Scommesse con PostePay 2026: il canone da 19,00 € prima di ogni puntata
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni indicate sono state confrontate con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS).

Chi cerca un bookmaker che accetti PostePay immagina di risolvere un problema di pagamento. In realtà ne apre tre. Il primo è la carta: prima di versare un euro su un conto di gioco, la PostePay Evolution costa 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo, che si giochi o no. Il secondo è la ricarica: i pagamenti in euro presso gli esercenti, anche online, sono gratuiti, ma caricare la carta in tabaccheria Punto Poste costa da 1,00 € a 997,99 € per operazione — a seconda di quanto si versa, non di quanto costa il servizio — e un bonifico SEPA fatto dall’app o da Postepay costa 1,00 €. Il terzo è il prelievo dal conto di gioco, ed è l’unico dei tre che il bookmaker decide: Postepay è nella lista dei metodi di prelievo di alcuni operatori, non di tutti, e il vincolo ricorrente è che la carta sia intestata a chi ha aperto il conto di gioco.
Messo in fila così, il quadro cambia. Un conto di gioco ricaricato con PostePay non è un modo per aggirare i costi del sistema bancario: è un modo per spostare il denaro dentro una carta prepagata con IBAN, emessa da PostePay S.p.A., che può ricevere bonifici, stipendi e pensioni e si richiede dall’App Poste Italiane, da Poste o allo sportello. Chi la usa già per lo stipendio la considera gratis; chi la apre apposta per scommettere paga 24,00 € il primo anno prima di aver piazzato una singola. Su una puntata quotidiana da 2 € sono dodici giornate di gioco regalate a nessuno.
Che cosa è cambiato nel mercato del gioco a distanza
Il mercato italiano è stato riscritto dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. La parola che conta è «concessione»: non licenze aperte, ma concessioni assegnate per gara pubblica. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Un dettaglio che sfugge a chi legge le classifiche: la concessione è per sito, non per società. L’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una stessa società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Quando un confronto scrive «questo bookmaker ha la concessione», la frase va letta al singolare: è quel sito a essere autorizzato, ed è quel sito che deve stare nell’elenco.
Il periodo non è eterno. Sotto l’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 i vincitori della gara possono gestire uno o più giochi per non più di nove anni, senza rinnovo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3): tradotto, chi scommette oggi su un concessionario non vede cambiare le regole del proprio conto a metà strada, ma sa anche che il titolo scade e che un nuovo titolo si conquista con una nuova gara.
Dai giochi autorizzati al vero palinsesto
L’art. 6, comma 1 elenca ciò che si può offrire a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.

Quell’elenco è la lista della spesa, non il menù. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una puntata si prende solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha ammesso la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quindi il concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive e non averle nel palinsesto della settimana, oppure averle e non avere l’ippica nazionale.
Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. La concessione copre in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo, e l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Chi vuole sapere che cosa si può giocare su un sito lo guarda sul sito, non sull’elenco.
Tre definizioni chiudono la zona grigia. Gli «eventi simulati» (art. 2, lett. v) sono competizioni generate al computer, ippiche e non, mostrate con animazione o con un evento reale registrato: stanno dentro la concessione per le scommesse e i siti hanno la sezione «Virtuali». L’ippica è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» (lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) che pretendono una concessione propria. Se un marchio tratti i totalizzatori di ippica nazionale online non risulta.
Il betting exchange merita una riga a parte, perché l’art. 2, lett. u) ne fa un gioco separato: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair riporta regole extra per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.
Da che età e con quale identità
L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del settore, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una raccomandazione del sito: è un requisito del titolo.
Il «conto di gioco» richiede identificazione completa. Si apre con il modulo, una copia del documento e, dove il sito lo mette a disposizione, con SPID; Goldbet consente anche la CIE attraverso un provider SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica.
Quel blocco dei prelievi è la trappola più banale e più costosa della fase di apertura: si deposita, si vince, e il denaro resta fermo in attesa di un documento che nessuno aveva voglia di caricare.
Che cosa dice ADM sul conto degli altri
Offrire gioco a chi sta in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il termine per il risultato è «oscurati».
Sul lato di chi punta la regola è più dura di quanto si creda. Sempre da ADM, 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore così come l’Agenzia la enuncia; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano. La legge è la 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, e il comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Le piattaforme offshore che prendono giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano fra le 52 righe dell’elenco al 25 ottobre 2026. La zona senza concessione va descritta per quello che è: nessun RUA, nessuna vigilanza ADM, nessun obbligo di strumenti di limite, nessun foro italiano, più il rischio di sanzione penale che ADM stessa enuncia. Un conto che accetta PostePay senza concessione non è un conto più comodo: è un conto senza rete.
La pubblicità non è il bonus
Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e nessun tetto statale al bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata esiste: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Una pagina che promette un tetto di legge ai bonus sta inventando una regola.
Sul fronte dell’applicazione, il 2025 ha prodotto più atti che multe. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta — non legge — è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta e alla data della verifica il divieto è in vigore.
Chi paga l’imposta sulle puntate
Qui l’Italia fa una cosa che il giocatore medio non sa. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi (prima: 43 % e 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Chi scommette non vede quella cifra perché non la paga: trattenuta alla fonte dal concessionario, arriva accreditata la somma netta e non c’è nulla da dichiarare (stampa di settore, 2024 e 2026; «tassate alla fonte»). È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura onesta è la stessa che vale per ogni questione fiscale: consultare un commercialista.
Il discorso cambia se il sito non ha la concessione. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili sotto l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. Andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Quali metodi di pagamento esistono davvero
La legge non ha una lista di strumenti approvati. Quello che ha è una figura: il «punto vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non pagano vincite e non prelevano saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Il contante nei limiti dell’art. 13 serve a mettere qualcosa sul conto, mai a tirare fuori qualcosa.
Nello stesso impianto sta l’art. 22, comma 1, che prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Le PostePay e le altre carte prepagate, gli e-wallet (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in tabaccheria (SisalPay, Mooney) sono ciò che i siti con concessione mostrano nelle loro liste, non ciò che una norma impone. Ogni operatore ha la sua, nei propri termini. Sulle cripto presso i concessionari ADM la situazione è aperta: nessuno statuto nomina strumenti approvati, e chi trova una pagina che dà per scontato il contrario sta leggendo un’invenzione.
Ridurre il danno prima che diventi una perdita
La protezione del giocatore in Italia non è un opuscolo: è una serie di obblighi numerati che il concessionario deve rispettare, e ognuno di quegli obblighi ha un prezzo o un ritardo per chi lo attiva. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore (lett. a); limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento sotto protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).
La differenza fra gli strumenti è la reversibilità. Un limite di deposito abbassato vale subito; per alzarlo bisogna aspettare. Un messaggio automatico non ti ferma. Un’autoesclusione ti ferma davvero — e il tempo che scegli non si accorcia con una telefonata.
Limiti di deposito: il ritardo è la protezione
In registrazione ogni concessionario chiede di impostare un limite e di fissarlo su base giornaliera, settimanale e mensile. Admiralbet chiede di definirne tre — massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco — su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’asimmetria è il meccanismo: chi vuole giocare meno lo fa con un clic, chi vuole giocare più aspetta una settimana. Una notte storta non si finanzia con un altro clic.
Vale la pena dirlo senza girarci intorno: il limite che si imposta alle due di notte è il più utile di tutti, perché è l’unico che l’utente scrive da sobrio. La figura del limite di deposito fissato da ADM nella gara è ignota; il numero che compare sul conto lo sceglie chi si registra.
RUA: che cosa non funziona fuori dai siti con concessione
L’autoesclusione italiana passa dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, che blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale fisiche. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
Il punto che conta non è la durata massima, è la parola «autorizzate». Un sito senza concessione non è collegato al RUA: chi si autoesclude per proteggersi e poi apre un conto su un .com offshore non ha alcuna protezione, perché quel registro non lo vede. Il RUA è la ragione per cui il prezzo di un bookmaker irregolare non è mai solo il rischio di sanzione: è anche la scomparsa dello strumento con cui si smette.
Sul lato dell’aiuto concreto, per i residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile di bet365 rinviano al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. C’è anche un obbligo di comunicazione: sotto l’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
PostePay in uscita: accredito, tempi e il vincolo dell’intestazione
Il denaro che entra nel conto di gioco è la parte facile della faccenda. La parte difficile comincia quando deve uscire, e lì ogni marchio fa storia a sé: la carta che deposita non sempre preleva, e quando preleva non sempre lo fa alla stessa velocità.
La PostePay Evolution ha un plafond di 30.000 €, un limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare e prelievi ATM di 900 € al giorno e 3.500 € al mese. Per il lettore di questa pagina contano due cose: il plafond non è il collo di bottiglia di un conto di gioco medio, ma il limite cumulato di ricarica è un numero che si somma su tutte le carte dello stesso titolare, non su una sola. Chi ha più Evolution intestate non ha più margine di quanto pensi.
Online la carta si usa con numero, scadenza e CVV2/CVC2 oppure con Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay; i pagamenti contactless fino a 50,00 € non richiedono il PIN. Quando si ricarica in tabaccheria Punto Poste, la finestra è da 1,00 € a 997,99 € per operazione, con documento e codice fiscale. La ricarica dal sito o dall’app si fa con altre PostePay, carte Visa o Mastercard e conto BancoPosta, oppure in ufficio postale in contanti.
Messo in ordine cronologico, un deposito tipico fa così: si carica la carta dalla tabaccheria o dall’app, si entra nel conto di gioco, si versa. Il passaggio che si inceppa è il primo, ed è quello che nessuno racconta: un rifiuto in tabaccheria non dipende dal bookmaker, dipende dall’operazione in sé.
Dove l’accredito è immediato e dove no
BetFlag accetta PostePay — carta o app, anche con QR code — per i depositi, con accredito immediato, e per i prelievi se il titolare della carta coincide con quello del conto. Il prelievo immediato è disponibile dal secondo prelievo: la prima richiesta, quindi, non è immediata nemmeno sul sito che promette la parola.
William Hill è l’unico dei marchi in elenco che pubblica numeri precisi sull’uscita su Postepay: minimo 5 €, massimo 2.500 €, con tempi da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. La forbice fra mezz’ora e tre giorni non è un dettaglio tecnico, è la differenza fra il sabato sera e il martedì. E non dipende solo dal bookmaker: Visa Direct è una condizione del circuito, non una promessa del sito.
Admiralbet include la Carta Postepay/BancoPosta fra gli strumenti per ricaricare il conto di gioco e Postepay fra quelli per prelevare, purché lo strumento sia intestato al titolare del conto. La condizione dell’intestazione torna in ogni caso che nomina Postepay: è il modo con cui un conto di due persone si rompe a metà. La carta dello zio non preleva sul conto del nipote.
Ci sono poi i marchi che accettano PostePay ma su un prodotto diverso da quello di questa pagina. Lottomatica ammette PostePay e PayPal fra i metodi per depositi e prelievi, con accesso dall’app tramite username e password. Goldbet ricarica e preleva con PostePay, PayPal e altri metodi, e l’accesso all’app usa le credenziali di Goldbet. In entrambi i casi l’integrazione è dichiarata per il conto di gioco, ma i marchi restano casinò-first con uno sportsbook accanto: chi cerca solo il calcio deve verificare il palinsesto nella propria area, non fidarsi della parola «PostePay» nella scheda in store.
Le altre strade verso lo stesso conto
La PostePay non è l’unico binario, ed è utile sapere dove porta la deviazione. bet365 indica fra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay, con conto usabile da sito o da app; StarCasinò descrive depositi e prelievi come rapidi, sicuri e completamente gratuiti con un’ampia gamma di metodi. «Completamente gratuiti» è una promessa dell’operatore sui propri costi, non sui costi del circuito o della carta dietro.
Sul lato wallet, un servizio clienti sempre attivo è la parte che si nota quando qualcosa va storto: Betsson indica la possibilità di impostare facilmente i propri limiti di deposito e un servizio clienti disponibile tutti i giorni 24 ore su 24; SNAI indica un’assistenza a disposizione 7 giorni su 7 sul conto che si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità. Eurobet, dall’app, consente di consultare le informazioni sul conto di gioco e di effettuare depositi e prelievi da iPhone o iPad. Sisal fa un’altra cosa: con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Per chi abita sopra una ricevitoria, il prelievo su carta diventa un dettaglio; per chi non ci passa davanti, è il nodo principale.
Il dato che nessuno pubblica è la velocità mediana del prelievo su carta. I termini dei concessionari dicono «immediato», «da 30 minuti a 4 ore», «1-3 giorni lavorativi», e ognuno di quei tempi è vero per la propria procedura. La differenza la fanno la verifica dell’identità e l’intestazione, non il bookmaker.
La classifica: chi accetta la carta e a che condizioni
Cinque marchi con concessione ADM e sito .it proprio, confrontati su tre cose: il numero di concessione e il concessionario, quello che i termini dell’operatore dicono sul soggetto di questa pagina, e il modo in cui quel soggetto è coperto. Le prime due colonne sono verificabili riga per riga sull’elenco ADM; la terza è il risultato del confronto fra quanto il marchio dichiara e quanto il resto del campo dichiara.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono i termini dell’operatore su Postepay | Copertura del soggetto |
|---|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | PostePay (carta o app, anche con QR code) per i depositi con accredito immediato e per i prelievi se il titolare della carta coincide con quello del conto; prelievo immediato dal secondo prelievo | confermato |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | ricariche online con carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente; Postepay fra gli strumenti di prelievo | confermato |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | prelievi su Postepay da un minimo di 5 € a un massimo di 2.500 €, con tempi da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte | confermato |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | il conto di gioco accetta PostePay e PayPal fra i metodi per depositi e prelievi; l’accesso dall’app avviene con username e password | — |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | il conto di gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento; l’accesso all’app usa le credenziali di Goldbet.it | — |
Le prime tre righe spiegano perché il confronto non si può fare a colpi di «accetta PostePay»: gli stessi tre siti raccontano tre cose diverse. William Hill pubblica i numeri dell’uscita — 5 € minimo, 2.500 € massimo, una finestra da mezz’ora a tre giorni — e non dice nulla sull’entrata oltre al fatto che la carta serve per il deposito. Admiralbet dice il contrario: elenca il deposito con una lista lunghissima comprendente Carta Postepay/BancoPosta e cita Postepay fra i prelievi, con una sola condizione, l’intestazione. BetFlag mette in fila accredito immediato in entrata e una piccola astuzia in uscita, il prelievo immediato solo dal secondo tentativo.
Sulla terza colonna c’è poco da abbellire. Lottomatica e Goldbet dichiarano l’integrazione PostePay sul conto di gioco, con depositi e prelievi, e si fermano lì. Il che è già un’informazione: due marchi dello stesso gruppo, GBO Italy, con due concessioni distinte, n. 16010 e n. 16009, e due siti separati. Chi ha un problema su Lottomatica non lo risolve su Goldbet, e viceversa, perché la concessione è per sito.
Il margine del bookmaker non è un dato che questo confronto possa mettere in colonna: i cinque marchi non pubblicano le proprie percentuali di payout, e un margine si ricava solo da un insieme completo di quote sulla stessa partita con una data di rilevazione. Quello che questa tabella permette di misurare è un’altra cosa, più noiosa e più utile: quante condizioni stanno fra il proprio deposito e la propria potenziale vincita.
I cinque marchi, uno per uno
BetFlag: accredito immediato in entrata, pazienza in uscita
BetFlag è Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008, sito proprio .it. Il marchio è quello che più si avvicina alla promessa implicita della chiave: PostePay accettata sia in carta sia via app, anche con QR code, accredito immediato sui depositi, e prelievi sulla stessa carta purché il titolare sia la stessa persona del conto.
Il primo deposito è la parte che richiede attenzione. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto a cinque cifre è una promessa grande, e chi legge «fino a 5.000 €» deve leggere anche «100 % del primo deposito»: il bonus è proporzionale a quanto si versa, non una cifra garantita. Chi deposita 50 € riceve 50 €, non 5.000 €. Il capitale del bonus cambia il modo in cui si gioca la prima settimana, e in Italia quei crediti non hanno un tetto di legge: i requisiti di puntata li fissa il sito.
Sull’identificazione BetFlag mette sul tavolo SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È la strada che evita i 30 giorni di convalida e il blocco dei prelievi che ne segue.
Il punto debole è la simmetria dentro il prelievo: l’immediatezza è promessa, ma dal secondo prelievo. La prima richiesta su PostePay passa da una verifica che non è istantanea, e chi ha fretta di incassare il primo colpo lo scopre solo allora. Chi ha già prelevato una volta, invece, gioca sul canale più diretto del confronto fra accredito in entrata e uscita.
AdmiralBet: la carta ammessa, la ricarica senza costi
AdmiralBet è Admiral Bet S.r.l., concessione ADM n. 16048. Il marchio tratta la carta come uno strumento fra i tanti: fra le ricariche online elenca carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente; Postepay compare anche fra gli strumenti di prelievo, con la stessa condizione.
«Senza costi aggiuntivi» è una frase che va letta per quello che è: riguarda quello che il bookmaker non addebita, non quello che costa la ricarica della carta o il bonifico SEPA da 1,00 € fatto dall’app. Il costo vero dell’operazione sta a monte, nella carta, e nessun operatore può annullarlo.
Sul fronte della tutela Admiralbet è il marchio che struttura meglio la fase di registrazione: definire in registrazione un massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Tre limiti invece di uno, e una regola che rende la scelta seria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Chi passa la prima sera a fissare i tre numeri si è già comprato una protezione che costa solo cinque minuti.
L’autoesclusione chiude il quadro: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra lunga — fino a nove mesi prima di poter tornare — è una decisione pesante presa in un momento in cui si è lucidi abbastanza per prenderla, che è esattamente il punto.
Il difetto è l’assenza di un numero sull’uscita: una lista di metodi per il prelievo senza tempi pubblicati lascia il lettore a fidarsi della procedura interna. Chi preleva spesso lo sente.
William Hill: la carta che mette i tempi per iscritto
William Hill è William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044. È l’unico marchio del gruppo a pubblicare una griglia completa sui prelievi su Postepay: minimo 5 €, massimo 2.500 €, da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. Un minimo di 5 € è quasi irrilevante per chi preleva; il massimo di 2.500 € è la vera informazione, perché dice che un incasso grosso si spezza in più prelievi o passa da un altro canale.
Il benvenuto sportivo è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Quella costruzione è il contrario del bonus a cifra tonda: piccola, spezzata, condizionata da una quota minima alta e da multiple da cinque selezioni. Cinque eventi con quota minima 5.00 non sono una giocata qualunque; sono una multipla che si perde spesso, ed è lì che il bonus finisce di esistere. Non c’è nulla di illecito, ed è bene sapere che il «bonus cash» resta un bonus cash e non un prelievo libero.
Il vantaggio del marchio è la trasparenza sull’uscita, e non è un vantaggio piccolo: fra i cinque è l’unico che permette di sapere in anticipo quanto tempo ci metteranno i propri soldi. Lo svantaggio è dall’altra parte, in un pacchetto di benvenuto che chiede una combinazione di eventi con quota minima 5.00 per liberare tranche da 10 €.
Lottomatica: conto di gioco integrato, prodotto casinò
Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16010. Il sito è uno dei tre che fanno capo a una delle società più presenti nell’elenco, e il conto di gioco accetta PostePay e PayPal fra i metodi per depositi e prelievi, con accesso dall’app tramite username e password.
La concessione è per sito, e questa riga vale più di una nota: Lottomatica e Goldbet sono due concessioni distinte, n. 16010 e n. 16009, sotto la stessa società. Chi apre su Lottomatica non ha un conto Goldbet, e chi ha un problema di pagamento sull’uno non lo trasferisce sull’altro. Il gruppo è il medesimo; l’interlocutore no.
Il marchio è casinò-first con uno sportsbook accanto, e questo è il punto in cui il soggetto della pagina si allontana dal profilo. Chi arriva cercando PostePay per scommettere sul calcio trova l’integrazione dichiarata sul conto, ma deve verificare nel proprio palinsesto che l’offerta sportiva abbia la profondità che cerca: il nome del marchio dice poco su quali campionati e quali tipi di giocata siano in programma.
Resta un marchio solido per chi vuole un unico conto per giocare di tutto, con un metodo di deposito che conosce già. Per chi scommette solo sport e guarda la quota come unica variabile, l’integrazione del conto è un vantaggio di secondo ordine.
Goldbet: la concessione sorella, le stesse Postepay
Goldbet è la seconda concessione di GBO Italy, ADM n. 16009, con sito proprio. Il conto di gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi, e l’accesso dall’app avviene con le credenziali di Goldbet.
La vicinanza con Lottomatica è la cosa più interessante del marchio, dal punto di vista del lettore. Due siti, due concessioni, una società: significa che la scelta fra i due non è una scelta di affidabilità, ma di interfaccia, di palinsesto e di promozioni. Chi cerca PostePay in questa pagina trova due righe quasi identiche, e la differenza non sta nei metodi di pagamento.
Anche qui il profilo è quello di un operatore con un’anima da casinò e un comparto sportivo: l’integrazione PostePay è dichiarata per il conto di gioco, con ricariche e prelievi, e non c’è altra specificità che il lettore possa usare per decidere. Un marchio da tenere presente quando si è già clienti del gruppo o si vuole confrontare la stessa piattaforma in due vesti.
Il pubblico che ci sta bene è quello che gioca poco sport e molto altro, e che apprezza un’app dove le credenziali sono le stesse del sito e il metodo di deposito già memorizzato. Chi scommette significa invece che la concessione c’è, il metodo c’è, e la scommessa sul calcio la deve verificare da sé.
Il quadro d’insieme: tre marchi che dicono cose diverse sulla stessa carta
Se questa pagina dovesse finire in una sola riga: tre dei cinque marchi hanno una posizione documentata su Postepay, e la loro posizione non è la stessa cosa detta tre volte. BetFlag promette la velocità dell’entrata e la rinvia di un prelievo; Admiralbet promette l’assenza di costi sul conto e tace sui tempi; William Hill pubblica i numeri dell’uscita e li nega in entrata con un bonus costruito per liberarsi a pezzi.
Per chi cerca un libro dove versare con la carta che già possiede valgono due criteri. La condizione dell’intestazione, prima di tutto: carta e conto devono essere della stessa persona su ogni marchio che nomina Postepay, e chi usa la carta di un familiare non ha una strada, ha un problema. Poi la direzione dei soldi: chi preleva spesso paghi attenzione alla griglia di William Hill, chi deposita spesso guardi all’immediatezza di BetFlag e alla lista senza costi di Admiralbet.
Lottomatica e Goldbet restano nel quadro per un motivo diverso: dichiarano l’integrazione PostePay sul conto di gioco e non dicono altro, quindi valgono per chi ha già un conto in quella casa e cerca una conferma, non per chi scegle partendo da zero su questa chiave.
Domande frequenti
Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?
Non esiste una lista statale di strumenti approvati. I siti con concessione mostrano carte, PostePay e altre prepagate, e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria; ogni marchio ha la propria lista nei propri termini. Il contante si versa solo tramite i punti vendita ricariche dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024, fino a 100 € a settimana.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite lo scegle chi si registra, su base settimanale o mensile, e alcuni siti chiedono di fissarlo su base giornaliera, settimanale e mensile. Ridurre un limite ha effetto immediato; aumentarlo richiede un’attesa, sette giorni su Admiralbet. La cifra che ADM fissa nella gara di concessione non risulta.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il sito nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un solo sito .it; diverse concessioni possono appartenere alla stessa società. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi una riga dimostra l’autorizzazione, non l’offerta di scommesse sportive.
Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?
L’età è 18 anni, e la tutela dei minori è un principio dell’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024. Il conto di gioco richiede identificazione completa: modulo con documento oppure SPID, e alcuni siti anche CIE. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
No, non in capo al giocatore: l’imposta unica è pagata dal concessionario, 24,5 % sulla raccolta a distanza calcolata sulla differenza fra puntate e vincite, e la vincita arriva già netta. La ricostruzione viene dalla stampa di settore e non da una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, con un profitto netto di 8,50 €. In una multipla le quote si moltiplicano fra loro e formano un prezzo unico. Quella cifra è quanto la giocata paga se vince, non la probabilità che vinca.
Preparato dagli editori di «Campionatoinglese».
