accanto ad essa il totalizzatore. Se un marchio online offra anche totalizzatori sportivi è un punto aperto.

L’articolo 2, lettera s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM: si può prendere una scommessa solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno; a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di scommessa stiano nel palinsesto è, in generale, materia che solo il listino dell’operatore mostra.

Gli eventi simulati sono definiti dall’articolo 2, lettera v): scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro genere generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica in Italia è due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a), e i giochi di ippica nazionale dell’articolo 6, comma 1, lettera c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — che richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda totalizzatori di ippica nazionale online, non risulta.

Le scommesse live sono offerte da ogni operatore di dimensioni serie. Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono qui definite, e nessun elenco di mercati live esiste in questa sede. Differente è il betting exchange, ammesso come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito dall’articolo 2, lettera u): il giocatore può essere colui che punta o colui che fa il book, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair, secondo quanto riportato, indica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di settore del 2024 afferma che al giocatore non è dovuto nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, non risulta.

Sulle scommesse relative a eventi di minori esiste un provvedimento di un direttore di ADM che cita il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto. Se il palinsesto includa gli esport, non risulta. E un tetto legale in euro alle puntate sportive non è previsto: gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono i limiti che si impone da sé e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Quello che resta fuori: la rete di pagamento e i punti ricarica

L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non risulta confermata. È la ragione per cui, in Italia, il binario di pagamento non è una questione neutrale: un sito senza concessione non ha modo di appoggiarsi agli stessi canali.

Sul lato dei versamenti, l’articolo 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, tenuti in un registro ADM: tabaccai e ricevitorie ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti entro 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno all’esercente. Chi usa il tabaccaio sotto casa per alimentare il conto di gioco sta usando un canale con un tetto settimanale in contanti, non un sistema di deposito come gli altri.

Nei confronti di mercato compaiono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. L’elenco effettivo di ogni operatore è nei suoi termini. Sulle criptovalute presso concessionari ADM non c’è una posizione definita, e nessuna norma nomina binari approvati.

La pubblicità, il bonus e ciò che il divieto non tocca

Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto Decreto Dignità, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. ADM lo ha ribadito il 28 febbraio 2024 e l’autorità che lo fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto, peraltro, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e permette a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Il punto che il divieto non tocca è l’esistenza del bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e nessun tetto legale al bonus né al rigioco è noto: importi, requisiti di puntata e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore, non da una norma. Un divieto pubblicitario severissimo convive con offerte di benvenuto che circolano per canali propri: chi si aspetta che l’assenza di spot televisivi significhi assenza di bonus ha capito male il decreto.

L’imposta unica e la tassa che il giocatore non paga

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagavano gli stessi tassi, prima del 43 % e del 47 %. Le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare tutto al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la questione si chiude presto: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le riceve e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — la formula che si legge in giro è «tassate alla fonte», il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: la conclusione pratica è che vale la pena consultare un commercialista, non che una dichiarazione sia dovuta.

Cambia tutto se il sito è estero o privo di concessione. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni ai sensi dell’articolo 69 TUIR: nella lettura pratica niente ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta come è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

La vigilanza quotidiana: chi controlla le scommesse e come si verifica una concessione

La concessione non è un documento da incorniciare: è un titolo che porta con sé un controllo continuo, e il controllo è la parte dell’offerta italiana che il giocatore non vede mai.

Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, articolo 22 stabilisce che ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Provvedimenti che ordinano l’inibizione vengono eseguiti dagli internet service provider e dai prestatori di pagamento che li disattendono con sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione. I domini inibiti vengono reindirizzati da ADM su una pagina di avviso.

La verifica in tre passaggi, e dove si blocca

Il primo passaggio è la lista. Un ordine del 2025, come riportato, ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia per volta; i mirror riappaiono in poche ore. Chi pensa che il blocco sia una porta chiusa non ha guardato quanto duri la chiusura.

Il secondo passaggio è il numero nei termini, quello che Admiralbet scrive accanto al proprio nome. Va confrontato con l’elenco: stesso numero, stessa intestataria, stesso sito .it.

Il terzo passaggio è il palinsesto. È l’unico dei tre che dica qualcosa sul prodotto — quali sport, quali tipologie, quali eventi — ed è quello che né l’elenco ADM né il numero di concessione possono dare, perché riguarda l’offerta commerciale e non il titolo. Su questo passaggio l’elenco non aiuta, e chi crede il contrario sta confondendo una licenza con un listino.

Il blocco, quando c’è, è di natura tecnica: l’inibizione agisce a livello DNS e alcuni fornitori di accesso la applicano con ritardo. Per un breve periodo un sito inibito può restare raggiungibile, il che non lo rende legale e non gli restituisce nulla.

Che cosa costa scommettere senza concessione

Il sito senza concessione costa al giocatore tre cose, e nessuna delle tre si vede nella quota.

La prima è la protezione. Un operatore senza concessione non è collegato al RUA e non è vigilato dall’ADM: gli strumenti che l’ordinamento italiano impone a chi ha il titolo — limiti, autoesclusione, informazioni sull’attività di gioco — lì non esistono per costruzione. Un giocatore autoescluso che apre un conto offshore non trova nessuno che lo fermi, perché quel registro non lo raggiunge.

La seconda è la sanzione. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come ADM stessa scrive il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti: la regola lato giocatore, però, è scritta così come l’agenzia la enuncia. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

La terza è il fisco. La differenza tra una vincita netta su un concessionario ADM e una vincita da dichiarare come reddito diverso è una differenza che il giocatore scopre a consuntivo, non quando punta: sopra, nella sezione sull’imposta unica, sta il testo dell’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere che in Italia non hanno alcun valore. La zona è quella che è: nessuna tutela, nessuna vigilanza, nessuna possibilità di far valere un titolo italiano.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che ADM impone, e quanto costano al giocatore

Limiti e autoesclusione non sono servizi gentili che un operatore regala. Sono obblighi che l’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone a chi ha la concessione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

L’obbligo più interessante per chi guarda i costi è il terzo: limiti di deposito fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento. Non siete voi a decidere interamente il vostro tetto.

Il limite di deposito scelto in registrazione

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, l’effetto immediato di una riduzione e un’attesa di sette giorni per un aumento. La figura del limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara non è nota.

Vale la pena fermarsi sul meccanismo, perché è asimmetrico e lo è di proposito. Abbassare il tetto è un clic. Alzarlo richiede una settimana, e quella settimana è il costo che un giocatore impulsivo paga per la propria impulsività. Nessun altro termine dell’offerta italiana funziona così: quasi tutto è pensato per essere immediato, questo no.

La stessa logica governa il conto di gioco. Un conto aperto con il solo codice fiscale senza identificazione completa, secondo quanto dichiarano le pagine degli operatori, va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. L’identificazione è un requisito, non un intralcio burocratico da rimandare: un conto sospeso non è un conto con meno funzioni, è un conto da cui non si incassa.

Gli strumenti dentro il conto: una vetrina diversa per ogni marchio

Tra i dieci marchi in confronto, gli strumenti dichiarati non coincidono. bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Admiralbet mette il limite in fase di registrazione, con tetto di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Sono due modi diversi di raccontare la stessa categoria di strumenti, e il modo non è indifferente: uno mette i limiti davanti al deposito, l’altro li mette dentro l’area personale.

Chi cambia bookmaker per un bonus scopre un particolare fastidioso: gli strumenti si riconfigurano da capo. Un limite di spesa costruito con pazienza su un conto non si trasferisce, e la settimana di attesa per alzare un tetto riparte da zero sul conto nuovo. Il costo di cambiare casa non è solo il nuovo rigioco.

Il RUA e l’autoesclusione: che cosa si blocca e per quanto

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è l’unico strumento che funziona davvero in modo trasversale in Italia. L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale, cioè verso tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti, oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa.

I tempi sono la parte che sorprende. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Le condizioni di Admiralbet descrivevano in passato periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure indeterminati, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Il ventaglio si è allargato in entrambe le direzioni: sette giorni per chi vuole solo fermarsi un momento, 270 per chi vuole un argine lungo.

La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e resta aperto anche a chi non ha ancora deciso nulla.

Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il saldo si ritira, il conto resta chiuso: è un dettaglio che conta per chi pensa che l’autoesclusione sequestri il denaro.

L’obbligo di informazione e i suoi due numeri

L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Due cifre, una percentuale e un tetto. Il tetto dice che a un certo volume di raccolta l’obbligo di comunicazione smette di crescere con i ricavi. Nessuno di questi euro arriva al giocatore: sono soldi che il settore spende per parlarne, ed è bene sapere che il canale ufficiale di aiuto, il numero verde, è gratuito e anonimo per scelta dell’ordinamento, non per gentilezza di un operatore.

La classifica: come sono giudicati i dieci concessionari

Le dieci schede che seguono non sono una graduatoria di qualità e non nascono da un sondaggio. Sono dieci marchi che compaiono nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione e che hanno nel loro sito e nelle loro app elementi verificabili sull’offerta sportiva. Nessun marchio presente qui è il migliore in assoluto, perché un giudizio del genere richiederebbe dati che nessuno pubblica.

Con una concessione non si compra la fiducia, si compra il diritto di essere controllati.

Le colonne. Il confronto guarda tre cose. Il numero di concessione e l’intestataria, così come si leggono nei termini del conto di gioco e nell’elenco ADM. Quello che i termini dell’operatore dichiarano sull’argomento di questa pagina: limiti, autoesclusione, identificazione, strumenti di tutela. E il segno che l’offerta sportiva esiste davvero, cioè il palinsesto che il marchio espone.

Un avvertimento sui marchi fuori elenco. Le dieci schede sono un sottoinsieme del mercato. Altri concessionari esistono, e un marchio che non compare tra queste righe non è per questo privo di licenza. Il ragionamento vale in una sola direzione: chi non è nell’elenco ADM non ha titolo per accettare scommesse in Italia, mentre chi non è in questa pagina può benissimo averlo.

Che aspetto abbia un’offerta onesta, sui numeri. Nessun operatore italiano pubblica il margine del proprio listino, e questa è la lacuna che pesa di più su qualsiasi confronto. Un marchio che dichiara il numero di concessione e le regole del bonus nei termini si comporta diversamente da uno che le tiene in tre pagine separate: non è una prova di qualità, è il criterio con cui qui si assegna il giudizio.

Marchio Concessione ADM e intestataria Che cosa dichiarano i termini dell’operatore
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app Matchpoint per le scommesse sportive permette l’accesso al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare scommesse da mobile
SNAI n. 16032, Snaitech Spa L’app Sport offre singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione su base giornaliera, settimanale e mensile; conto aperto con registrazione classica e documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2 con codice temporaneo
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality) e di politica (elezioni)

Quanto costa davvero un’offerta di benvenuto: il calcolo

Un esempio con numeri tondi, e non è un prezzo di nessun operatore. Immaginate di depositare 100 € e puntarli una volta sola su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati. Quella quota, in un mercato a due esiti, vale un payout del 105,26 % — che non esiste, e serve a mostrare il meccanismo.

Una quota di 1,90 su entrambi i lati di un mercato a due esiti corrisponde a un payout di 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè il 95 % circa, e a un margine del bookmaker del 5 % circa. Su un giro da 100 € puntati, il costo medio atteso dell’operazione è di 100 € × 5 %, cioè circa 5 €. È una stima statistica su molti giri, non il risultato di una singola giocata: raramente si perderanno esattamente 5 €, si potranno perdere i 100 € o raddoppiarli.

Il senso impresso è nell’obbligo nascosto nella struttura. Con un requisito di rigioco, quei 5 € di margine si moltiplicano per il numero di giri richiesti.

La riserva che rende il calcolo utile è duplice. La prima: i 100 € settimanali non sono un tetto legale, sono il limite di deposito che il giocatore stesso sceglie in registrazione, e quindi il costo qui descritto è quello di chi si dà quel tetto. La seconda: il margine del 5 % è quello del mercato a due esiti dell’esempio, non di tutti i mercati. Se sullo stesso evento la partita offre una quota squilibrata, o se si punta su un mercato a tre esiti, il margine cambia, e cambia il costo. Una schedina costruita su una quota sola non costa 5 €: costa quello che costa il margine di quel mercato.

Ecco perché il bonus va letto insieme al rigioco, non separatamente. Un bonus di 50 € con un requisito di puntata elevato non vale 50 €, vale il bonus meno il costo atteso di tutti i giri che il requisito impone. Nel caso di un requisito di puntata portato su un mercato con margine del 5 %, il costo atteso sale in proporzione al numero di giri.

Il calcolo serve anche a leggere in controluce i massimali. William Hill precisa che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un tetto per singola giocata significa che bonus grandi richiedono più giocate, e ogni giocata passa dal margine.

Un tetto per puntata e un deposito minimo raccontano la stessa cosa. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore: la differenza tra 10 € e 5 € è il prezzo dell’identità verificata in un clic. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Un deposito minimo di 20 € per un bonus fino a 50 € è un rapporto ordinato per il mercato italiano; il «100 %» del nome vale fino a 50 € su 1.000 € di deposito, cioè fino al 5 %, che è esattamente il margine di cui sopra.

Tre clausole di lettura, perché il confronto regga. Il margine del 5 % è quello del mercato dell’esempio, e ogni mercato ha il suo; il costo atteso è un valore medio su molti giri e non una previsione; e i requisiti di puntata arrivano dai termini di ciascun operatore, non da una norma, perché nessun tetto legale al rigioco esiste in Italia.

Che cosa cambia per chi punta: il costo nascosto in ogni quota

Qui si arriva al punto che tiene insieme tutta la pagina. Cercare «AAMS» significa cercare una garanzia, e la garanzia che si trova non è un prezzo migliore: è un perimetro. Dentro il perimetro ci sono la vigilanza ADM, il RUA, i limiti imposti per legge, la tassazione alla fonte per il giocatore e un foro italiano. Fuori ci sono un marchio che accetta e basta, il rischio dell’oscuramento e, per come l’agenzia scrive la regola, una sanzione penale in capo a chi partecipa.

Il perimetro non è gratis, e il prezzo lo paga l’operatore, non il giocatore. La concessione costa circa 7 milioni di euro per nove anni, l’articolo 15, comma 2 impone lo 0,2 % dei ricavi netti in comunicazione responsabile fino a un milione, l’imposta unica a distanza è al 24,5 % sulla differenza tra puntate e vincite. Tutte queste voci finiscono, in misura diversa, dentro la quota che il giocatore trova sullo schermo.

È esattamente qui che il margine smette di essere un numero da manuale e diventa la voce di costo principale. Su dieci giri da 100 € ciascuno, il costo medio atteso è di circa 50 € al 5 % di margine, sempre come stima su molti giri e sempre dentro l’ipotesi di un mercato a due esiti. La quota che sembra migliore in un confronto affrettato è spesso quella il cui mercato porta il margine più alto.

Sul fronte fiscale il giocatore ha la sua parte di fortuna: su un concessionario ADM il prelievo cade sull’operatore e la vincita arriva netta, come ricostruito sopra. Su un sito estero, per l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate citata nella sezione sull’imposta unica, la vincita diventa un reddito diverso da dichiarare per l’intero importo, e l’aliquota applicabile non è nota.

Un libro di testo in dieci schede: i concessionari, uno per uno

Ogni scheda chiude su un giudizio, e il giudizio non è una promessa: è quello che i dati della scheda permettono di dire.

Sisal — l’app che apre il conto con l’impronta

Concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sito proprio Sisal. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Sui limiti e sull’autoesclusione i termini non dicono nulla di specifico in questa sede. L’accesso biometrico è una comodità reale: meno attrito per chi scommette spesso da telefono, più attrito per chi vorrebbe un momento di distanza tra il buio e il deposito.

Il giudizio. La biometria è il segno di un’app curata, non di un’offerta più onesta: chi apre il conto in due secondi tende a usarlo due volte tanto, e il limite settimanale scelto in registrazione resta la sola difesa contro la propria fretta.

SNAI — il marchio che vende il Cash Out come prodotto

Concessione n. 16032, Snaitech Spa, sito proprio Snai. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Sui limiti di deposito e sull’autoesclusione i termini dell’operatore non aggiungono nulla di puntuale. Il Cash Out è un prodotto da leggere con attenzione: chiudere una schedina è utile, e chiude quasi sempre a una quota peggiore di quella di mercato, perché il prezzo del Cash Out lo fa il bookmaker.

Il giudizio. Il Cash Out sta bene in un palinsesto ricco, ma non è uno strumento di controllo del rischio: è un secondo mercato su cui il margine si paga una volta in più.

AdmiralBet — il marchio che mette i limiti davanti al deposito, e li dichiara

Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito proprio Admiralbet. Nei termini del conto di gioco l’operatore scrive di essere concessionario per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Le condizioni descrivono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi.

C’è un punto da tenere fermo su questa scheda: il fatto che un operatore dichiari in modo puntuale la propria concessione e i propri limiti non dice niente sulla generosità delle sue quote. Dice che il posto da cui leggere le regole esiste.

Il giudizio. È la scheda che rende verificabile ciò che le altre lasciano implicito, e per questo la più utile a chi vuole controllare prima di depositare; la contropartita è un’attenzione al limite settimanale che si sceglie alla registrazione e che nessuno, dopo, alzerà in un minuto.

StarCasinò — il casinò che porta anche lo sport

Concessione n. 16026, Azzurri Limited, sito proprio Starcasino. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La struttura della casa dice molto: chi entra da un’app di casinò non arriva al calcio per caso, arriva dal prodotto che il marchio mette davanti.

Il giudizio. Con la stessa intestataria di Betsson, e con la concessione n. 16026 intestata a quella società, questa scheda è quella in cui la tentazione di spostare il budget dallo sport al casinò è strutturalmente più forte; e la separazione tra conto sportivo e conto casinò, se esiste, è la prima cosa da verificare nei termini.

Betsson — il catalogo prima di tutto

Concessione n. 16027, Azzurri Limited, sito proprio Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Sui limiti di deposito e sull’autoesclusione questa scheda non porta nulla di specifico. Mille eventi in pre-match e in live sono un catalogo ampio, ed è un catalogo che richiede attenzione: ogni mercato in più è un’occasione in più, e il margine di ciascuno è diverso.

Il giudizio. La profondità del palinsesto è il vero argomento commerciale del marchio, e per un giocatore la profondità è quasi sempre un costo mascherato da scelta: più mercati significa più modo di puntare, e nessuna garanzia che quello scelto sia il più economico.

Lottomatica — streaming e risultati in diretta come argomento

Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito proprio Lottomatica. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Su limiti e autoesclusione il materiale di questa scheda non dice nulla. Lo streaming per chi scommette live cambia davvero l’esperienza, e cambia anche la frequenza: vedere la partita dentro l’app significa avere il mercato aperto davanti agli occhi per novanta minuti.

Il giudizio. La copertura del calcio italiano e internazionale è quello che il marchio vende, ed è quello che serve a chi punta live sulle partite che già guarda; proprio per questo la frequenza di giocata è la variabile da tenere sotto controllo, più del catalogo.

Betfair — l’exchange, con le sue regole proprie

Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito proprio Betfair. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. La documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 afferma che al giocatore non è dovuto nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario.

Sui limiti di deposito e sull’autoesclusione i materiali raccolti non dicono nulla di specifico. Primo marchio descritto come exchange in Italia, con la concessione n. 16028, ha regole proprie: una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 è un vincolo tecnico che su una schedina da pochi euro si fa sentire.

Il giudizio. L’exchange è l’unico prodotto di questa lista in cui il margine non lo mette il bookmaker, e proprio per questo le regole del conto vanno lette prima: chi arriva qui aspettandosi un bookmaker tradizionale trova un mercato con regole sue e una soglia minima che non perdona le puntate minuscole.

NetWin — il bonus con il deposito minimo dichiarato

Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito proprio Netwin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € da inserire al primo versamento.

I requisiti di puntata che accompagnano questa offerta non sono qui quantificati, e senza quel numero il valore reale del bonus non si calcola. Il deposito minimo di 20 € per un tetto di 50 € è, invece, un rapporto chiaro: per il giocatore «basso budget» è il tetto a contare, non la promessa percentuale.

Il giudizio. Il bonus è reale e l’importo modesto, il che è quasi una virtù: chi punta 20 € per prendere 50 € non si è impegnato in niente di irreversibile, purché legga prima della registrazione quanto rigioco quel bonus richiede.

bet365 — lo sponsor che ha un pacchetto di strumenti

Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito proprio Bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il punto interessante è la coincidenza: il marchio con la visibilità sportiva più alta della lista è anche quello che elenca il pacchetto di strumenti più articolato. I due fatti non sono in contraddizione, e vale la pena notare che in Italia la sponsorizzazione che il marchio vanta non è pubblicità consentita nel senso comune del termine, dato il divieto del Decreto Dignità richiamato nella sezione sulla pubblicità.

Il giudizio. Un pacchetto di strumenti elencato esplicitamente è una promessa scritta, e una promessa scritta si può verificare: è il marchio da prendere come metro quando si confronta la presenza o l’assenza degli stessi strumenti altrove.

Eurobet — il palinsesto più largo, potenzialmente il più costoso

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito proprio Eurobet.it. L’app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Il palinsesto è il più curioso dei dieci, e la parte politico-televisiva è quella che merita una riflessione: un evento che nessuno può valutare con competenza è esattamente il mercato in cui la differenza tra la propria opinione e quella del bookmaker è una scommessa, non un’informazione.

Il giudizio. Chi cerca un mercato su cui non ha un giudizio non sta cercando valore, sta cercando intrattenimento: e l’intrattenimento, con un margine del 5 % circa su un mercato a due esiti, si paga a ogni giro.

Domande frequenti su AAMS e le scommesse in Italia

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito di ADM, che indica un numero di concessione legato a un sito .it, e lo si confronta con il numero e l’intestataria che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Le due cose devono combaciare.

Perché un operatore con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è rilasciata per sito, non per società: l’elenco ADM lega ogni codice a un indirizzo .it, e una stessa società può detenerne più di uno. Il dominio italiano segnala quale titolo copre quella specifica offerta, che è un’informazione diversa da quella sul proprietario del marchio.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi blocca tutti gli operatori con concessione ADM e le sale fisiche. L’autoesclusione può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco, dura fino a 270 giorni o è indeterminata, con revoca dopo almeno nove mesi, e la richiesta si fa dal portale ADM con SPID o a un concessionario.

Quali limiti di deposito si impostano presso un operatore con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, accanto ai limiti di spesa e di tempo di gioco previsti dai termini dell’operatore. Una riduzione ha effetto immediato, mentre per un aumento si attendono sette giorni. La figura del limite che ADM fissa nel bando di gara non è nota.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione?

Nessuna tutela ADM e nessun collegamento al RUA, quindi un giocatore autoescluso non viene fermato; l’inibizione a livello DNS decisa dall’agenzia, che nel 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con i mirror che riappaiono in poche ore; e, per come ADM enuncia la legge 401/1989, una sanzione penale anche in capo al partecipante.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Su un concessionario ADM il prelievo cade sull’operatore: la vincita arriva netta e il giocatore non dichiara nulla, secondo la ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Su siti esteri o privi di concessione l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate li tratta come redditi diversi da dichiarare; non è consulenza fiscale.

Prodotto dalla redazione di «Campionatoinglese».

Scommesse sportive sicuri: la concessione conta più del marchio
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Come riconoscere un bookmaker con concessione ADM, cosa costa ogni offerta e quanto pesa giocare…