Non AAMS scommesse in Italia 2026: il conto lo paga chi punta

Updated Novembre 2026
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Prima di aprire un conto su una piattaforma che promette quote più alte perché sta fuori dal sistema italiano, conviene sapere a quale partita si sta sedendo. In Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione rilasciata dall’ADM (ex AAMS), e la concessione vale sito per sito, non marchio per marchio: un’etichetta internazionale conosciuta, da sola, non dimostra niente. Un operatore privo di concessione può finire nell’elenco dei siti inibiti e sparire dal tuo browser nel giro di poche settimane, e la legge 401/1989, come l’ADM stessa l’ha richiamata il 28 febbraio 2024, sanziona con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

3 Novembre 2026 — dati verificati sull’elenco dei concessionari ADM per il gioco a distanza e sui registri pubblici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il nodo della questione non è morale, è di portafoglio. Chi scommette fuori concessione non paga solo in termini di rischio legale: rinuncia al RUA, alla supervisione ADM e ai limiti che il concessionario è obbligato a chiedergli al momento della registrazione, e in cambio riceve spesso un bonus che sembra più generoso perché nessuno gli ha imposto di scrivere come si incassa davvero. Il costo vero di un’offerta non è la cifra in grossa sul banner: è la somma di requisiti di puntata, quota minima, scadenze e tetti alle vincite, più il margine che il bookmaker si è già preso dentro ogni quota prima ancora che tu apra il conto.

Indice dei contenuti
  1. La normativa che regola il gioco a distanza in Italia
  2. La legge 401/1989: la regola che arriva fino a chi punta
  3. L’inibizione dalle norme: come l’ADM chiude i siti e cosa rischia chi li serve
  4. Sanzioni per fornitori e prestatori di pagamento: il conto di chi chiude gli occhi
  5. Gioco responsabile: gli strumenti che restano fuori dal recinto offshore
  6. Quanto costa davvero scommettere: margine, quota e conto finale
  7. Decreto Dignità, pubblicità e quello che puoi ancora vedere
  8. Tassazione delle vincite: chi paga e chi dichiara
  9. Depositi, prelievi e il punto ricariche: dove passano i soldi
  10. Prevenzione: identificazione, limiti e segnali che il sistema manda
  11. Come si valuta un bookmaker senza farsi incantare dalla quota
  12. I dieci concessionari, uno per uno
  13. Domande frequenti sui siti non AAMS

La normativa che regola il gioco a distanza in Italia

Da settembre 2025 il settore è stato riscritto. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha sostituito la vecchia disciplina delle licenze con un sistema di concessioni assegnate per gara pubblica. Non è una formalità: la concessione si vince, si paga e dura un tempo definito.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Un concessionario può chiedere l’autorizzazione per una o più di queste voci, in qualsiasi combinazione, e sotto l’articolo 6, comma 3 la concessione dura al massimo nove anni, senza rinnovo automatico.

I requisiti non sono alla portata di chiunque. Serve una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Condizioni della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3): è una garanzia per l’operatore, ma anche il motivo per cui il costo del gioco difficilmente scende durante la concessione.

La gara indetta a settembre 2025 si è chiusa con 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni. Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi sostiene che «basta pagare una licenza» dovrebbe guardare quella cifra e capire che il denaro recuperato ogni anno sul mercato italiano esce dalle tasche dei giocatori, sotto forma di margine.

Cosa dice davvero l’elenco dei concessionari e perché non è una classifica

Un dubbio che gira spesso: «se sono nell’elenco ADM, allora sono sicuro che offrono scommesse sportive». L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non ha una colonna che indica quali giochi il singolo operatore può raccogliere. Ci sono nomi che hanno diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, all’exchange e al bingo in combinazioni diverse da caso a caso.

Quindi l’appartenenza all’elenco dimostra che quel sito può raccogliere gioco su qualche prodotto, non che il calcio sia tra i prodotti che raccoglie. La verifica giusta è a due passi: l’elenco, poi il sito dell’operatore e la sua app, dove il palinsesto si vede subito. Da questo passaggio dipende anche il confronto tra i marchi di questa pagina, perché se il calcio non è nel palinsesto di un concessionario, la sua quota non esiste e nessuna classifica può inventarla.

Il palinsesto, per legge, non è libero. L’articolo 2, lett. s) lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM: si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno lì dentro, e l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Un caso recente raccontato dalla stampa di settore riguarda la Setka Cup autorizzata a settembre 2026, con bet365 primo partner. Fuori da quell’approvazione, nessun concessionario può allargare il menù da solo.

La legge 401/1989: la regola che arriva fino a chi punta

Il primo punto che va smontato è l’idea che il rischio riguardi solo chi vende. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 punisce con l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. L’ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, aggiunge la parte che nessun banner racconta: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

L’importo dell’ammenda non è noto, e nemmeno risultano casi pubblici di giocatori sanzionati: dirlo è onesto, nasconderlo sarebbe peggio. Ma la regola esiste, è scritta, ed è l’ADM a richiamarla. Un giocatore che apre un conto su un .com privo di concessione non sta facendo un’eccentricità senza conseguenze: sta mettendo la propria posizione giuridica nelle mani di un soggetto che in Italia non può essere autorizzato a raccogliere quella giocata.

Il filetto normativo non si ferma all’articolo 4. Pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, provvedimenti specifici dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il che spiega un fenomeno curioso: l’offerta non autorizzata si sposta su canali che sfuggono alla stampa tradizionale, e chi la incontra spesso la incontra in un contesto dove nessuno risponde di quello che scrive.

La concessione vale per sito, non per azienda

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Una società può possedere più righe: Eurobet Italia S.r.l. compare con Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Il marchio e l’azienda, poi, quasi mai coincidono: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited.

Per il giocatore la conseguenza è pratica. Se un operatore chiude il sito italiano e ne apre un altro, la concessione non lo segue automaticamente: cambia riga, cambia sito, cambia autorizzazione. E se un marchio noto non compare tra le 52 righe in quella data, non significa che sia illegale in assoluto nel mondo: significa che in Italia, quel giorno, non poteva raccogliere gioco con vincite in denaro. Mercoledì 25 ottobre 2026 nell’elenco non c’erano Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.

L’inibizione dalle norme: come l’ADM chiude i siti e cosa rischia chi li serve

L’ADM ferma i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli su una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

La base normativa dell’inibizione è l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Non è un atto di cortesia verso i giocatori: chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Da aprile 2026 cambia il sistema di atterraggio: i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72. I due metodi convivono in un periodo di transizione, e l’ultimo elenco consultato è aggiornato al 13 ottobre 2026.

Perché l’elenco cresce e perché il blocco non basta da solo

Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri ad aggiornarsi. Nel frattempo i domini clonati riappaiono nel giro di ore, con nomi leggermente diversi e gli stessi contenuti. Il risultato ha una parola precisa nel gergo italiano: sono siti oscurati, cioè momentaneamente invisibili — non necessariamente finiti.

I numeri raccontano questa rincorsa. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riportato dalla stampa di settore sull’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Ogni riga aggiunta è un tentativo di restare al passo, non un problema risolto.

Chi sta dietro a quei domini ha un tornaconto economico preciso, e la legge ha previsto una leva che non dipende dalla buona volontà. L’articolo 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di movimentare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata, e questo è un elemento che pesa: finché quella leva non scatta, la strada del pagamento resta la parte più fragile e più difficile da sorvegliare dell’intera filiera.

Sanzioni per fornitori e prestatori di pagamento: il conto di chi chiude gli occhi

Aprire una connessione verso un dominio inibito non è uno sbaglio senza prezzo. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. La norma è l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41.

Il minimo è la parte interessante della scala. Trentamila euro per violazione, su un’attività in cui le violazioni possono contarsi a migliaia di domini, descrive un rischio che nessun operatore di rete considera trascurabile. Ed è la ragione per cui il blocco, con tutte le sue falle, tende a essere rispettato dai soggetti grandi: un provider che ignora l’elenco non sta scegliendo la tolleranza, sta comprando una multa.

C’è poi un dettaglio che riguarda direttamente il giocatore. Lo stesso articolo 22 affida all’ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, la tenuta dell’elenco dei siti legali legati ai concessionari e di quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due liste, una stessa fonte: chi vuole verificare un marchio prima di depositare ha uno strumento gratuito che non richiede la fiducia in nessuno.

Gioco responsabile: gli strumenti che restano fuori dal recinto offshore

Il conto di gioco italiano è costruito attorno a una serie di obblighi che il concessionario deve rispettare e il giocatore deve conoscere, perché sono l’unica cosa che separa un’offerta ADM da un’offerta qualsiasi. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 li elenca: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Sui limiti di deposito vale la pena essere precisi, perché è il punto dove nascono le incomprensioni. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e dalle pagine degli operatori si vede una cosa semplice: un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato richiede sette giorni di attesa. È un meccanismo pensato per la sera in cui si perde e si vuole «recuperare»: quella sera il limite non si alza.

Il dato di contesto è che la cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota. Nessuno può quindi scrivere «il limite ADM è di X euro» senza inventarlo. Quello che si può dire è come funziona il sistema: il giocatore sceglie, e la sua scelta ha un costo in termini di libertà, incassato come garanzia.

Autoesclusione e RUA: come funziona il blocco che vale su tutte le piattaforme

L’autoesclusione registrata nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, si estende all’intero circuito autorizzato dal regolatore, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Non è un blocco di cortesia: è un registro pubblico che il singolo operatore non può aggirare, e vale anche per le sale fisiche.

Le condizioni dei concessionari lo confermano. Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto sull’intero circuito autorizzato dal regolatore; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. bet365 mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il punto che nessun sito offshore può replicare è proprio questo. Le piattaforme prive di concessione non sono collegate al RUA: un giocatore che si è autoescluso da tutto il circuito autorizzato italiano può tranquillamente aprire un conto su un .com non autorizzato, e il suo blocco non lo segue. Chi si è escluso per un problema reale e cerca una via d’uscita la trova lì, in un posto dove nessuno sa che esiste.

Informazione e tutela del minore: le due voci che il conto italiano paga

C’è una voce di spesa che il giocatore non vede in fattura e che vale la pena conoscere. L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi definiti da una commissione governativa.

Sembra una cifra da bilancio, e invece è la differenza tra un sistema che si controlla e uno che si limita a incassare. Un’offerta offshore non ha alcun obbligo di questo tipo, e questo è anche il motivo per cui i suoi margini possono permettersi di apparire più larghi: manca la voce «tutela», insieme a molte altre.

Sul minore il sistema è perentorio. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 pone la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco. Il controllo passa dal conto di gioco, che richiede identificazione piena: la registrazione classica con copia del documento, oppure SPID, che alcuni operatori affiancano come via rapida. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e chi non completa la verifica entro i termini previsti dalle pagine degli operatori — trenta giorni, con conto sospeso e prelievi bloccati — si trova un conto che non può muovere denaro.

Quanto costa davvero scommettere: margine, quota e conto finale

Qui si arriva al punto che conta per il portafoglio, indipendentemente da chi ha la concessione. Nessuna quota è un prezzo neutro. Il margine del bookmaker è la parte che il mercato trattiene su ogni unità puntata, e si calcola così: con le quote di un mercato a due esiti, si sommano i reciproci delle quote, si divide 1 per quella somma e si ottiene la quota di rimborso; il margine è 100 % meno quella quota.

Con due esiti offerti a 1,90 e 1,90 — un esempio aritmetico, non una quota quotata — i reciproci valgono ciascuno 0,5263 circa, la somma supera l’unità e il rimborso si ferma attorno al 95 %. Il margine è di circa il 5 %. Detto altrimenti: su 100 € giocati su quel mercato, il bookmaker ne trattiene in media 5 e ne restituisce 95, prima ancora di sapere chi vince.

E ora il calcolo che il piano di questa pagina ha fissato, applicato a una situazione concreta. Immagina un giocatore che sceglie al momento della registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e li punta tutti, una volta, sullo stesso mercato a due esiti. Il costo medio atteso di quella settimana è il turnover moltiplicato per il margine del mercato: 100 € per il 5 % danno circa 5 €. Non è una perdita certa, e non è una previsione: è una stima statistica, una media su molte settimane e molti giocatori nelle stesse condizioni.

La banda va letta nella sua interezza. Se il mercato è più caro — due esiti a 1,85 e 1,85, rimborso attorno all’89 % e margine intorno all’11 % — la stessa settimana da 100 € costa in media intorno agli 11 €. Se il mercato è più efficiente, il costo scende. Il limite di 100 € non è quindi un tetto alle perdite, è la dimensione della scommessa: quello che ci si lascia dentro dipende dal margine, e il margine lo decide il bookmaker.

Perché un bonus non cambia il conto, lo sposta

Un «bonus di benvenuto» promette denaro gratis. Il requisito di puntata dice il contrario, e questa è una cosa che un concessionario deve scrivere nei propri termini mentre un sito non autorizzato spesso la nasconde dove non la si legge. Il bonus è denaro che rientra nel conto solo dopo che lo hai giocato e rigiocato per un multiplo dell’importo, su quote minime stabilite dall’operatore, entro una scadenza. Ogni puntata che fai per sbloccarlo paga il margine del mercato su cui la giri.

Il conto vero, quindi, è questo: il bonus è lordo, il costo di incassarlo è netto. Su un bonus di importo modesto e rigioco ordinario per il mercato italiano, il margine assorbe una parte non banale del valore, e la parte restante arriva solo se completi il percorso entro i termini. Non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime sono quelli che ciascun operatore scrive nei propri termini, e sono l’unica fonte attendibile. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e questa distinzione viene spesso raccontata male.

Il dettaglio che fa più male è la quota minima. Un requisito che impone di giocare solo su quote alte obbliga a uscire dai mercati principali — quelli con margine più basso — e a puntare su mercati dove il bookmaker trattiene di più. Il rigioco non è quindi solo lungo: è anche più caro di quanto appaia nella sua durata.

Decreto Dignità, pubblicità e quello che puoi ancora vedere

Il Decreto Dignità è una norma in vigore, non un capitolo chiuso. L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive e radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni in genere, affissioni e internet. L’ADM lo ha citato nel comunicato del 28 febbraio 2024.

Lo stesso decreto non è però solo divieto. All’articolo 3, lett. l) promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e all’articolo 3, lett. m) e all’articolo 15, comma 3 consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. La conseguenza è curiosa e vale la pena notarla: sullo stesso schermo su cui non può comparire lo spot che invita a giocare, può comparire il messaggio del concessionario che spiega a chi chiedere aiuto.

L’applicazione è affidata all’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità della notifica del divieto. Va detto con chiarezza che una proposta di modifica al bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, è rimasta una proposta: al momento della verifica il divieto è in vigore e la sua sorte non è nota.

Per il giocatore questo significa una cosa molto concreta. Le piattaforme non autorizzate non possono farsi pubblicità in Italia, e quindi ti raggiungono per altre vie — ricerca, link, passaparola — senza che nessuno risponda editorialmente di quello che promettono. La pubblicità autorizzata, per quanto limitata, ha un soggetto identificabile dietro; il banner anonimo no.

Tassazione delle vincite: chi paga e chi dichiara

La domanda che ogni giocatore si fa prima o poi è se deve mettere le vincite nel 730. La risposta cambia radicalmente in base a dove hai giocato, ed è forse la differenza più costosa tra un conto con concessione e uno senza.

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: si applica al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, ed è calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. La proposta di portare le aliquote al 21 % e al 25 % contenuta nel «Decreto Sport» non è entrata in vigore.

L’effetto pratico è che la tassa la versa il concessionario, e il giocatore riceve la cifra netta. Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate: è l’operatore a pagare alla fonte. Si tratta di una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la prudenza suggerisce di consultare un commercialista per il proprio caso specifico.

Il quadro cambia completamente fuori dal sistema. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta alla fonte e che la somma andrebbe dichiarata nel Modello Redditi PF o nel 730, mentre l’aliquota IRPEF applicata non è nota. Non è consulenza fiscale, ed è la formulazione da tenere presente: sul sito non autorizzato, quello che incassi non è «già tassato».

Depositi, prelievi e il punto ricariche: dove passano i soldi

La filiera del denaro è la parte meno visibile e più esposta. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: l’ADM tiene un registro dei punti — tabaccai, ricevitorie — che accredita sul conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Questi punti non possono pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Il tetto di 100 € settimanali in contanti al tabaccaio è la vera misura di quanto contante possa entrare nel circuito legale. Non è una limitazione arbitraria: è una barriera all’uso del gioco come strumento di riciclaggio, ed è il tipo di regola che sparirebbe immediatamente se il conto fosse aperto su una piattaforma non autorizzata.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM comprendono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). Ogni operatore ha la sua lista nei propri termini, ed è quella che vale. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la questione è aperta, e non risulta una norma che elenchi i binari approvati: chi legge una promessa di deposito in cripto su un sito con concessione dovrebbe verificarla nei termini, non nel banner.

Prevenzione: identificazione, limiti e segnali che il sistema manda

La tutela non è un accessorio del conto italiano, è la sua architettura. L’identificazione piena serve a legare una persona fisica a un conto, e il limite di deposito serve a dare a quella persona un tetto scritto prima che la serata cominci. L’articolo 15, comma 1 li mette tra gli obblighi del concessionario, insieme ai messaggi automatici su durata e spesa e al canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

L’identificazione segue strade diverse a seconda dell’operatore. Admiralbet apre il conto con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Goldbet offre anche CIE attraverso un fornitore SPID. Nessuna di queste procedure esiste per un marchio che non ha concessione: lì l’identificazione è una formalità commerciale, non un obbligo verso un’autorità.

E poi c’è l’altra faccia: la protezione del giocatore che ha un problema. L’articolo 15, comma 1, lett. e) impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Un conto non autorizzato non partecipa a nessuno di questi strumenti. La persona che ha deciso di smettere su tutte le piattaforme legali può riaprire su un .com in dieci minuti, e nessuno glielo impedirà.

Come si valuta un bookmaker senza farsi incantare dalla quota

La quota in vetrina è il dato meno informativo di tutta la pagina, ed è quello su cui si costruiscono le classifiche. Un prezzo elevato su un singolo esito dice poco se il margine di quel mercato è alto: quota alta e margine alto convivono, perché il bookmaker comprime i due lati e trattiene la differenza. Il lettore che vuole giudicare un’offerta deve guardare tre cose insieme: se la concessione esiste e vale per quel sito, se il palinsesto contiene davvero gli eventi che gli interessano, e quanto costa in media puntare lì.

I criteri che uso per leggere un’offerta

Il primo filtro è la concessione per sito. Non basta il nome del gruppo, non basta la notorietà internazionale: si controlla l’elenco ADM, si cerca la riga, si verifica che il sito .it corrisponda. Una riga presente garantisce che quel sito è autorizzato a raccogliere gioco su almeno un prodotto; per il calcio serve la seconda verifica, sul palinsesto.

Il secondo filtro è la profondità del palinsesto. Un concessionario che copre solo i grandi campionati internazionali lascia fuori un giocatore che segue la Serie C o una competizione minore, e per lui quello semplicemente non è un bookmaker utile, qualunque quota mostri sull’anticipo di cartello.

Il terzo filtro è il costo effettivo, che comprende il margine del mercato su cui punterà davvero, la presenza o meno di eventi simulati, il funzionamento del cash out, il tetto alle vincite dove esiste. Il quarto filtro riguarda il conto: come si apre, quanto dura la verifica, quali strumenti di autolimitazione sono disponibili e quanto rapidamente una richiesta di abbassamento del limite viene applicata. Il quinto è la rete di assistenza: se esiste un canale di contatto, se è raggiungibile, se i termini sono scritti in italiano e leggibili.

La classifica: dieci concessionari e quello che li distingue

Sotto ci sono dieci operatori presenti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ciascuno con una propria riga e un proprio sito .it. Non è una graduatoria delle quote migliori e non è un invito ad aprire un conto: è un confronto tra chi ha una concessione e cosa offre, condotto sui termini e sulle schede delle loro app. L’ordine è quello del confronto, non un podio.

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore Punto forte del palinsesto
StarCasinò concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited conto e app con slot e Live Casinò accanto alle scommesse sportive; limiti e autoesclusione nelle condizioni dell’operatore scommesse sui principali eventi italiani e internazionali, con varie tipologie di giocata
Sisal concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. accesso al conto di gioco anche con Touch ID; strumenti di tutela secondo le condizioni dell’operatore oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita
Betsson concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited app Sportsbook con pre-match e live; limiti e autoesclusione nelle condizioni dell’operatore migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa singole, multiple e sistemi; Cash Out per chiudere la schedina prima della fine risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori
Eurobet concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale app con palinsesto esteso anche al non sportivo; strumenti di tutela nelle condizioni calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, spettacolo e politica
bet365 concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività e auto esclusione; Telefono Verde 800 55 88 22 per i residenti in Italia Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. accesso anche con CIE tramite fornitore SPID; bonus di benvenuto alla registrazione schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio
Planetwin365 concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. risultati in diretta nell’app; strumenti di tutela nelle condizioni dell’operatore Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions, Europa e Conference League, oltre 20 sport
AdmiralBet concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. registrazione classica con documento o SPID di livello 2; limite di ricarica, spesa e tempo in registrazione; autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o indeterminata, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni palinsesto e tipologie di giocata secondo i termini dell’operatore
BetFlag concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. apertura conto con identificazione tramite SPID o CIE accanto alla registrazione classica palinsesto secondo i termini dell’operatore

La colonna dei numeri di concessione è quella che nessun confronto offshore può esibire, ed è anche quella che va letta con attenzione: la concessione appartiene al sito, non al marchio, e due righe diverse possono avere la stessa società dietro. Nella colonna dei palinsesti c’è un dato che salta all’occhio: la copertura dichiarata varia enormemente, da chi conta oltre 1.000 eventi al giorno a chi copre l’intera piramide del calcio italiano fino alla Serie C. Un giocatore che segue la sua squadra di provincia trova in quella differenza più informazione che in qualsiasi classifica di quote.

I dieci concessionari, uno per uno

StarCasinò: concessione 16026, il casinò che fa anche scommesse

StarCasinò è un marchio di Azzurri Limited, con concessione ADM n. 16026 e sito proprio Starcasino.it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il posizionamento è quello di un casinò con un bookmaker dentro, non di un bookmaker con qualche gioco in più. Chi arriva da lì cercando il calcio lo trova, ma il prodotto principe resta un altro, e questo si sente nella struttura dell’app: le scommesse convivono con slot e tavoli, e l’attenzione del giocatore viene continuamente spostata. Per il costo, significa una cosa semplice: in un ambiente dove il margine del casinò è strutturalmente più alto di quello del bookmaker, la disciplina di chi punta solo sul calcio è un vantaggio.

Il confronto con chi ha un palinsesto molto più profondo è impietoso sul calcio minore: sul resto, StarCasinò fa il suo lavoro. Marchio con concessione regolare, offerta sportiva presente ma non specialistica.

Sisal: concessione 16020, il palinsesto che copre la giornata intera

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020 sul sito Sisal. Nella sua app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’accesso al conto di gioco è possibile anche con Touch ID, e le scommesse si piazzano da mobile.

Il numero che conta qui è quello degli eventi live, perché è l’unico che distingue davvero un’offerta generalista da una specializzata: 15.000 eventi in diretta significano che il palinsesto è costruito per chi scommette durante la partita, e per chi lo fa la velocità dell’app non è un dettaglio estetico. Tra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, oltre alle giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere prima della fine dell’evento.

Il vero costo nascosto di un’offerta così larga è il tempo. Più eventi significano più occasioni di puntare, e per un giocatore che ha scelto un limite di deposito settimanale basso l’ampiezza del menù è una tentazione continua. Il limite, però, non si alza in serata: resta lì per sette giorni. è l’unico freno che sisal non può togliere al posto tuo, ed è quello che la rende adatta a una scommessa di intrattenimento. Chi cerca il calcio minore o competizioni di nicchia dovrà verificare il palinsesto competizione per competizione: l’ampiezza dichiarata non dice quali campionati copre.

Betsson: concessione 16027, la quantità di mercati come argomento

Betsson, con concessione ADM n. 16027 e Azzurri Limited come società, è un altro marchio dello stesso gruppo di StarCasinò, ma il vestito è quello dello sportsbook: l’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La lista dei mercati è la parte interessante. Chi scommette sul calcio sa che 1X2 e Under/Over sono il pane quotidiano, mentre i mercati sui marcatori e le combo sono quelli su cui il bookmaker trattiene di più, perché sono meno liquidi. Un’offerta che spinge su quelli non è generosa: è costruita. Non è un difetto, ma è il motivo per cui la voce «migliaia di eventi» va pesata con la stessa attenzione della quota in vetrina.

Rispetto al marchio gemello, Betsson mette lo sport in primo piano e lascia il casinò sullo sfondo. Per chi vuole pre-match e live con una scelta di mercati ampia è la versione più coerente del gruppo; per chi cerca solo il risultato finale, entrambi i marchi del gruppo fanno la stessa cosa.

SNAI: concessione 16032, i sistemi e il Cash Out come prodotto

Snaitech Spa detiene la concessione ADM n. 16032 sul sito Snai. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il sistema, tra le tipologie italiane, è il più difficile da giostrare e il più costoso se non si capisce come funziona: si compongono più combinazioni dalle stesse partite, moltiplicando le linee di scommessa e, insieme, il margine che si paga su ciascuna di esse. Un bookmaker che mette il sistema in evidenza vende una possibilità di controllo, non un vantaggio: la scommessa a sistema non riduce il costo medio, lo distribuisce.

Il Cash Out merita una riga a parte. Chiudere una schedina prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore propone in quel momento, e quel prezzo non è mai neutro: quando l’evento gira a tuo favore l’offerta si comprime, quando gira contro si allarga. È uno strumento utile a chi vuole gestire l’esposizione, non a chi vuole guadagnare di più. SNAI lo mette accanto ai mercati sui cartellini e sui rigori, che sono tra i più costosi in termini di margine.

Eurobet: concessione 16012, il palinsesto che esce dallo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale ha la concessione ADM n. 16012 su Eurobet, e la stessa società compare nell’elenco ADM con Bwin e giocodigitale: tre siti, un solo concessionario. La sua app sportiva copre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Il caso politico ed elettorale è il più singolare della lista. Non è una scommessa sportiva, ma rientra nel palinsesto approvato dal concessionario e autorizzato dall’ADM, e serve a mostrare quanto possa essere larga la definizione di evento scommettibile. A un giocatore che cerca il calcio questo non aggiunge nulla; a chi cerca varietà in una sera senza partite interessanti dà un’opzione in più, con un margine tipicamente alto.

La struttura del gruppo spiega una cosa utile per la verifica: la concessione è legata alla società, non al marchio, e un lettore che trova Bwin.it e non Eurobet.it deve sapere che sono due righe diverse della stessa azienda. è un dato di fatto, non un indizio di irregolarità.

bet365: concessione 16030, il marchio internazionale con la riga italiana

Bet365 fa capo a Hillside (New Media Malta) Plc, concessione ADM n. 16030. La piattaforma si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

È il caso che smonta meglio di ogni altro l’idea che un marchio internazionale sia per forza non autorizzato in Italia: qui la riga c’è, con numero e società. Il rovescio della medaglia è che la stessa insegna opera in molti mercati con regole proprie, e il giocatore italiano deve leggere le condizioni della versione .it, non quelle della versione globale: diritti, limiti e strumenti di tutela non si trasferiscono da un paese all’altro.

Sul versante del gioco responsabile è il più esplicito della lista: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. La specializzazione su Champions e Premier League è dichiarata, quindi un giocatore interessato a quel blocco di competizioni trova una copertura mirata; chi cerca l’ippica italiana o un campionato minore dovrà controllare il palinsesto nel dettaglio.

Goldbet: concessione 16009, l’accesso più rapido e il bonus in vetrina

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16009 sul sito Goldbet. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. L’accesso prevede anche CIE tramite un fornitore SPID.

Il bonus di benvenuto, qui come altrove, è il punto in cui la vetrina e i termini divergono. È un bonus da giocare: importo, requisiti di puntata, quote minime e scadenza stanno nelle condizioni dell’operatore, e il loro peso dipende da quanto margine si paga nel completarli. Un lettore che confronta due bonus guardando solo la cifra non sta confrontando nulla.

Il vantaggio concreto di Goldbet è la via di identificazione. Poter usare la CIE, oltre allo SPID, riduce la frizione dell’apertura conto per chi ha già la carta d’identità elettronica e non ha attivato SPID. La copertura dichiarata su «tutti i campionati di calcio» è la più larga della lista insieme a quella di Planetwin365, ed è il motivo per cui un giocatore attento al calcio di categoria la prende in considerazione prima di guardare la quota.

Planetwin365: concessione 16007, la piramide del calcio italiano

Pwo S.p.a. ha la concessione ADM n. 16007 su Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La Serie C nella lista è il dettaglio che distingue davvero questa offerta. È il campionato italiano con meno liquidità e meno copertura internazionale, e un operatore che lo mette in vetrina sta dichiarando un palinsesto costruito sul pubblico italiano, non uno specchio dei grandi tornei. Il prezzo di questa profondità è noto a chi scommette sul calcio minore: il margine su un mercato sottile è più alto, perché il bookmaker deve coprire un rischio che il volume non diluisce. Chi cerca valore lo trova nei grandi campionati; chi cerca la propria squadra di Serie C paga il prezzo della nicchia.

I risultati in diretta completano il quadro per chi segue il live, e le oltre 20 tipologie di sport danno una copertura ampia senza essere infinita. Il profilo è quello di un bookmaker per tifosi italiani, con una copertura che punta sulla profondità nazionale più che sull’ampiezza internazionale.

AdmiralBet: concessione 16048, la registrazione che impone i limiti

Admiral Bet S.r.l. ha la concessione ADM n. 16048 su Admiralbet, ed è l’operatore di questa lista di cui i termini dicono di più sul funzionamento del conto. Il conto di gioco si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.

La parte che interessa chi legge questa pagina è la registrazione dei limiti. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato richiede sette giorni. È il meccanismo descritto nella sezione sui limiti di deposito applicato alla lettera: la scelta si fa prima di giocare, quando si è lucidi, e non si può correggere la sera stessa.

L’autoesclusione segue la stessa logica. Le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto sull’intero circuito autorizzato dal regolatore, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La combinazione tra limiti imposti in registrazione e autoesclusione lunga fa di questo conto uno dei più rigidi della lista, nel senso che la rigidità è a carico del giocatore e non dell’operatore.

Il contesto è quello di un marchio che non è tra i primi per profondità di palinsesto dichiarata: chi punta su questo conto lo sceglie per la meccanica dei limiti, non per la ricerca del mercato esotico. Un giocatore che si conosce abbastanza da volere gli attrezzi giusti intorno vale più di una quota in vetrina.

BetFlag: concessione 16008, l’identificazione come primo argomento

Betflag S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16008 su Betflag.it. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

La scelta di mettere l’identificazione in evidenza è più interessante di quanto sembri. Un conto che si apre con SPID o CIE passa da un’identità già verificata dallo Stato, e per il giocatore significa meno passaggi e meno rischio di trovarsi un conto sospeso per documenti non ricevuti. Dall’altro lato significa che non esiste una via per aprire senza identificarsi, e questo è esattamente il punto: la verifica non è un ostacolo al gioco, è la condizione perché il conto esista.

Sul resto l’offerta è quella di un concessionario che non punta a distinguersi per ampiezza dichiarata, e i termini restano il posto dove leggere palinsesto, bonus e condizioni. Per chi apre il primo conto di gioco e vuole un percorso di verifica scorrevole, l’identificazione via SPID o CIE è il vantaggio pratico più tangibile di questa riga.

Domande frequenti sui siti non AAMS

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse privo di concessione?

Si perde la protezione del circuito autorizzato: nessun collegamento al RUA, nessun obbligo di limiti di deposito, nessuna supervisione ADM. Ai rischi di tutela si aggiunge quello legale, perché l’ADM richiama l’articolo 4 della legge 401/1989, che sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, quello stesso che l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 affida all’Agenzia insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei. Si cerca la riga con il numero di concessione e si controlla che il sito .it corrisponda, quindi si guarda il palinsesto per il prodotto che interessa.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il registro in cui confluiscono le richieste di autoesclusione, che valgono sull’intero circuito autorizzato dal regolatore, indipendentemente dal concessionario presso cui sono state chieste, e anche sulle sale fisiche. La durata la sceglie il giocatore; le piattaforme non autorizzate non vi sono collegate.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, su giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. L’AGCOM applica una sanzione del 20 % del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 € per violazione.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e i concessionari chiedono anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni. La cifra del limite che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica la versa l’operatore: 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite pagate, e il giocatore riceve la cifra netta senza dichiarare nulla. Fuori dal circuito, le vincite sono «redditi diversi» e andrebbero dichiarate: consultare un commercialista.

Creato dalla redazione di «Campionatoinglese».

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