Comparazione di quote di scommesse 2026: il payout dell’85 % sul calcio
Data ultima verifica: 3 Novembre 2026, con i numeri di concessione e i nomi delle società ricontrollati sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM.

- Concessione ADM: quello che firmi quando apri un conto di gioco
- Gioco responsabile: gli strumenti che costano qualcosa a chi li usa
- Fondamenta: dalla quota al ritorno, il meccanismo
- Cosa confrontare davvero: i criteri che spostano il risultato
- Quanto trattiene il bookmaker: il calcolo, e la banda in cui finisce
- Le condizioni scritte nelle condizioni: cinque regole che costano
- Il margine, il prelievo e gli obblighi che tocchi con le mani
- Concessione ADM e payout: cosa dicono i dieci bookmaker italiani
- Domande ricorrenti su quote, concessioni e limiti
- Domande frequenti
Concessione ADM: quello che firmi quando apri un conto di gioco
Un bookmaker che accetta scommesse da chi gioca in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza rilasciata da ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — l’ente che il mercato continua a chiamare «AAMS» — e la concessione è intestata a un singolo sito, gestito su un sito .it. Non è un dettaglio burocratico da mettere in fondo al confronto: è la riga che decide se hai davanti un concessionario o qualcuno che ha noleggiato un’estetica da bookmaker.
Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze qui si chiamano concessioni e si assegnano per gara pubblica, non a sportello. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca cosa si può offrire a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, di carte e di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Chi vince la gara può gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo — art. 6, comma 3 — con requisiti che includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Verifica della concessione: la lista, il numero e la trappola del nome
L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La prima cosa che si impara leggendolo è che la concessione è per sito, non per società: Eurobet Italia S.r.l. compare con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre righe distinte, stesso concessionario. La seconda è che il nome commerciale quasi mai è quello della società che tiene la concessione — Lottomatica fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited — e quindi il controllo va fatto sulla riga, non sul logo.
Poi c’è il punto che quasi tutte le comparazioni saltano. Quell’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere il diritto sulle scommesse sportive, sul poker e sui giochi di abilità, sui giochi di tipo casinò, sull’exchange e sul bingo in qualsiasi combinazione. Il nome sulla lista, da solo, non dice che il operatore offra davvero un palinsesto sportivo. L’offerta sportiva la mostra il sito del operatore e la sua app, non il registro. E il numero di concessione va cercato nelle condizioni contrattuali del singolo operatore, che sono l’unico documento dove compare accanto al nome della società.
Il terzo punto riguarda l’uso che si fa di questa lista. Un posto in una comparazione non è una concessione: nessuna classifica, per quanto ordinata, sostituisce la riga dell’elenco ADM, e la lista non è esaustiva del mercato — esistono altri concessionari oltre a quelli trattati qui, e l’assenza di un marchio da un confronto non significa che sia senza licenza. Sul fronte opposto la verifica è altrettanto rapida: al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe.
Palinsesto, eventi simulati e scommesse che il concessionario non può accettare
La parola che decide cosa puoi giocare stasera è «palinsesto», definita dall’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024: il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si prende solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro i singoli palinsesti resta materia del singolo concessionario.
Le scommesse su eventi simulati sono una categoria legale a sé: l’art. 2, lett. v) le definisce come scommesse su eventi sportivi, ippici e altri riprodotti con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, ed è la ragione per cui i siti portano una sezione «Virtuali». L’ippica poi è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — hanno un comma proprio, la lett. c), e richiedono una concessione dedicata. Se un marchio online tratti i concorsi ippici nazionali è una domanda a cui il registro non risponde.
Il betting exchange, cioè il punta e banca, è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): lì puoi essere chi punta o chi fa il banco e il concessionario si limita a mettervi in contatto anonimo. La documentazione di Betfair viene riportata con regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come un back bet minimo di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è cosa che si ricavi da qui.
Pubblicità, bonus e il decreto che nessuno cita nel banner
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo riporta il 28 febbraio 2024 con le sue parole: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A far rispettare il divieto è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori senza licenza può attirare provvedimenti AGCOM anche sui mezzi che la ospitano.
Cosa è successo davvero nel biennio, perché è qui che il divieto mostra le cuciture. Secondo la stampa di settore, AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica della norma. Nella legge di bilancio 2026 è stata proposta — non approvata — una modifica di Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Sui bonus la confusione è di senso comune: il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il «bonus di benvenuto» resta il termine degli operatori, non esiste un tetto statale né all’importo né ai requisiti di rigioco, e quindi importi, giocata minima e scadenze vanno letti nelle condizioni del singolo operatore. È lì che il regalo diventa un programma di lavoro.
Identità, limiti e il conto che si blocca da solo
Il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Oltre al modulo con copia di un documento, gli operatori offrono l’apertura con SPID e con CIE: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori.
I limiti sono la parte del quadro legale che tocca direttamente la tasca di chi gioca. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Alla registrazione scegli un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, l’abbassamento che ha effetto immediato e i sette giorni di attesa per alzarlo. Quanto sia la cifra che ADM fissa nella gara non è dato saperlo.
L’autoesclusione passa dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, che blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi, come riportano le condizioni dell’operatore lette il 25 ottobre 2026. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, e lì un giocatore autoescluso è semplicemente un cliente come un altro.
C’è anche un obbligo informativo che pochi conoscono: per l’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Cosa non dice la concessione (e dove il conto si apre davvero)
La concessione non è una garanzia sull’offerta. Non dice quali mercati trovi, non dice che tu sia tutelato su tutto ciò che il sito mette in vetrina, e non dice quanto veloce arrivi il prelievo. Se il punto è capire cosa costa un bookmaker, la concessione serve a una cosa sola: sapere che esiste un registro, una vigilanza e un tribunale italiano a cui rivolgersi quando qualcosa non torna.
Da qui, la scelta pratica. Chi punta su cifre alte e vuole il miglior prezzo su un mercato principale ha tutta la convenienza a tenere due o tre conti e confrontare, perché la differenza fra due operazioni cambia il ritorno più di qualunque promozione; la concessione, in questo caso, è il filtro che si applica prima di aprire la seconda scheda del browser. Chi gioca poco e non vuole gestire nulla si terrà su un solo conto, e allora conta di più che gli strumenti di limite e di pausa siano facili da trovare che non mezzo punto di quota in più.
Gioco responsabile: gli strumenti che costano qualcosa a chi li usa
Gli strumenti esistono, e ogni tanto vengono trattati come un’appendice da pagina di servizio. Non lo sono: sono il posto dove il bookmaker e il giocatore si accordano su quanto si può perdere, ed è l’unica parte del rapporto in cui i limiti li scrive il giocatore.
La forma base è già nella fase di iscrizione. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone auto-limiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici su durata e spesa, un canale di contatto, e i limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento, in base a protocolli approvati da ADM. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È la stessa asimmetria che ogni operatore italiano applica: chiedere meno è un diritto, chiedere di più è una pratica con tempi di attesa.
Da bet365 l’elenco degli strumenti comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto-esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero è lo stesso per chiunque, e vale la pena scriverlo prima di averne bisogno: la pagina dei limiti la trovi in trenta secondi quando stai bene, e non la trovi più quando stai male.
Il punto che riguarda questo confronto è l’ultimo. Un conto con limite di deposito, pausa e autoesclusione costa qualcosa, e il costo è la comodità: la ricarica che non parte, la puntata che il sistema ti chiede di confermare, il conto che si chiude per una settimana. Su un sito senza concessione quel costo non c’è, perché quel sito non è collegato al RUA e non ha un’autorità alle spalle che gli imponga i protocolli dei limiti. Chi cerca il massimo di libertà operativa la trova lì, e la paga con tutto il resto.
Fondamenta: dalla quota al ritorno, il meccanismo
Una quota decimale è il numero di volte in cui la tua puntata viene moltiplicata se la giocata passa. La pagina scrive le quote nella forma italiana, con la virgola: 1,85, non 1.85. Con la quota 1,95 su un singolo, 100 € di puntata tornano 195 €, dei quali 95 € sono il profitto.

Per capire cosa c’è sotto, serve il concetto di payout, cioè la quota di restituzione: indica quale parte di tutte le puntate viene restituita ai giocatori sotto forma di vincite. Nelle scommesse sportive si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per quella somma; con le quote 1,25 / 5,00 / 10,00 si ottiene circa il 90,91 %. Il complemento — quello che manca al 100 % — è il margine del bookmaker, chiamato anche overround. I bookmaker costruiscono le quote in modo che le probabilità implicite di tutti gli esiti insieme superino il 100 %, e quell’eccedenza è il guadagno sul libro bilanciato.
Con le quote decimali fisse la probabilità implicita è il reciproco della quota: 1,01 corrisponde al 99,01 %, 2,00 al 50,00 %, 4,00 al 25,00 %. L’inverso è il modo più veloce per accorgersi che una quota «generosa» su un esito non lo è affatto. Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90 % nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85 % in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio.
Quote fisse, quote variabili, e perché la differenza ti riguarda
Con le quote fisse il bookmaker stabilisce la quota e si pone come avversario di chi scommette; la quota vale dal momento della giocata e non può essere modificata in seguito. È il contratto più semplice che esista: quella cifra è tua, e se il prezzo si muove dopo la giocata te ne freghi.
Con le quote variabili, il totalizzatore, i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento; la quota di restituzione è inferiore al 50 % presso gli operatori statali e arriva fino a circa l’85 % per le corse di cavalli. La differenza non è stilistica. A quota fissa sai quanto incassi quando premi «conferma»; al totalizzatore lo scopri a evento finito, e la cifra dipende da quanti soldi sono entrati sul tuo esito, non dalla tua bravura. Chi confronta le quote lo fa perché la prima forma è quella che si può comparare.
Cosa confrontare davvero: i criteri che spostano il risultato
Un confronto di quote diventa utile quando smette di guardare il numero grande in cima alla pagina e comincia a misurare quello che resta in tasca. La domanda giusta non è chi offre la quota più alta su una partita, ma quanto trattiene quel operatore su tutta la sua linea e quanto costa arrivare a incassare.
Il payout del mercato. È la prima misura. Un payout intorno al 90 % su un mercato a due esiti e intorno all’85 % su uno a tre esiti è il quadro tipico delle quote dei bookmaker, e la differenza fra due operatori si legge lì, non su una singola quota. Comodo per il ragionamento: prendi quattro o cinque partite, somma i reciproci delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato e dividi 1 per quella somma, come nel calcolo che dà circa il 90,91 % sulle quote 1,25 / 5,00 / 10,00. Il risultato è il payout di quel bookmaker su quel mercato. Ripetuto su due o tre operatori, dice più di venti screenshot di quote.
Il costo del rigioco. Se un bonus accompagna il conto, la voce che conta non è l’importo ma il lavoro richiesto per trasformarlo in saldo. Multipla minima, quota minima, tempi: sono le condizioni che decidono se il bonus è un regalo o una seconda scommessa. Il caso di William Hill, descritto più sotto, è l’esempio più leggibile che questa pagina abbia.
Il numero di concessione e il concessionario. Sulla lista ADM la riga esiste o non esiste, e il resto è rumore. Va cercata nelle condizioni del operatore, con il nome della società accanto: è lì che si vede, per esempio, che sotto Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy.
La rapidità con cui si incassa. Non è un numero che si ricavi da qui per ogni marchio, quindi è un criterio che si verifica sul campo: prima di versare somme che contano, prova un prelievo piccolo con lo stesso metodo con cui hai depositato. Un conto che paga in un giorno è un conto che si tiene; uno che paga in una settimana è un conto che si chiude, e vale la pena saperlo prima, non dopo.
Le condizioni di gioco che ti riguardano. Limiti di deposito, strumenti di pausa, autoesclusione: sono l’unica parte del contratto che scrivi tu, e la loro presenza è un criterio di confronto al pari della quota.
L’ordine in cui guardare due offerte
La sequenza sensata è questa. Prima il numero di concessione e la società: se il operatore non è sulla lista ADM, il confronto finisce prima di cominciare. Poi il payout sul mercato che giochi davvero, calcolato su qualche evento, non dedotto da uno slogan. Poi le condizioni della promozione, se ce n’è una, lette come si legge un contratto: multipla minima, quota minima, scadenza, tranche. Poi i limiti del conto, che si impostano alla registrazione e costano trenta secondi. E alla fine la prova del prelievo, piccolo e con lo stesso metodo del deposito.
Chi salta i primi due passi e parte dal confronto fra due bonus sta discutendo del colore della carta.
Quanto trattiene il bookmaker: il calcolo, e la banda in cui finisce
Qui si arriva al numero che spiega tutto il resto. Su un mercato illustrativo a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati — un esempio aritmetico, non un prezzo quotato da nessun operatore — la somma dei reciproci è 1 ÷ 1,90 + 1 ÷ 1,90, cioè circa 1,0526. Il payout con quelle quote sta quindi intorno al 95 %, e il margine del bookmaker intorno al 5 %.
Una banda, non una cifra, perché quel margine cambia con il mercato e con la quota che ci metti dentro, e i due estremi li dà la stessa formula. Con la quota 1,95 su entrambi i lati di una scommessa a due esiti il payout è di circa il 97,5 % e il margine di circa il 2,5 %; con la quota 1,80 su entrambi i lati il margine sale a circa il 10 %. Detto altrimenti: fra una linea a 1,95 e una a 1,80 ci sta tutto lo spazio fra un bookmaker che ti lascia quasi tutto e uno che si tiene un decimo di ogni puntata. Su un giro di scommesse da 1.000 €, quattro punti di payout sono quaranta euro, e non se ne accorge nessuno perché il margine non è scritto da nessuna parte sulla schedina.
Per questo la lettura del margine batte la lettura della quota singola. Una quota più alta su un esito non significa un payout più alto su quel mercato: puoi avere il prezzo migliore sul 1 e il peggiore sul 2, e la somma dei reciproci te lo dice in cinque secondi. Ed è anche il motivo per cui conviene calcolare il margine sul mercato che si gioca davvero — 1X2, Under/Over, GG/NG, handicap — invece di fidarsi della reputazione di un marchio: la stessa linea può essere costruita bene sui mercati principali e stretta su quelli secondari, dove nessuno confronta.
Le condizioni scritte nelle condizioni: cinque regole che costano
Vale la pena isolare cinque tipi di clausola che ricorrono e che hanno tutte lo stesso effetto: trasformano una promessa in un obiettivo.
La tranche. Un bonus non arriva quasi mai in un blocco solo. Nel Benvenuto Sport di William Hill il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Cinque € di giocata minima per evento e cinque eventi per tranche significa che una tranche da 10 € chiede almeno 25 € di puntate — e questo è il modo in cui il deposito minimo di 20 € diventa una soglia molto più alta di quella scritta nel banner.
La finestra temporale. Sette giorni per depositare sono sette giorni, non «presto»: chi ricarica con calma la settimana dopo ha già perso il diritto.
La quota minima. Una soglia di 5.00 è una soglia che esclude i mercati più probabili e le giocate più prudenti. Il bookmaker non ti vieta di puntare su un 1,30, ti dice semplicemente che quella giocata non conta per il bonus.
L’erogazione in rate. Una somma accreditata in pezzi è una somma che puoi perdere in pezzi. La prima tranche arriva, tu la giochi, e se non arrivano abbastanza tranche prima dell’evento, il totale promesso è carta.
La scadenza del conto, non del bonus. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni altrimenti si sospende e i prelievi si bloccano, come dichiarano gli operatori. Sembra una regola tecnica e invece è una regola di cassa: il momento in cui vuoi incassare è esattamente quello in cui scopri di non aver completato la verifica.
Il margine, il prelievo e gli obblighi che tocchi con le mani
Tre voci passano dalle tasche del giocatore, e vale la pena tenerle separate.
La prima è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %), mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. La paga il concessionario, non tu alla cassa. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è cosa che si sappia.
La seconda è il trattamento fiscale del giocatore su un concessionario ADM. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — tassate alla fonte, come riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026: ricevi la somma netta e non dichiari nulla. È una ricostruzione della stampa, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo va chiusa con una riga sola: per il tuo caso conviene consultare un commercialista.
La terza è quella che si paga scegliendo un sito senza concessione. Le vincite su siti non autorizzati o esteri sono un’altra storia: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e le rende tassabili per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni, ai sensi dell’art. 69 del TUIR. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con un’aliquota IRPEF che non è dato conoscere. La lettura corretta è «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Il rischio vero: cosa si perde su un sito non autorizzato
Offrire gioco a chi gioca in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza, e che i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine ADM paghino da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono da decine a centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».
Poi c’è il lato che nessun banner racconta. La L. 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, riportata da ADM il 28 febbraio 2024, è esplicita: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola del lato giocatore, come la scrive ADM; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono dati che si trovino qui. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero. E l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio senza licenza non porta niente di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dice ADM, espone chi gioca a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non valgono nulla. Quella zona è descritta come non protetta, e chi la frequenta lo fa senza nessuno alle spalle.
Concessione ADM e payout: cosa dicono i dieci bookmaker italiani
| Brand | Concessione ADM | Offerta/Caratteristiche |
|---|---|---|
| bet365 | 16030 (Hillside) | Quote Maggiorate, Bet Builder+ |
| Betsson | 16027 (Azzurri Limited) | App Sportsbook, migliaia di mercati |
| Goldbet | 16009 (GBO Italy) | Generalista, schedine, singole/multiple |
| Sisal | 16020 (Sisal Italia) | DUO, Cash Out, mercati combo |
| Betfair | 16028 (Betfair Italia) | Exchange, Supercombo |
| Planetwin365 | 16007 (Pwo S.p.a.) | Streaming, palinsesto quotidiano |
| Eurobet | 16012 (Eurobet Italia) | My Bets, generalista |
| Lottomatica | 16010 (GBO Italy) | Quote in tempo reale, streaming |
| StarCasinò | 16026 (Azzurri Limited) | Sport e Live Casinò |
| William Hill | 16044 (William Hill Malta) | Bonus di benvenuto, payout chiaro |
bet365: Quote Maggiorate e Bet Builder+ su un conto con concessione 16030
A bet365 fa capo la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su un sito proprio. L’offerta dichiarata è costruita su due funzioni: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre-evento e live. Il Bet Builder+ è il tipo di prodotto che il confronto delle quote tende a nascondere, perché una quota combinata dentro un solo prezzo non si scompone in singole voci e non si confronta riga per riga con quella del vicino. Sul versante dei limiti, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto-esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.
Il marchio si era anche mosso presto sul palinsesto: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup e bet365 è indicato come primo partner dalla stampa di settore. Il verdetto pratico: un conto con l’apparato di tutele più completo del gruppo qui esaminato e la quota combinata come punta di lancia. Chi gioca su un solo mercato principale e confronta i prezzi riga per riga troverà poco da sfruttare nel Bet Builder+, che è esattamente dove il prezzo diventa opaco.
Betsson: 16027, l’app che copre migliaia di eventi
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il profilo di un operatore che punta sull’ampiezza: molti mercati, molti eventi, molte occasioni di trovare un prezzo costruito bene su un mercato secondario — e i mercati secondari sono precisamente quelli dove il margine di solito si allarga e pochi controllano.
Va detto anche il resto: Azzurri Limited è lo stesso concessionario dietro Starcasino, e questo non cambia nulla per il giocatore, se non che due conti su due marchi diversi finiscono nello stesso posto dal punto di vista della licenza. Chi cerca la diversificazione del rischio di controparte la trova cambiando concessionario, non cambiando logo.
Goldbet: 16009, schedine su tutti i campionati
Con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), Goldbet copre il proprio sito. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il profilo è quello del operatore generalista, con la tipologia di giocata completa — singola, multipla, sistema — e quindi con la possibilità di costruire il biglietto come si vuole. Nulla di tutto questo è un argomento sul prezzo: la varietà di tipi di giocata non alza il payout, e chi sceglie Goldbet per l’ampiezza della schedina farà bene a verificare il margine sul mercato che gioca davvero prima di considerarla una scelta di convenienza. La stessa società è dietro Lottomatica, e anche qui la concessione è per sito, non per marchio.
Sisal: 16020, dal DUO al Cash Out
Sisal Italia S.p.a. è il concessionario con ADM n. 16020 dietro Sisal. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il Cash Out è la voce interessante per chi ragiona di costi, e va detto con precisione: chiudere una giocata prima della fine significa accettare il prezzo che il bookmaker propone in quel momento, e quel prezzo è costruito dal bookmaker, non dal mercato. Non è un servizio gratuito, è una seconda quotazione. Chi lo usa deve sapere che sta pagando la comodità di uscire, e che il valore di uscita può essere molto lontano da quello che la stessa posizione varrebbe se la partita finisse come previsto.
Betfair: 16028, il marchio con l’exchange
Betfair Italia S.r.l. è il concessionario con ADM n. 16028 dietro Betfair, ed è descritto come il primo marchio con un exchange, cioè il punta e banca che la legge ammette come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024). L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
L’exchange è l’unico posto dove il margine del bookmaker non esiste nella forma solita, perché il concessionario mette in contatto anonimo chi punta e chi fa il banco e non costruisce la quota. Non è però un pranzo gratis: la documentazione di Betfair viene riportata con regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come un back bet minimo di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che va verificata direttamente sul sito. Il resto del prodotto — Supercombo e mercati combo a quota maggiorata — è la parte che assomiglia a qualunque altro bookmaker.
Planetwin365: 16007, streaming e palinsesto quotidiano
Dietro Planetwin365 c’è Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007. Il marchio offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Lo streaming gratuito è un argomento sul confronto che pochi considerano: chi guarda per scommettere live ha bisogno del video, e chi non ce l’ha paga il live con l’informazione in ritardo. Il palinsesto quotidiano costruito su sport come pallavolo e tennis tavolo dice però anche a chi si rivolge: sono discipline con mercati meno frequentati, dove il numero di esiti è basso e il margine può essere più generoso o più stretto a seconda di come l’operatore costruisce la linea, senza che nessuno lo confronti. Vale la pena calcolare il payout lì, non sul calcio dove tutti guardano.
Eurobet: 16012, singole, multiple e My Bets
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è il concessionario con ADM n. 16012 dietro Eurobet. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.
Il dato rilevante per questo confronto sta nella riga della licenza, non nell’app: Eurobet Italia S.r.l. compare nella lista ADM con più righe, perché gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un lettore che confronta «Eurobet contro bwin» sta confrontando due siti dello stesso concessionario, e il confronto delle quote fra i due può riservare sorprese proprio per questo. La pagina My Bets, dal canto suo, è una comodità di gestione, non un argomento di prezzo.
Lottomatica: 16010, quote in tempo reale su Serie A e non solo
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, e il concessionario è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
L’ampiezza del palinsesto è notevole e la copertura dei motori aggiunge mercati che molti concorrenti non hanno. Il punto è che questa ampiezza è la stessa che rende il confronto più difficile: una linea costruita su decine di competizioni non si valuta con una quota letta di sfuggita, e chi segue la F1 o la MotoGP sta scommettendo in un mercato meno affollato del calcio, dove il payout va calcolato a mano. La coincidenza societaria con Goldbet, che ricorre anche qui, resta il dato più utile della scheda: il nome sul sito non è il nome sulla concessione.
StarCasinò: 16026, il casinò con il bookmaker dentro
StarCasinò è il marchio con ADM n. 16026, intestato ad Azzurri Limited, su StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
È il caso più chiaro di marchio casinò-first con un bookmaker dentro, e per questa pagina è un caso da segnalare piuttosto che da consigliare in modo generico. La concessione è una sola, ma l’abitudine del giocatore no: chi arriva dal casinò trova le scommesse sportive accanto a un prodotto con logica completamente diversa — e la logica del casinò non ha payout del 90 %, ha un margine dichiarato nel regolamento del gioco, che è un’altra cosa. Chi cerca quote da confrontare farebbe meglio a non partire da qui; chi ha già il conto per altri motivi lo troverà sufficiente per una giocata occasionale, e la concessione indica anche la strada da seguire.
William Hill: 16044, il bonus che va guadagnato
William Hill Malta Plc è il concessionario con ADM n. 16044 dietro William Hill, e la sua offerta di benvenuto è il caso più leggibile di questa lista. Nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.
Vale la pena scomporlo come si scompone un contratto. Il tetto dei 50 € è vincolato al deposito: chi versa 20 € e spera in 50 € ha letto male. La finestra è di sette giorni, e «entro» significa che l’ottavo giorno non c’è più bonus. La quota minima di 5.00 su ogni selezione taglia fuori tutta la fascia prudente delle giocate, e cinque selezioni per tranche è un requisito che si somma alla quota: una multipla a cinque gambe con ogni gamba ad almeno 5.00 è un biglietto con una probabilità complessivamente bassa, e la tranche da 10 € non cambia quella matematica. Il deposito minimo di 20 € dichiarato in apertura diventa così una soglia effettiva molto più alta: con carta o PayPal, entro una settimana, e poi almeno un biglietto da cinque selezioni ad alta quota per ogni tranche da incassare. La concessione è in regola e la licenza è al suo posto; il punto è che questa è la forma più onesta di bonus che si trovi nella lista — tutto scritto — e ciò non la rende conveniente per chi punta su singole a quota bassa.
Domande ricorrenti su quote, concessioni e limiti
Chi arriva a un confronto di quote cerca spesso le stesse cinque risposte. Ecco quelle che contano davvero, in ordine di quanto costano al giocatore che le ignora.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga ha un codice e un sito .it. Il nome commerciale spesso non coincide con la società concessionaria, quindi va verificato il numero di concessione nelle condizioni del operatore, accanto al nome della società. Ricorda che la lista non indica quali giochi il operatore offra.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è puntata × quota, e il profitto netto è puntata × (quota − 1). Con 100 € a quota 1,95 il totale è 195 €, di cui 95 € di guadagno. Su una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo. La quota fissata al momento della giocata resta quella.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è il payout, e il margine è quel che manca al 100 %. Su un mercato illustrativo a 1,90 / 1,90 il payout sta intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %; a 1,95 / 1,95 il margine scende a circa il 2,5 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. Abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede inoltre auto-limiti su tempo, spesa e perdita e strumenti di autoesclusione.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM la stampa di settore riporta che le vincite non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: tassate alla fonte, somma netta ricevuta. Non è consulenza fiscale, e per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?
Nessuna tutela: niente RUA, niente vigilanza ADM, niente strumenti di limite obbligatori. Il sito è soggetto al blocco DNS e alla lista dei domini oscurati. ADM richiama la L. 401/1989, art. 4: chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Inoltre le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi.
Scritto dal team di «Campionatoinglese».
